Pensieri, emozioni, stati d’animo di adolescenti (gli alunni dell’IIS “Lucrezia della Valle” di Cosenza) dedicati ai propri nonni, “testimoni del passato, garanzia del presente ed eredi del futuro”
È sera, vicino a noi c’è una lanterna che trasmette serenità. Sono seduta su una sedia di plastica bianca e a fianco a me ho una sedia un po’ più vecchia.
“Vuoi le castagne?” Sento dietro di me nonno.
Io: “Sì!”
Si siede insieme a me e, allungando una mano, mi dà le castagne; noto la sua mano un po’ tremolante.
Io: “Sai, la vita a quarant’anni è strana. Lavori, corri, cerchi di tenere tutto in equilibrio. Il tempo vola”.
Lui mi guarda con quegli occhi azzurri, profondi come il fiume stesso.
Nonno: “È sempre stato così…la fretta è l’ombra che si allunga quando pensi di avere troppo tempo. Ma… dimmi: come stanno i tuoi bambini? Sono cresciuti molto dall’ultima volta che li ho visti?”
Io: “Stanno bene, sono fantastici. Cerco sempre di essere presente con loro; ci tengo molto a questo… sai?”
Nonno: “Immagino, ricordo che alla tua età ero sempre a lavoro e ai figli pensavo poco”.
Io: “Me lo ha raccontato mamma!”.
Il vento inizia a farsi sentire, quindi decido di alzarmi per prendere le nostre giacche, ma nonno mi ferma subito.
Nonno: “Non ne ho bisogno tranquillo, ormai non sento più freddo!”
Confuso, gli chiedo il perché. E mi risponde sorridendo:
Nonno: “Ho i super poteri”
Rido alla sua battuta e ci ricordiamo di quando ero piccolo e mi faceva “volare” sulle sue spalle, facendomi credere che avessi i super poteri, mentre lui aveva la super forza.
Nonno: “Dimmi una cosa: giochi così anche con i tuoi figli? Mi ricordo che sin da piccolo desideravi una famiglia felice!”
Io: “Certo nonno, è così. Giochiamo spesso insieme. Posso farti una domanda anch’io? La nonna l’amavi tanto?”
Nonno:” Ovvio, tesoro… ogni giorno la penso e mi manca, è impossibile dimenticarla. Passavamo le giornate davanti al camino. Poi mi preparava dei piatti buonissimi, sempre più buoni di quelli che facevo io e si preoccupava tanto quando mi facevo male lavorando nel garage. Era tanto buona, ma si teneva un mondo dentro di sé; non voleva far preoccupare nessuno; in fondo, sei anche tu come tua nonna”.
Io: “Penso che voi due rimarrete per sempre la più grande dimostrazione di amore vero, almeno per me. Amarsi per tutti quegli anni… è bellissimo!”.
Inizio davvero a sentire freddo, ma il cielo è irresistibile e il rumore dell’acqua accompagna la nostra conversazione. Inoltre, il cielo è davvero pieno di stelle ed io inizio a fantasticare, pensando di “volare” come da bambino, ma questa volta tra le stelle con nonno e nonna.
Rimango incantato dalle stelle e lascio cadere le castagne per terra. Faccio un sospiro e mi piego per raccoglierle con fatica, per la poca fonte di luce.
Nonno: “Beh… io vado, tesoro!”
Io: “Aspetta un secondo… ti accompagno io, non andare a piedi!”
Mi sbrigo e lascio a terra qualche castagna per la fretta, ma appena alzo lo sguardo mi accorgo di essere da solo. Mi rimetto sulla sedia, faccio un altro grande sospiro e i miei occhi iniziano a riempirsi di un fiume di lacrime. Guardo su e penso a tutti i momenti in cui i nonni c’erano per me e il mondo sembrava così felice. Era così semplice essere felici!
Lassù, nel cielo luminoso, vedo due stelle vicine, sembrano le più grandi come se fossero più vicine a me. Voglio pensare che siano loro due insieme, a guardarmi sulla riva del fiume. Si fa tardi, prendo le mie cose e la sedia, ma mi fermo in piedi davanti alle due stelle. Con voce bassa, ma con il sorriso, dico un semplice…
“Grazie!”
E torno a casa!
Francesco (16 anni)
A cura di Maria Felicita Blasi


