Mi sveglio oramai sempre prima, quando il sole non ha ancora fatto capolino da dietro le solite montagne.
Una debole luce risveglia il canto degli uccelli che vivono qua intorno.
Giro e mi rigiro, senza riuscire a trovare quella pace che potrebbe anticipare una giornata priva di inquietudini. Ma …
Mi sforzo di ricordare come l’ansia dei tanti anni fa poteva essere placata senza dover ricorrere al movimento. Bastava solo fare ordine dentro oppure scrivere sui mille quaderni che accoglievano ogni sensazione meritata.
Anche oggi in fondo è così.
Ore passate ad esternare, ma senza riuscire a comunicare veramente.
Sarà poi così necessario comunicare con l’altro? Può bastare solo la tua voce che ritorna dentro, dopo essere riusciti ad esprimere?
Al di là delle reali provocazioni, consapevolizzo che il problema potrebbe essere altrove.
Guardo indietro e vedo tutto il tempo andato. Un soffio di paura mi investe e, sollevando lo sguardo sulle certezze delle pagine all’interno di ogni capitolo, penso che ogni verità ha la sua giusta collocazione. Temporale e spaziale.
Un nuovo profumo investe e si espande nell’aria a me intorno. Potrebbe essere la motivazione che, in questo momento, riempirebbe la mia vita.
Vitalità manifestata dai colori intensi che lentamente si definiscono a sbocciare. E mi strappano un sorriso.
Con sincerità verso me stessa, mi confido che il pensiero va ristrutturato, importante definire qualche confine, cercando di non portare rancore ma stabilire un limite oltre il quale fermarsi. Ricordare che il tempo è passato e tutto quello che ho avuto, con tanto impegno e fatica, ho conquistato.
Nonostante …
Le corde dei sentimenti vibrano come sempre, anche se la musica che si propaga è fatta di nuove note.
Ripercorro il giorno appena andato e un brivido mi assale.
Non esiste più il tempo dello spreco delle ore!
Ogni momento va vissuto filtrato dai fastidi. Quanto più è possibile.
Se le condizioni all’intorno diventano insostenibili, la cosa giusta da fare per se stessi è andare, chiudendo la porta.
E si ricomincia.
Indosso un manto pesante che impedisce alla mia pelle il respiro. Giro e mi rigiro a cercare di afferrare un pensiero positivo che possa innalzarmi verso il blu del cielo. Come quello che vedo dalla mia postazione preferita e da dove mi sento sospesa, piacevolmente.
Respiro a pieni polmoni incamerando l’aria profumata della primavera. Di questa primavera capricciosa, ma, immediatamente intervengono le immagini del dolore.
Sposto, inconsapevolmente l’attenzione da un punto all’altro del mio corpo e trovo leggerezza.
Temo il raggiungimento di un nuovo equilibrio insieme agli eventi che non possiamo controllare.
Oltre, provo ad andare oltre.
Fernanda

Biologa CNR, Counselor. Responsabile “gestione area informativa” Progetto SOS Alzheimer On Line

