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Che strano, l’Essere Umano: uccide ogni tipo di animale selvatico per proteggere i suoi animali domestici ed il loro cibo; poi, però, uccide miliardi di animali domestici e li mangia e, siccome il consumo di carne sviluppa malattie organiche, allora tortura e uccide altri animali per cercare la cura per queste malattie mentre, altrove, milioni di esseri umani muoiono di fame perchè il cibo che potrebbero mangiare viene usato per ingrassare gli animali domestici. E tutto questo è molto strano perché, colui che uccide così facilmente e così violentemente, una volta l’anno, invia biglietti di auguri invocando la pace sulla terra… (Tiziano Terzani)

Cari Lettori, partendo da questa cruda considerazione, non possiamo non  riflettere sullo stato d’animo di profonda demotivazione mista a rabbia (altrettanto profonda) delle generazioni che stanno passando questo secolo avendo negli occhi (e nel cervello) la distruzione di quasi ogni certezza relativamente a concetti come Libertà e Giustizia….

Tanto per fare un esempio, dal documento ufficiale sulla strategia nazionale di sicurezza pubblicato dalla Casa Bianca pochissimo tempo fa, emerge sempre più nitido il progetto di Donald Trump (e di tutti quelli che, nell’ombra, lo guidano senza che il suo tracotante narcisismo se ne renda conto) per indebolire tutto ciò che emani “odore di Democrazia”.

In questa nefanda e (al momento) inarrestabile strategia di influenza un ruolo di rilievo lo ricopre un miliardario della Silicon Valley, Peter Thiel, ex socio di Elon Musk e fondatore di Palantir, una della più misteriose e discusse società tecnologiche del settore della difesa che sembrerebbe aver trasformato il “Grande Fratello” di George Orwell una favola per bambini.

La democrazia non è più compatibile con la libertà (Peter Thiel)

Altra “perla” del piano Thiel è Anduril, capace di produrre macchine da guerra che decidono le strategie di morte guidate dall’intelligenza artificiale e senza, quindi, alcuna supervisione “morale” umana.

Ma c’è di peggio.

Infatti, l’ideologo di riferimento di Peter Thiel e della cosiddetta “tecnodestra americana”, Curtis Yarvin. Ingegnere informatico e filosofo autodidatta è una delle figure più controverse del panorama intellettuale statunitense per via delle sue posizioni estreme sul razzismo e sulla democrazia che, ovviamente, hanno sedotto diverse figure cruciali dell’amministrazione Trumpiana (fra cui il vicepresidente J.D. Vance)

Il nucleo del pensiero di Yarvin è che la Democrazia sia un sistema inefficiente e intrinsecamente corrotto che deve essere smantellato e sostituito con uno Stato trasformato in una società per azioni di proprietà di investitori, guidata da un “CEO” con poteri assoluti (un monarca tecnologico) responsabile solo verso i suoi azionisti.

Fantasia?

Uno dei suoi punti chiave è quello di togliere ogni sussidio sociale a chi non riesce a diventare ricco perché, a suo dire, questi “nuovi poveri” vivrebbero più dignitosamente all’interno di carceri tecnologiche come, per esempio, gli attuali Hikikomori: persone che scelgono di ritirarsi completamente dalla vita sociale rinchiudendosi nella propria camera e generando una dipendenza da Internet e dal suo mondo di giochi Sandbox in cui creare una vita virtuale.

Porteremo l’Umanità in mondo simile a quello del film Matrix convincendoli a non prendere la pillola blu (quella della consapevolezza) ma quella rossa che, nel film, rende vere e credibili le illusioni di ogni genere. (Curtis Yarvin)

Cari Lettori, quello che ormai inizia a scarseggiare è una realtà basata sui concetti che hanno guidato milioni di persone a individuare, come modelli, personaggi del calibro di Martin Luther King o il Mahatma Gandi

Ho un sogno, che i miei quattro figli piccoli vivranno un giorno in una nazione dove non saranno giudicati per il colore della loro pelle, ma per ciò che la loro persona contiene (Martin Luther King)

Cari Lettori, ci è capitato di vedere un interessante film della regista Liliana Cavani e ispirato all’omonimo saggio di Carlo Rovelli: L’ordine del tempo

In una villa sulle spiagge di Sabaudia, un gruppo di amici si riunisce per festeggiare il cinquantesimo compleanno di Elsa. Tra loro ci sono suo marito Pietro Balestrieri, il fisico Enrico, Paola con il marito Viktor, Greta con il compagno psicanalista Jacob, la ricercatrice Giulia Dufour, la giornalista Jasmine, Isabel e Anna.

La serata, che sembra procedere normalmente, viene stravolta dalla notizia che l’asteroide Anaconda è in rotta di collisione con la Terra, con una previsione d’impatto a breve termine.

Ovviamente, questa condizione trasforma gli istanti residui in momenti di riflessione collettiva, dove ciascuno dei presenti deve confrontarsi con i propri rimpianti, speranze e segreti.

Crediamo di rimpiangere ciò che è stato. In realtà rimpiangiamo ciò che avrebbe potuto essere. (Fabrizio Caramagna)

Cari Lettori, è innegabile il senso di sconforto di fronte a un mondo predisposto a spegnere le nostre coscienze e la nostra umanità.

Ma, prendendo spunto proprio dal film della Cavani, se questo fosse il nostro ultimo Natale, che cosa vorremo dire (a noi stressi e a chi vogliamo bene) e che, finora, ci siamo tenuti dentro?

Il rimpianto ha il sapore degli aquiloni perduti, dei palloncini scoppiati, del gelato caduto, di quel bacio non dato. (Fabrizio Caramagna)

Riusciremo per una volta, l’ultima volta, a non essere ipocriti e felpati come tante volte lo siamo stati, magari anche a fin di bene, per non ferire noi stessi e i nostri cari?

Sapendo che tra poco tutto potrebbe avere termine (almeno nel modo in cui l’abbiamo conosciuto) la paura (dell’ignoto) è tanta.

Ma proprio dalla paura trarremo la forza per alimentare il coraggio.

Non solo il coraggio di scrivere, ma anche quello di pensare.

E, allora, cari Lettori, proviamoci.

Carissimi, siamo giunti alla fine.

Nell’additare i responsabili ufficiali inseriamo anche noi stessi, che non sempre abbiamo fatto la nostra parte con diligenza, coerenza ed onore.

Questa lettera come sarà interpretata da “coloro che verranno” (magari da un pianeta lontanissimo), ammesso che verranno?

Nel vedere che ci siamo estinti dovranno constatare la nostra presuntuosa ignoranza.

Ignoranza forte, se pensiamo che ci siamo vantati di avere non solo una grande intelligenza, ma addirittura l’intelligenza artificiale!

Siamo stati grandiosi nel fabbricare ordigni da usare contro i nostri simili e non abbiamo usato la nostra “creatività” per proteggere la nostra “aiuola” da eventuali pericoli esterni.

Per quanto riguarda l’interno, miopi come siamo, abbiamo irrimediabilmente sconquassato tutto. Forse è meglio che il colpo di grazia venga da fuori. Ci dà, al pensarlo, pensieri di pietà e di sfortunata grandezza.

In finale di partita cogliamo la lucida grandezza di Blaise Pascal che definisce l’uomo “una canna che pensa”.

Tra poco questa canna brucerà e il pensiero dove andrà? Nel mondo delle Idee di cui parla Platone, nell’oltretomba cristiano?

E Dio, il nostro Dio che farà?

Ma non abbiamo scritto che Dio non c’è altrimenti non avrebbe permesso Auschwitz, Gaza e tantissime stragi, nel corso del tempo?

Il tempo, il tempo.

L’abbiamo catturato in un orologio. Ma ora comprendiamo che non sappiamo cos’è il tempo.

Gli scienziati ci hanno frastornato al riguardo.

Abbiamo capito qualcosa della relatività ma ce ne andiamo senza aver potuto cogliere a pieno la teoria dei quanti, su cui Carlo Revelli scrive cose profonde, non facilmente afferrabili.

Dovremmo parlare, almeno, d’amore, quello che abbiamo provato per i nostri cari e. non sempre abbiamo saputo tangibilmente offrire.

Ma come si poteva, dopo che ci hanno detto che il cuore è un muscolo e basta e che tutto si gioca nel cervello che più lo studiamo e più muore dentro di noi l’idea di spirito che i padri ci hanno da millenni tramandato.

Forse non è il caso di scrivere. Solo aspettare, magari curando l’ultima rosa del nostro giardino.

Il suo profumo sarà il nostro ultimo profumo, prima che anche il profumo perderà di senso. Il finale non prevede la Bellezza perché senza uomini la Bellezza non potrà essere amata da nessuno. La Bellezza esiste se ci sono testimoni della Bellezza. Altrimenti è come se non ci fosse.

Ci resta questa verità ultima, desolante: solo un silenzio orrido, immenso dominerà il Tutto, come, probabilmente, ciò che leggiamo nella Coscienza di Zeno.

E per chi non l’ha letta si tratta solo di aspettare.

La curiosità di ricerca e di azione andava esercita prima.

Io sono un’anima tormentata dal passato che sta cercando un po’ di pace interiore provando ad andare oltre i propri limiti. Ma la mia anima soffre e vorrebbe essere libera dal passato, eppure mi sento prigioniero di un tempo che mi perseguita come se fosse tutto il mio presente. Ed è per questo, quindi, che non riesco a liberarmi (Cit.)

Cari Lettori, la citazione di un amico di cui preferiamo omettere il nome, ci induce a pensare che, forse, la nostra particolare lettera di Natale è stata un po’ troppo dura ma, siccome siamo come siamo, nella trama di Matrix avremmo deglutito la pillola blu, per guardare in faccia la nostra desolante realtà.

In definitiva siccome ogni istante passato non torna più indietro, quello che stiamo per vivere sarà veramente il nostro primo e ultimo Natale del 2025.

Potremmo, quindi, focalizzarci sul vivere il presente in questi giorni che ci separano dagli sgradevoli botti che salutano la nascita di colui che, dicono, si sia immolato per il bene dell’Umanità.

Negli occhi di chi ci ha accelerato i battiti del cuore troveremo lo specchio dell’anima a cui spiegare i motivi del nostro falso Sé che ci ha privato, sovente, di una fisiologica “autenticità, di un’ossessione verso il lavoro, di un allontanamento dalle emozioni affettive, di una perdita di contatto con gli amici: forse, soltanto così capiremo perché no ci siamo concessi di essere più felici.

A volte abbiamo solo bisogno di piangere per aver accumulato troppa vita, troppe illusioni, troppi rimpianti. (Fabrizio Caramagna)

Cari Lettori, in questo Natale che si avvicina per come noi gli lasceremo fare, noi abbiamo trovato conforto e commozione nella visione del nuovo spot di Poste Italiane nel quale, grazie a una bellissima colonna sonora di Lucio Dalla,  prendono forma i sogni di Filippo, un bambino che decide di spedire un pacco al nonno scomparso: “un gesto semplice e potentissimo” che trasforma il servizio postale in “un ponte simbolico tra terra e cielo”.

Si, è solo un messaggio commerciale. Eppure, noi, vogliamo crederci dal momento che “in mezzo a questo mare cercheremo di scoprire quale stella sei; ci perderemmo, infatti, se dovessimo capire che, stanotte, non ci sei”

Buon Natale

LA SERA DEI MIRACOLI

Ciao Salvatore, grazie, buon Natale

Ciao grazie anche quest’anno è arrivato Natale

Auguri, auguri!

è la sera dei miracoli, fai attenzione. È la sera dei cani che parlano tra di loro. È la sera della luna che sta per cadere

Ma che fai?

È un segreto! Guarda che belli che siamo! Papà, guarda, me lo prendi? E, in mezzo a questo mare, cercherò di scoprire quale stella sei…

Buona sera

Buona sera…

Bravo, Filippo! Buon Natale!

Perché mi perderei, se dovessi capire che, stanotte, non ci sei….

“Se la verità fa male più di tanta ipocrisia, che sia meglio perdonarsi
Che voltarsi e andare via” (Renato Zero)

Enzo Ferraro – già Dirigente Scolastico, Letterato, Umanista, Politologo

Giorgio Marchese – Direttore “La Strad@”

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