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 Mente e dintorni è una rubrica (nata da una fortunata serie televisiva) che ci porta a curiosare nei meandri della nostra personalità, per scoprirne i segreti e capire i motivi per cui compaiono i disturbi e, ovviamente, prendere rimedio.

Perché, conoscersi, comprendersi e (soprattutto) accettarsi per potere (infine) cambiare, aiuta a vivere meglio.

Le idee fisse sono come i crampi, per esempio, ai piedi. Il rimedio più sicuro, però, non è il camminarci sopra” (Søren Kierkegaard)

In ambito clinico, questa riflessione del filosofo danese descrive perfettamente la natura del disturbo ossessivo: un pensiero che si “incastra” nella mente come un muscolo contratto, provocando un dolore (l’ansia) che la ragione, da sola, non riesce a sciogliere. Più cerchiamo di fermare il pensiero con la logica, più la tensione aumenta.

Dopo aver esplorato il mondo dell’ansia, delle fobie e del panico, in questa puntata, la n° 129, entriamo in un territorio ancora più intimo e, talvolta, faticoso: quello delle Ossessioni.

Non v’è nulla di più terribile dell’eloquenza di un uomo che non dice la verità (Johann Wolfgang von Goethe)

Questa frase ci aiuta a capire il “tradimento” della mente ossessiva: essa ci bombarda con dubbi che sembrano verità assolute, costringendoci a dubitare dei nostri sensi e della nostra stessa moralità.

Cos’è l’Ossessione?

Il termine deriva dal latino obsidio, che significa “assedio”. L’ossessione è un pensiero, un’immagine o un impulso intrusivo e persistente che irrompe nella coscienza contro la volontà del soggetto. Chi ne soffre percepisce questi contenuti come estranei (egodistonici) e fastidiosi, ma non riesce a scacciarli.

Per tentare di arginare l’ansia generata da questi pensieri, spesso si mettono in atto le Compulsioni: rituali ripetitivi (lavarsi le mani, controllare il gas, contare oggetti) che offrono un sollievo solo temporaneo, alimentando in realtà il circolo vizioso del disturbo.

“Sintomi” e Manifestazioni Tipiche

  • Contaminazione: Paura irrazionale di germi, sporco o sostanze tossiche.
  • Controllo: Dubbi patologici sull’aver chiuso la porta o spento le luci.
  • Ordine e Simmetria: Necessità che tutto sia disposto secondo una logica millimetrica.
  • Pensieri Inaccettabili: Timore di compiere atti aggressivi o blasfemi, contrari ai propri valori.

Diagnosi Differenziale
È fondamentale non confondere il Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC) con:

  • Disturbo d’Ansia Generalizzata: Dove le preoccupazioni riguardano problemi reali del quotidiano (lavoro, salute).
  • Disturbo di Personalità Ossessivo-Compulsivo (OCPD): Qui, i tratti (perfezionismo, rigidità) sono visti dal soggetto come pregi o caratteristiche coerenti con sé, non come un disturbo da curare.

La Macchina e l’Anima: Neurobiologia e Psicodinamica di un cortocircuito Cerebrale

Mentre nelle fobie abbiamo visto l’iperattività dell’amigdala, nelle ossessioni, la ricerca scientifica evidenzia un “guasto” nel circuito chiamato CSTC (Cortico-Striato-Talamo-Corticale).

Immaginiamo questo circuito come un sistema di filtraggio dei pensieri:

  1. Corteccia Orbitofrontale (OFC): È la centralina che rileva un “errore” o un pericolo (es: “Le mani sono sporche”).
  2. Gangli della Base (corpo Striato): In condizioni normali, dopo aver generato un movimento volontario, agiscono come un filtro che decide quali segnali far passare verso il talamo. Nel DOC, questo filtro non funziona correttamente.
  3. Talamo (che ha il compito di “riattivare” la corteccia): Riceve troppi segnali di allarme e, rimandandoli alla corteccia in maniera massiva, crea un loop infinito.

In sintesi, il cervello ossessivo rimane bloccato in un segnale di “errore” che non si spegne mai, nemmeno dopo aver eseguito l’azione correttiva (la compulsione). È un’iperattività della via “indiretta” che impedisce alla mente di passare al pensiero successivo.

La Chiave di Lettura Psicodinamica: L’Ossessione come Scudo

L’ossessione non è solo un errore elettrico: è, soprattutto, un linguaggio dell’anima. Secondo la visione psicodinamica, il sintomo è un meccanismo di difesa contro conflitti emotivi profondi.

Pierre Janet parlava di “psicastenia”, una sorta di abbassamento della tensione psicologica che rende la mente vulnerabile alle idee fisse.

Sigmund Freud, nei suoi studi descritti ne l’Uomo dei Topi, identificò l’ossessione come il risultato di una lotta tra impulsi inaccettabili (spesso aggressivi) e un Super-io (la coscienza morale) estremamente rigido.

Questa pubblicazione, del 1909, contiene il resoconto clinico di un giovane avvocato affetto da una grave nevrosi ossessiva. Il paziente era tormentato da pensieri fissi di morte, paure inconfessabili (ad esempio, che il padre morto fosse torturato con dei topi) e sensi di colpa, originati da un profondo conflitto inconscio tra amore e odio verso le figure genitoriali.

Le sue principali ossessioni e compulsioni includevano:

  • La paura che un topo potesse entrare nell’ano delle persone care;
  • Forte odio inconscio mascherato da un amore ossessivo verso il padre e la donna amata.
  • La creazione di complesse azioni compulsive come, ad esempio, gestire un debito inesistente di 3,80 corone, per allontanare la realizzazione della fantasia angosciante.
  • Il tormentodi pensieri che lo accusavano di colpe inesistenti, spesso collegati a impulsi sessuali infantili o desideri di morte verso figure di autorità.
  • L’incapacità di decidere, che bloccava le sue azioni quotidiane, espressione del conflitto tra impulsi opposti.

Per gestire questa angoscia (quella che si origina dalla lotta tra impulsi inaccettabili  e un Super-io estremamente rigido), la mente usa l’Isolamento dell’affetto (separare il pensiero dall’emozione dolorosa) e l’Annullamento retroattivo (tentare di “cancellare” o riparare un pensiero, un’azione o un desiderio inaccettabile o angosciante, mettendone in atto uno opposto)

Quest’ultimo meccanismo di difesa è il motore della compulsione: il soggetto compie un gesto rituale per “cancellare” magicamente un pensiero colpevole o un desiderio temuto. L’ossessione diventa così un tentativo disperato di controllare l’incontrollabile: le proprie emozioni e l’incertezza della vita.

Nelle prossime puntate analizzeremo come la propria personalità influenzi queste dinamiche e vedremo quali approcci terapeutici possono aiutare a “rompere l’assedio”.

Concludiamo con una riflessione sull’utilità dell’essere “elastici”, caratterialmente.

La mente è come un paracadute. Funziona solo se si apre. (Albert Einstein)

Con la speranza e l’obiettivo di essere stato utile per conoscere sempre meglio chi incontriamo (soprattutto quando ci guardiamo allo specchio, questa volta, con maggiore benevolenza), vi do appuntamento alla prossima puntata nella quale analizzeremo meglio un argomento che abbiamo già sfiorato in alcune puntate precedenti: il Disturbo di Personalità Ossessivo Compulsivo.

Questo video riassume, semplificandoli, i contenuti finora espressi

Buona “degustazione”

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