Il breve silenzio della notte avvolge ogni angolo degli ambienti, fino a quando …
Sprazzi di luce filtrano, raggiungendo le palpebre socchiuse e la mente, all’improvviso, invia i segnali al resto del corpo.
I segnali che fanno male.
Pensieri pericolosi.
Guardo indietro e vedo gli anni passati fra dolcezze, debolezze, allegrie, paure.
L’avanti nebuloso, da scoprire.
L’oggi in una tormenta di emozioni, sussulti ed equilibri da ritrovare. Per potere andare avanti.
Provo ad accettare le mie debolezze e, come da sempre ormai, riesco poco ad accoglierle senza pentirmi di ogni scelta fatta. Ma il tempo che mi ritrovo a vivere, mi obbliga senza più alcuna possibilità. Mi fermo a riflettere su quanto ho pensato e forse trovo la serenità in questo.
Un conflitto in meno da dover slegare.
Nodi, li sento dal di dentro ad interrompere il naturale fruscio di aria che dovrebbe rinfrescare.
Il secondo grande giro della vita.
Una inaspettata inversione difficilmente gestibile con gli strumenti del momento. Affrontata con rigidità, quella durezza che ingabbia i nodi all’interno di capsule coriacee.
Un paesaggio di mare che non riconosco. I colori, non tenui né sgargianti, inondati da una luce che arriva si dall’alto ma da un’altra angolazione. Cambiando le tonalità. Non trovo serenità in questo, è forse il momento di tornare solo nei posti dove si è stati bene, senza sforzare a raggiungere nuove mete.
Sfioro con lo sguardo un fiore appena sbocciato, delicato nei colori, grazia nelle sue forme piccole e armoniose.
Come sempre è nella Natura il segreto del raggiungimento del benessere, l’attenta osservazione di tutto quello prende vita dalla vita stessa.
Un profumo cercato inonda le stanze dell’ambiente che più vivo. L’immediata emozione che ritorna mi spinge a non trattenere più il sorriso, accoglierlo e provare ad inviarlo all’esterno, come un messaggio di speranza per l’ambiente …, per me stessa.
La prima voce che arriva non è proprio familiare, nuova ma antica al tempo stesso, mai ascoltata ma con tonalità che distinguo bene.
Provo a prestare più attenzione alle parole sussurrate e nell’attesa, ritorno a me.
Come ho fatto fino ad ora!
Impossibile comunicare il proprio stato d’animo nel momento di massima confusione. Per me, almeno per me. Forse basterebbe solo sciogliere il nodo che blocca sulla rima le lacrime del passato e liberare il pianto cercando il conforto.
La seconda voce, in questo mattino di sole che annuncia un’altra estate, arriva chiara a suggerire, ad indicare nelle cose che mi più mi appartengono la strada da seguire.
Anche questa volta, come una volta.
Fernanda 9 giugno 2026

Biologa CNR, Counselor. Responsabile “gestione area informativa” Progetto SOS Alzheimer On Line

