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Pensieri, emozioni, stati d’animo di adolescenti (gli alunni dell’IIS “Lucrezia della Valle” di Cosenza). Un confronto profondo per comprendere che la libertà non è solo un diritto, ma un cammino da proteggere ogni giorno.

Nonno: «Ti vedo pensieroso oggi, ragazzo mio. Guarda quella farfalla lì fuori. Sembra non avere pensieri, eppure vola altissima. A cosa stai pensando?»

Ragazzo: «Pensavo proprio a lei, nonno. Se penso alla libertà, mi viene in mente una farfalla che osserva la vita dall’alto. Ma mi rendo conto che la libertà reale non è sempre così delicata, gentile e soave.»

Nonno: (Annuisce con lo sguardo serio) «Hai ragione. Spesso immaginiamo la libertà come qualcosa di leggero. Ma nella realtà può essere dura. Difficile da accettare. E, purtroppo, non tutti la concedono.»

Ragazzo: «La cosa più triste è proprio questa: non poter essere se stessi a causa degli altri. Secondo me, la sola espressione “essere se stessi” dovrebbe significare libertà. Invece, quasi sempre, ci accorgiamo del suo immenso valore solo quando la perdiamo.»

Nonno: «È la grande contraddizione umana. Diamo per scontato il respiro finché non ci manca l’aria. Tu come te la immagini questa perdita?»

Ragazzo: «Pensa a un detenuto, nonno. Un attimo prima è libero. Poco dopo viene privato di tutto. Ricordo un film bellissimo che affrontava questo tema. Mostrava come persino lavorare sul tetto di una prigione potesse far sentire liberi i condannati. Anche un piccolo gesto assume un significato enorme quando ti viene tolto tutto il resto.»

Nonno: «Quel film mostra una grande verità. La libertà si nasconde nei dettagli della quotidianità. Ma purtroppo ci sono luoghi in cui interi popoli non conoscono nemmeno quei piccoli gesti, vero?»

Ragazzo: «Esatto. Penso a molti Paesi oggi, come l’Iran. Lì le figlie non possono scegliere con chi condividere la propria vita. Non decidono liberamente il momento in cui farlo. E se provano a ribellarsi, rischiano persino la vita. Mi vengono i brividi a pensarci.»

Nonno: (Sospira profondamente) «La storia è piena di queste ferite. Anche qui da noi, non troppo tempo fa, le cose erano profondamente diverse.»

Ragazzo: «Sì, papà mi raccontava della condizione delle donne in passato. Sono state oppresse per secoli dal patriarcato e dalle regole della società. Erano private del diritto al lavoro, al voto. Persino di un semplice svago! Oggi per fortuna la situazione è migliorata, ma sento che non abbiamo ancora conquistato una libertà piena e totale.»

Nonno: «La libertà è un cantiere sempre aperto, nipote mio. Non è un traguardo fisso, ma una conquista quotidiana. Cosa ti auguri per il tuo futuro e quello dei tuoi coetanei?»

Ragazzo: «Mi auguro con tutto il cuore che non si torni mai più indietro. Dobbiamo continuare a migliorare, passo dopo passo. Dobbiamo farlo per il bene di noi stessi, ma soprattutto per il bene degli altri. Solo così quel volo della farfalla diventerà davvero di tutti.»

A cura di Maria Felicita Blasi


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