Mente e dintorni è una rubrica (nata da una fortunata serie televisiva) che ci porta a curiosare nei meandri della nostra personalità, per scoprirne i segreti e capire i motivi per cui compaiono i disturbi e, ovviamente, prendere rimedio.
Perché, conoscersi, comprendersi e (soprattutto) accettarsi per potere (infine) cambiare, aiuta senz’altro a vivere meglio.
Le parole non dette si accumulano nel corpo e si trasformano in dolori, insonnia, stanchezza o silenzio. (Sigmund Freud)
Questa riflessione di S. Freud ci ricorda che esistono tre condizioni in cui la sofferenza psichica rinuncia alla parola comune, per rifugiarsi nel corpo o nel silenzio
In questa puntata, la numero 125, proseguiamo la nostra analisi del linguaggio dell’inconscio, esplorando quello che la psicodinamica ci dice in merito al Mutismo Selettivo, all’Ipocondria e al Disturbo da Sintomi Somatici.
Quanto sopra riportato è come se venisse vissuto, nella nostra mente, con la seguente sequenza emotiva: Il Silenzio come Scudo (Mutismo Selettivo); Il Corpo sotto Assedio (Ipocondria); L’Urlo della Carne (disturbo da Sintomi Somatici).
1 – Il Mutismo Selettivo: Il Silenzio come Scudo
C’è un tipo di silenzio che non è assenza di parole, ma un eccesso di significato. (Cit.)
Un esempio toccante ci viene dalla letteratura e dalla vita della scrittrice, attrice e ballerina Maya Angelou. Dopo un grave trauma infantile, Maya smise di parlare con chiunque (tranne che con suo fratello) per ben cinque anni. Il suo non era un deficit del linguaggio, ma una risposta protettiva: il silenzio era diventato la sua fortezza.
Nella visione psicodinamica, il mutismo selettivo non è un atto di testardaggine, ma una difesa contro un’ansia catastrofica. Il bambino (o l’adulto) percepisce l’ambiente esterno come potenzialmente invasivo o pericoloso. Il silenzio diventa l’unico modo per mantenere il controllo su un Sé che si sente fragile.
I meccanismi di difesa principali in questa dinamica sono:
Identificazione Proiettiva: con il silenzio, si proietta sull’altro (facendoglielo percepire profondamente) la propria impotenza e la frustrazione che, trasferendo lo stato emotivo senza usare le parole.
Regressione: Il soggetto torna a una fase evolutiva precedente dove la comunicazione verbale non era ancora lo strumento principale di interazione.
2 – L’Ipocondria: Il Corpo sotto Assedio
L’ipocondriaco è un uomo che ha trovato il modo di occuparsi di sé stesso senza amarsi. (Elias Canetti, Scrittore e Regista)
Un esempio celebre è quello del commediografo Molière, che ironizzò sulla sua stessa ossessione per la salute ne “Il malato immaginario”. Spesso, chi soffre di ipocondria vive in un costante stato di monitoraggio interno, convinto che ogni minimo segnale fisico sia il presagio di una catastrofe imminente.
In psicodinamica, l’ipocondria (oggi spesso inquadrata nel Disturbo da Ansia di Malattia) è vista come uno spostamento dell’angoscia. Il conflitto non è più “fuori” (nelle relazioni o nel mondo), ma “dentro” il corpo. Preoccuparsi di un tumore o di un infarto diventa, paradossalmente, più gestibile che affrontare un conflitto psichico profondo o un senso di colpa intollerabile.
I meccanismi di difesa utilizzati sono:
- Introiezione: Un oggetto esterno “cattivo” o minaccioso viene simbolicamente portato dentro di sé, trasformandosi in una malattia fisica.
- Simbolizzazione: Il dolore fisico rappresenta simbolicamente un dolore psichico che non può essere nominato (ad esempio, un “cuore malato” per un lutto non elaborato).
3 – Il Disturbo da Sintomi Somatici (DSS): L’Urlo della Carne
Il corpo non mente mai. (Martha Graham, Danzatrice e Coreografa)
Se l’ipocondria è la paura di avere una malattia, il DSS è il corpo che soffre realmente, pur in assenza di una causa organica proporzionata. Pensiamo alla figura di Florence Nightingale (conosciuta come la fondatrice dell’assistenza infermieristica moderna, che riformò la configurazione stessa degli ospedali e introdusse l’uso dell’evidenza scientifica per gli interventi assistenziali) nonostante i suoi successi in ambito sanitario, passò decenni confinata a letto per dolori cronici e stanchezza, che molti biografi oggi leggono come una risposta somatica a tensioni emotive insostenibili.
Da un punto di vista psicodinamico, il sintomo somatico è un compromesso. Poiché la mente non riesce a contenere l’angoscia, il corpo “si sacrifica” ed esprime il disagio. È un modo per comunicare un bisogno di cura e attenzione che il soggetto, a livello conscio, non si permette di chiedere.
I meccanismi chiave sono:
- Somatizzazione: La conversione diretta dell’energia psichica in un sintomo fisico. Il corpo diventa il palcoscenico dove viene messo in scena il conflitto.
- Conversione: Un impulso inaccettabile viene trasformato in una perdita di funzione fisica (paralisi, cecità psicogena) per impedire al soggetto di mettere in atto ( o “agire”) quell’impulso.
In sintesi
Mentre la Medicina organicistica cerca la lesione nel tessuto, la Psicodinamica cerca il significato nel sintomo. Il mutismo ci parla del timore di essere distrutti dal giudizio; l’ipocondria, del bisogno di controllare l’incontrollabile; il sintomo somatico, della necessità del corpo di urlare ciò che la bocca non può dire.
Ogni sintomo è un tentativo di guarigione fallito. (C.G. Jung)
Con la speranza e l’obiettivo di essere stato utile per conoscere sempre meglio chi incontriamo (soprattutto quando ci guardiamo allo specchio, questa volta, con maggiore benevolenza), vi do appuntamento alla prossima puntata nella quale affronteremo il rapporto fra i conflitti di separazione, l’ansia e il panico, il mutismo selettivo e le somatizzazioni.
Questo video riassume, semplificandoli, i contenuti finora espressi
Buona “degustazione”

Direttore Responsabile “La Strad@” – Medico Psicoterapeuta – Vicedirettore e Docente di Psicologia Fisiologica, PNEI & Epigenetica c/o la Scuola di Formazione in Psicoterapia ad Indirizzo Dinamico SFPID (Roma/ Bologna) – Presidente NEVERLANDSCARL e NEVERLAND “CAPELLI D’ARGENTO” ETS (a favore di un invecchiamento attivo e a sostegno dei caregiver per la Resilienza nel Dolore Sociale) – Responsabile Progetto SOS Alzheimer realizzato da NEVERLAND “CAPELLI D’ARGENTO” ETS – Responsabile area psicosociale dell’Ambulatorio Popolare (a sostegno dei meno abbienti) nel Centro Storico di Cosenza – Componente “Rete Centro Storico” Cosenza – Giornalista Pubblicista – CTU Tribunale di Cosenza.
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