Mente e dintorni è una rubrica (nata da una fortunata serie televisiva) che ci porta a curiosare nei meandri della nostra personalità, per scoprirne i segreti e capire i motivi per cui compaiono i disturbi e, ovviamente, prendere rimedio.
Perché, conoscersi, comprendersi e (soprattutto) accettarsi per potere (infine) cambiare, aiuta a vivere meglio
Le mani sono lo strumento dell’intelligenza. (Maria Montessori)
Partendo da questa riflessione, proviamo a domandarci: “Cosa accade quando le nostre mani, invece di costruire o accarezzare, si rivolgono contro noi stessi?”
Nella scorsa puntata abbiamo visto come l’ossessione possa invadere lo spazio esterno attraverso l’accumulo; oggi torniamo al confine più intimo, la nostra pelle e i nostri capelli, per esplorare quei gesti ripetitivi che tentano di dare voce a un dolore muto..
Con questa puntata, la numero 133, concludiamo il nostro viaggio nei “Volti dell’Ossessione” occupandoci di due disturbi da comportamento ripetitivo focalizzato sul corpo: la tricotillomania e la dermatillomania.
La pelle è ciò che separa il mondo da noi, ma è anche ciò che ci unisce ad esso.”(Cit.)
Ma cosa succede quando questo confine diventa il luogo di un conflitto incessante?
Tricotillomania e Dermatillomania: Oltre il Sintomo
In questo caso, l’ossessione “si fa” atto fisico. La tricotillomania è l’impulso irresistibile di strapparsi capelli, ciglia o peli; la dermatillomania descrive lo stuzzicamento compulsivo della pelle fino a procurarsi lesioni.
Non sono “brutte abitudini” o semplici tic: sono tentativi disperati del sistema psichico di regolare un’emozione che non trova altra via d’uscita. In chiave psicodinamica, il corpo non è il problema, ma il palcoscenico su cui viene rappresentato un dramma interiore.
Entrando un po’ più in “profondità”…
Secondo la prospettiva psicodinamica, questi comportamenti rispondono a dinamiche profonde:
Autoregolazione Emotiva e Scarico della Tensione: Il gesto di strappare o stuzzicare funge da “valvola di sfogo”; in momenti di ansia, noia o stress intollerabile, il dolore fisico provocato dal gesto sposta l’attenzione dal dolore psichico. È un modo per “sentire” qualcosa di concreto quando il mondo interno appare caotico o vuoto.
Aggressività Rivolta all’Interno: Spesso la persona fatica a gestire sentimenti di rabbia o frustrazione verso l’esterno; non potendo “graffiare” il mondo o le figure di riferimento, l’aggressività viene retroflessa: le mani attaccano il proprio corpo. È una forma di auto-punizione che cerca di placare un senso di colpa inconscio.
Il Controllo del Confine: La pelle è il confine tra il Sé e l’Altro; intervenire sulla pelle o sui capelli può simboleggiare il tentativo di controllare e modificare la propria immagine o di rimuovere “imperfezioni” interne che vengono proiettate all’esterno; strappo il pelo o tolgo l’irregolarità della pelle per cercare una perfezione che plachi l’ansia di non essere “abbastanza”.
Il Valore Simbolico del Gesto
Ogni gesto porta con sé un significato che va oltre la ferita (Cit.)
I Capelli (Tricotillomania)
Legati storicamente alla forza, alla seduzione e all’identità; strapparli può rappresentare una rinuncia inconscia alla propria femminilità o mascolinità, o un tentativo di “estirpare” pensieri intrusivi che pesano sulla testa.
La Pelle (Dermatillomania)
Rappresenta il contatto; lo stuzzicamento può nascondere un bisogno ambivalente: il desiderio di essere toccati e amati e, al contempo, la paura dell’invasione altrui. Creando una ferita, si crea un segnale visibile di una sofferenza che chiede di essere vista.
L’Ombra della Vergogna
Un elemento che accomuna profondamente questi disturbi è il senso di vergogna. A differenza di altre manifestazioni ansiose, qui il segno del conflitto è visibile, esposto allo sguardo altrui.
Questo porta spesso a un isolamento doloroso: ci si nasconde dietro sciarpe, parrucche o pesanti strati di trucco, non solo per coprire una lesione, ma per occultare un segreto che si percepisce come umiliante. La vergogna diventa così un circolo vizioso: più ci si sente “difettosi”, più aumenta l’ansia e più l’ansia cresce, più le mani tornano a cercare sollievo nel gesto compulsivo.
Conclusioni e Terapia
Abbiamo compreso che tricotillomania e dermatillomania non sono mancanze di forza di volontà, ma linguaggi arcaici del corpo. Chi soffre di questi disturbi non sta cercando di farsi del male, sta provando, a modo suo, di sopravvivere a una tensione a cui non sa dare il giusto nome.
La terapia psicodinamica lavora per tradurre questi gesti in parole. Non ci si concentra a chiedere di “smettere“, ma si cerca di capire cosa le mani stiano cercando di dire. L’obiettivo è aiutare la persona a integrare l’aggressività e l’ansia, trasformando il corpo da campo di battaglia a dimora sicura. Solo restituendo voce alle emozioni, le mani possono finalmente tornare a riposare.
Possiamo salutarci con un pensiero di Paul Valéry, che ci invita a riflettere sulla profondità della nostra superficie:
Ciò che c’è di più profondo nell’uomo è la pelle.
Con la speranza e l’obiettivo di essere stato utile per conoscere sempre meglio chi incontriamo (soprattutto quando ci guardiamo allo specchio, questa volta, con maggiore benevolenza), vi do appuntamento alla prossima puntata nella quale ci confronteremo con una problematica che, sebbene sia classificata come un Disturbo della Condotta Alimentare (DCA), presenta profonde sovrapposizioni con il Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC): la Bulimia
Questo video riassume, semplificandoli, i contenuti finora espressi
Buona “degustazione”

Direttore Responsabile “La Strad@” – Medico Psicoterapeuta – Vicedirettore e Docente di Psicologia Fisiologica, PNEI & Epigenetica c/o la Scuola di Formazione in Psicoterapia ad Indirizzo Dinamico SFPID (Roma/ Bologna) – Presidente NEVERLANDSCARL e NEVERLAND “CAPELLI D’ARGENTO” ETS (a favore di un invecchiamento attivo e a sostegno dei caregiver per la Resilienza nel Dolore Sociale) – Responsabile Progetto SOS Alzheimer realizzato da NEVERLAND “CAPELLI D’ARGENTO” ETS – Responsabile area psicosociale dell’Ambulatorio Popolare (a sostegno dei meno abbienti) nel Centro Storico di Cosenza – Componente “Rete Centro Storico” Cosenza – Giornalista Pubblicista – CTU Tribunale di Cosenza.
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