Mente e dintorni è una rubrica (nata da una fortunata serie televisiva) che ci porta a curiosare nei meandri della nostra personalità, per scoprirne i segreti e capire i motivi per cui compaiono i disturbi e, ovviamente, prendere rimedio.
Perché, conoscersi, comprendersi e (soprattutto) accettarsi per potere (infine) cambiare, aiuta senz’altro a vivere meglio.
L’ansia è la vertigine della libertà. (Søren Kierkegaard)
In questa riflessione, Kierkegaard ci suggerisce come, l’ansia (in fondo) nasca dal confronto con le infinite possibilità del futuro. Tuttavia, nel contesto clinico del Disturbo d’Ansia Generalizzata (DAG), questa “vertigine” smette di essere uno stimolo filosofico per trasformarsi in un rumore di fondo incessante.
Se nella fobia sociale il terrore è circoscritto allo sguardo dell’altro, nel DAG l’inquietudine non ha un confine: è un’attesa catastrofica che avvolge ogni aspetto della vita quotidiana.
In questa puntata n° 118, analizzeremo come la mente possa trasformarsi in una “sentinella senza riposo”, perennemente impegnata a scrutare un orizzonte dove il pericolo è, al tempo stesso, “ovunque” e in “nessun luogo”.
Il peso del mondo non è nulla in confronto al peso di un domani immaginato male. (Anonimo)
Questa condizione descrive perfettamente il vissuto di chi soffre di DAG: la quotidianità non è vissuta, ma “sopravvissuta” in un costante stato di allerta. Ogni telefonata imprevista, ogni ritardo, ogni piccolo imprevisto domestico viene elaborato come il segnale di un disastro imminente.
Un esempio storico di questo temperamento ansioso lo ritroviamo nel celebre evoluzionista Charles Darwin.
Sebbene la storia lo ricordi per la sua audacia scientifica, Darwin visse gran parte della sua vita adulta tormentato da preoccupazioni croniche e sintomi psicosomatici invalidanti. La sua ansia riguardava tutto: dalla salute dei figli alla reazione del mondo alle sue teorie, portandolo a uno stato di ipervigilanza che condizionò profondamente il suo stile di vita e il suo lavoro.
Definizione Clinica
Il Disturbo d’Ansia Generalizzata (DAG) è caratterizzato da ansia e preoccupazione eccessive (attesa apprensiva), che si manifestano per la maggior parte dei giorni per almeno sei mesi.
A differenza di un attacco di panico (acuto) o della fobia sociale (specifica), il DAG è onnivoro: riguarda il lavoro, la salute, i soldi, la sicurezza dei propri cari o anche faccende di minima importanza.
L’individuo trova estremamente difficile controllare la preoccupazione che diventa, quindi, una forma di “scudo mentale” disfunzionale: si pensa al peggio per illudersi di essere pronti ad affrontarlo.
Sintomi Fisici (Il corpo in allerta)
- Muscolari: Tensione cronica, dolori cervicali o lombari, incapacità di rilassarsi.
- Neurovegetativi: Stanchezza persistente (fatigability), disturbi del sonno (difficoltà ad addormentarsi per il “rimuginio”).
- Cognitivi: Irritabilità, difficoltà di concentrazione o “vuoti di memoria” causati dal sovraccarico mentale.
Diagnosi Differenziale
È fondamentale distinguere il DAG da:
- Disturbo di Panico: in questo caso l’ansia è focalizzata sulla paura di morire o impazzire durante crisi acute, non sulla preoccupazione cronica per gli eventi;
- Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC): nel DAG, le preoccupazioni riguardano problemi della vita reale, non contenuti bizzarri o rituali compulsivi;
- Ipocondria (Ansia per la salute): nel DAG la salute è solo uno dei tanti temi, non l’unico.
Eziologia e Patogenesi: Il Cortocircuito dell’Incertezza
Dal punto di vista neurobiologico, nel DAG assistiamo a un malfunzionamento dei sistemi di valutazione del rischio.
Come per i disturbi precedenti, il fulcro è l’Amigdala, ma nel DAG essa è in uno stato di “accensione cronica”. È come un allarme antifurto tarato così male da suonare anche per il fruscio del vento.
- La Via Alta e la “Preoccupazione come Strategia”: Nella persona con DAG, si osserva una disconnessione funzionale tra la Corteccia Prefrontale Dorsolaterale (deputata a funzioni cognitive superiori come, ad esempio, memoria di lavoro, pianificazione, attenzione selettiva e flessibilità cognitiva) e l’Amigdala. La corteccia tenta di “gestire” l’ansia attraverso un aumento di preoccupazione che porta infinite riconsiderazioni (fra cui, rimuginio verbale). Questo processo, tuttavia, non placa l’amigdala; al contrario, la mantiene attiva in un loop infinito. Il rimuginio impedisce l’elaborazione emotiva profonda della paura, agendo come una sorta di “fuga cognitiva” che non risolve mai il problema.
- L’Insula e il Talamo: Queste aree sono ipersensibili ai segnali interni e ambientali. Il talamo, che funge da “centralino”, filtra male le informazioni, lasciando passare troppi stimoli che vengono poi interpretati come potenziali minacce.
- GABA e Serotonina: Si riscontra spesso un’alterazione dei recettori GABAergici (che dovrebbero “frenare” il sistema nervoso) e del sistema serotoninergico, lasciando il soggetto in uno stato di costante eccitazione elettrica.
In sintesi, il “cervello DAG” è un sistema che ha perso la capacità di distinguere tra una possibilità remota e una probabilità certa.
Nelle prossime puntate, analizzeremo le dinamiche di personalità “perfezioniste” che spesso si celano dietro questa sentinella instancabile e vedremo come la psicodinamica interpreta questo bisogno di controllo assoluto sulla realtà.
Concludiamo con un invito a riflettere rivolto a chi vive prigioniero del “domani”:
L’ansia non svuota il domani dei suoi dolori, ma svuota l’oggi della sua forza. (Charles Spurgeon)
Con la speranza e l’obiettivo di essere stato utile per conoscere sempre meglio chi incontriamo (soprattutto quando ci guardiamo allo specchio), vi do appuntamento alla prossima puntata nella quale parleremo del disturbo di Panico
Questo video riassume, semplificandoli, i contenuti finora espressi
Buona “degustazione”

Direttore Responsabile “La Strad@” – Medico Psicoterapeuta – Vicedirettore e Docente di Psicologia Fisiologica, PNEI & Epigenetica c/o la Scuola di Formazione in Psicoterapia ad Indirizzo Dinamico SFPID (Roma/ Bologna) – Presidente NEVERLANDSCARL e NEVERLAND “CAPELLI D’ARGENTO” ETS (a favore di un invecchiamento attivo e a sostegno dei caregiver per la Resilienza nel Dolore Sociale) – Responsabile Progetto SOS Alzheimer realizzato da NEVERLAND “CAPELLI D’ARGENTO” ETS – Responsabile area psicosociale dell’Ambulatorio Popolare (a sostegno dei meno abbienti) nel Centro Storico di Cosenza – Componente “Rete Centro Storico” Cosenza – Giornalista Pubblicista – CTU Tribunale di Cosenza.
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