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Un tocco leggero, impercettibile.

Uno scatto inaspettato.

Un’amplificazione dell’emozione.

Giornate passate nell’inquietudine, uno spreco di energia sfibrante e nulla può allietare.

Chissà mai perché all’arrivo della bella stagione si risvegliano i fastidi!

Mi ritrovo all’interno di un circolo pericoloso, giro senza riuscire a vedere l’uscita. Solo luce, ma nessuna porta aperta a lasciare fuggire.

Corde troppo tese intorno. Tendono gli stati d’animo fino a togliere il respiro, spingono nell’angolo più buio e ingabbiano ogni parola.

Cerco il silenzio negli ambienti della Natura più bella. Sempre più a difficoltà mi ritrovo ad accettare le voci che dall’esterno arrivano a disturbare. Non tollero il giudizio, la non accettazione della realtà e la capacità di godere di quello che di bello c’è, anche se fra mille problematiche non risolte.

E scatto, mi arrabbio e mi isolo. Sempre più.

Nel cuore della notte. Dall’esterno ritornano i rumori del passato. Ovattatti dalla frescura dell’aria che incontra gli ambienti senza ostacoli. Intreccio le dita ad accogliere l’altra mano e trovo un po’ di sollievo.

Mi sollevo di scatto e inizio il giorno. Inizia il giorno. Uno nuovo a fatica senza troppa energia ma con la speranza nel sole.

Incredibile come i desideri nel tempo possano cambiare, anche quando mai dubitavi del piacere provato fra le onde del mare ad abbracciare tutto il tuo corpo. Quando i raggi del sole accarezzano la pelle a riscaldare, senza soffocanti calure.

L’unica cosa che rasserena in questo momento.

Sfoglio le pagine di questa nuova storia, partita da un tempo lontano e, via via, raccontata attraverso le vite dei protagonisti ad insegnare. Ho imparato cose nuove e questo alimenta il mio sapere.

Che rimane, pur sempre, l’obiettivo principale.

Il senso.

Inutile girarci intorno, dare voce al proprio pensiero rimane la strategia migliore per ritrovare la serenità.

Rileggo con attenzione lo scambio che avviene quotidianamente con l’esterno e mi accorgo che è in gran parte dentro di me che arriva il processamento dell’emozione prima dell’esplosione. Allora rileggo con attenzione, fermandomi al momento giusto e senza tirare conclusioni errate.

Potrebbe essere questo il modo per modificare la suscettibilità.

Tirata all’estremo ogni parola assume un significato diverso. E si amplifica ogni stato d’animo.

Un pensiero sfiora il mio ricordo.

Una strana allegria mi pervade.

La crescente calura si deposita sul mio viso e stranamente rasserena.

Cerco nuove pagine da accarezzare con le dita, per sentirne il fruscio e assorbire le storie. Il grande piacere che si prova, lì, ad aspettare, ad aspettarmi.

Ho forse raggiunto la pace in questo momento?

Attimi ed istanti intervallati da momenti più lunghi.

Il secondo grande giro della vita.

Passerà. Anche questa passerà.

18 giugno 2026

Fernanda

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