Pensieri, emozioni, stati d’animo di adolescenti (gli alunni dell’IIS “Lucrezia della Valle” di Cosenza) dedicati ai propri nonni, “testimoni del passato, garanzia del presente ed eredi del futuro”
Finalmente, dopo anni, avrei potuto rivedere nonna. Infatti, decisi di lasciare il pomeriggio libero, accompagnai i bambini a casa e, dopo pranzo, mi feci trovare nel luogo di incontro scelto da entrambe.
Il posto in questione era su una piccola collina, immerso nel verde e nella natura, proprio come piaceva a lei. Ad accompagnare il tutto fu un piccolo lago lì vicino e il continuo rumore dell’acqua rilasciava serenità, senza dare troppo fastidio.
Vidi subito nonna, era seduta ad un tavolo, già pieno di ogni singolare sua specialità; anche se ero diventata grande, non aveva di certo perso il vizio di cucinare. Soprattutto in quell’occasione, non potevo negarle la possibilità di prepararmi qualcosa, specialmente perché, a causa di vari impegni, non era stato possibile vederci, per cui avevamo lasciato in sospeso tante cose da raccontarci. Dopo esserci salutate e aver preso posto al tavolo, iniziammo a parlare del più e del meno, pensando a tutto ciò che era cambiato durante il tempo.
Io: ”Potendo tornare indietro nel tempo, cosa avresti fatto, in quanto genitore?”
Nonna: “Avrei evitato di essere così rigida alcune volte, poiché alla fine non è servito tanto.”
Io: ”Intendi nel rapporto con papà?”
Nonna: ”Anche, ma non solo, l’ho capito dopo, quando sono diventata nonna. Anche se allora i tempi erano diversi.”
Io: “Ti capita mai di pensare a quando eri giovane, a ciò che avresti voluto fare e non hai potuto?”
Nonna: “Oh sì, più spesso di quanto credi. Ma sai, alla fine la vita mi ha dato tanto, anche se in un modo diverso da come immaginavo.”
Io: “E cosa ti manca di più di quei tempi?”
Nonna: “La semplicità, le giornate lente, i rapporti veri. Oggi tutto corre, ma allora bastava poco per sentirsi felici.”
Io: “Pensi che noi giovani riusciremo mai a ritrovare un po’ di quella serenità?”
Nonna: “Forse sì, se imparerete a fermarvi ogni tanto… e ad ascoltare davvero ciò che vi circonda.”
Io: “Hai ragione, nonna. A volte sembra che non ci sia mai tempo per niente, nemmeno per stare insieme.”
Nonna: “Eh, lo so. Ma è sempre stato così, solo che prima ci si accontentava di poco. Adesso tutti corrono, ma non si sa bene verso cosa.”
Io: “Già… forse dovrei imparare anch’io a rallentare un po’. Tu come facevi a trovare il tempo per fare tutto?”
Nonna: “Non lo so, forse perché non avevo l’idea di dover fare tutto perfetto. Si faceva quello che si poteva…il resto si tralasciava.”
Io: “Mi piacerebbe avere un po’ della tua calma. Io mi agito anche per sciocchezze.”
Nonna: “Ci vuole pratica, tesoro. E un po’ d’esperienza. Vedrai che col tempo imparerai anche tu a dare il giusto peso alle cose.”
Io: (sorridendo) “Forse è per questo che mi piace parlare con te. Mi fai sempre vedere le cose in un modo diverso.”
Lucia (16 anni)
A cura di Maria Felicita Blasi


