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Pensieri, emozioni, stati d’animo di adolescenti (gli alunni dell’IIS “Lucrezia della Valle” di Cosenza) dedicati ai propri nonni, “testimoni del passato, garanzia del presente ed eredi del futuro”

In questa intervista immaginaria a mia nonna, rivolgo a lei domande che ho sempre avuto paura di chiedere.

Io non ho mai avuto un bel rapporto con nessuno dei miei nonni: uno non l’ho mai conosciuto, quelli materni erano già molto grandi quando io sono nato.

Con la mia nonna paterna, invece, non riesco a creare una connessione vera e genuina, a causa della distanza fisica che ci separa; vorrei davvero poterla conoscere bene e poterle dare anche un solo abbraccio. Questo non vuol dire che io non le voglia bene, anzi, mi sto sforzando di imparare la sua lingua solo per poterle parlare. Ogni volta che le telefono, vedo i suoi occhi che brillano e quando mi dice “ti amo” sento un calore al petto, inspiegabile.

So quali domande vorrei farle, per poterle fare un’intervista, ma…

D: Se potessimo vederci, qual è la prima cosa che faresti insieme a me?

D: Pensi mai al fatto che potremmo non abbracciarci mai?

D: Ti dispiace che io non riesca a parlare la tua stessa lingua?

D: Hai dei rimpianti? Quali?

D: Come vi siete conosciuti tu e il nonno?

D: Qual è la cosa che ti piaceva di più di lui?

D: Com’era il rapporto tra mio papà e mia zia? È cambiato molto quando sono cresciuti?

D: Che emozioni hai provato quando papà è venuto qui in Italia?

D: Ti piacerebbe se io e la mia famiglia vivessimo con te?

D: Mi accetteresti e mi ameresti anche se io cambiassi?

Purtroppo, lascio queste domande senza risposta. Spero un giorno di trovare il coraggio di chiederle.

Michele (15 anni)

A cura di Maria Felicita Blasi

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