I Giochi Olimpici invernali Milano Cortina 2026 sono ufficialmente iniziati. E con essi anche le gare, che già vedono competere atleti provenienti da tutto il mondo. Tra queste, però, nessuna prevede la presenza di animali.
Un’assenza che non sorprende, dato che gli unici sport che li vedono protagonisti sono quelli legati alle discipline equestri (salto a ostacoli, dressage, concorso completo), dove cavalli e cavalieri gareggiano come un’unica unità dal 1912 nei Giochi Olimpici estivi.
Eppure, non è sempre stato così. In passato si sono affacciate sulla scena olimpica anche due attività che prevedevano il coinvolgimento diretto di altri animali in gara.
Si tratta della corsa con i cani da slitta (indicata anche con il termine inglese di «sleddog») e dello «skijoring equestre».
Nel primo caso, la competizione fu dimostrativa e avvenne a Lake Placid nel 1932. Canadesi e statunitensi si sfidarono su un percorso costruito per l’occasione di 40 chilometri, che ogni atleta doveva completare su una slitta trainata da sei cani.
Nel secondo caso, invece, gli animali coinvolti furono ancora una volta i cavalli. Protagonista dei Giochi di St. Moritz del 1928, lo skijoring equestre – ancora oggi praticato in Svizzera, Scandinavia e Usa – consiste in una gara di velocità in cui gli atleti vengono trainati dai cavalli su un lago completamente ghiacciato.
Due discipline che oggi risulterebbero difficili da inglobare nel tabellone olimpico, perché potrebbero configurare lo sfruttamento animale e non tutelerebbero il loro benessere..
Quando si parla di animali utilizzati in competizioni sportive, infatti, diventa necessario affrontare il tema del loro benessere. Per la tutela del loro stato psicofisico, nel corso degli anni, non sono mancate obiezioni. Critiche che hanno interessato anche discipline equestri, per quanto ritenute possibili.
La progressiva riduzione della presenza di animali, all’interno di manifestazioni sportive (stadi, palazzetti, aree gara) è determinata da una combinazione di esigenze di sicurezza, norme sul benessere animale e gestione igienico-sanitaria.
Ecco i motivi principali:
- Sicurezza del pubblico e degli atleti: Eventi sportivi, specialmente se affollati o rumorosi, possono spaventare gli animali, causandone reazioni imprevedibili (morsi, fughe, aggressioni) che mettono a rischio l’incolumità degli spettatori, degli atleti e degli animali stessi.
- Benessere animale: Gli ambienti rumorosi, angusti o sottoposti a sbalzi climatici sono contrari alle norme sul benessere animale, che tutelano i pet da situazioni di stress.
- Normative igienico-sanitarie: La gestione degli escrementi e la pulizia in luoghi affollati o in impianti sportivi richiede una gestione organizzata che spesso non è garantita.
- Regolamenti organizzativi: Sempre più organizzatori, per sollevarsi da responsabilità civili e penali, vietano l’ingresso agli animali non strettamente necessari all’evento (come cani guida o unità cinofile di soccorso).
- Focus sul benessere equino/sportivo: Nuove norme di tutela (come il DPCM 8 gennaio 2025) si concentrano in particolare sugli “animali atleti”, imponendo regole severe per manifestazioni equestri e similari, che spesso portano a escludere la presenza di altri animali estranei.
In sintesi, la tendenza è dettata dalla necessità di garantire un ambiente sicuro e a norma di legge per tutti i partecipanti, umani e no.

Iscritta all’Albo degli Avvocati del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Cosenza, Patrocinante in Cassazione, esercita la professione di avvocato in materia di diritto civile, in particolare diritto di famiglia, del lavoro e della previdenza, diritto dei consumi, recupero crediti. Dal 1995 è Giurista d’Impresa. Dal 2006 al 2012, presso varie emittenti radiofoniche e televisive locali, ha partecipato come ospite fissa in trasmissioni di informazione giuridica. Dal 2015 si dedica alla tutela degli animali, rappresentando cittadini privati e associazioni animaliste sia in processi civili che, come parti civili, nei processi penali (Abilitazione all’esercizio della professione di avvocato conseguita in data 29/06/1998). Iscritta all’Albo dei Giornalisti- Elenco pubblicisti dal 26/10/2002.

