Pensieri, emozioni, stati d’animo di adolescenti (gli alunni dell’IIS “Lucrezia della Valle” di Cosenza) dedicati ai propri nonni, “testimoni del passato, garanzia del presente ed eredi del futuro”
Dopo una lunga giornata trascorsa con me stessa, ho deciso di andare a fare una passeggiata, ma non in un posto qualunque: nel posto più amato dal mio nonnino, così da poter mettere in ordine i miei pensieri assieme a lui.
Sto uscendo ora da casa e, poichè fa un po’ freddo, ho deciso di portare con me la sua giacca a quadrettoni, quella che indossava sempre . Mentre cammino, non penso molto a ciò che dirò perché sono sicura che lui capirebbe anche un mio momento di silenzio. Lo vedo lì, sulla sua panchina in riva al lago (non ha mai cambiato posto). Mi vede, mi sorride e mi fa posto.
IO: “Ciao Nonno… da quanto tempo! Che si dice dalle tue parti?”
NONNO: “Ciao, violetta mia (così mi chiamava lui), ho rincontrato i miei vecchi amici, sai… quelli della piazza!”
IO: “Sì, li ricordo bene; alcuni, almeno quelli che vedo, ancora oggi mi domandano se io sappia giocare bene a carte quanto te e, come sempre, rispondo che ho imparato dal migliore!”
NONNO: “Invece, i tuoi amici? Credi ancora oggi che l’amicizia costruisca una seconda casa?”
IO: “I miei amici continuo a vederli spesso; qualcuno ora è fuori città, altri sono rimasti qui. Il tempo è passato, ma avere ancora loro mi fa sempre ritornare bambina, quando gli parlavamo delle nostre vecchie avventure! Pensa quanto io sia stata fortunata ad averli conosciuti, anche se credo che, come sempre, ci sia il tuo zampino!”
NONNO: (sorride e si fa solo scappare un piccolo ghigno) Amore di nonno, tutto ciò che hai costruito è grazie a te e al tuo buon cuore; hai sempre messo al primo posto il bene degli altri e questo ti è stato riconosciuto”.
Vederlo sorridere è sempre stata la mia cosa preferita!
Io: “Sono comportamenti che ho ereditato da te, nonno!”
Nonno: “Forse questo è vero, siamo sempre stati molto simili e i nostri pensieri molte volte erano gli stessi, ma c’è qualcosa di strano nella tua voce e, se ti conosco bene, questa è la tua voce quando qualche pensiero è un po’ ingarbugliato!”
Io: “Ho molta paura della delusione, ma non che qualcuno possa deludermi: ho paura di deludere me stessa e di tornare ad avere il timore di provare e sperimentare nuove cose. Non so come riuscire ad inseguire i miei sogni, senza averne paura”.
NONNO: “La paura è importante…a volte, è una risorsa. Ora voglio farti un esempio: ricordi quando abbiamo tolto le rotelle alla tua bici? Non volevi fare neanche un passo per paura di cadere e sbucciarti le ginocchia.”
IO: “Sì, ricordo.”
NONNO: “Ricordi anche che cosa ti dissi?”
IO: “Che se fossi caduta l’ eventuale cicatrice sarebbe stata una sorta di medaglia che significava il mio esserci riuscita e l’averci provato.”
NONNO: “Ecco, lo stesso vale per i tuoi progetti! Ora voglio sapere le cose belle: come stanno i piccoli?”
Io: “I piccoli sono fantastici, ora si staranno chiedendo dove sono finita e staranno assillando il papà, facendogli domande come: Le foglie piangono? Quindi credo sia arrivato il momento di tornare!”
NONNO: “Ricorda che sarò sempre con te e ogni volta che ti sentirai in difficoltà mi troverai qui, violetta mia!”
“Violetta” (16 anni)
A cura di Maria Felicita Blasi


