Pensieri, emozioni, stati d’animo di adolescenti (gli alunni dell’IIS “Lucrezia della Valle” di Cosenza) dedicati ai propri nonni, “testimoni del passato, garanzia del presente ed eredi del futuro”
Intervista ai miei nonni: tutto quello che vorrei chiedere e cosa avrei voluto chiedere ai miei nonni.
D: Vorrei approfittare, prima che sia troppo tardi, per chiedervi: “Come avete capito che la persona con cui avete vissuto tutta la vita era la persona giusta per voi e come avete fatto a far durare il vostro matrimonio?”
R-Nonno: Con tanta pazienza ci siamo trovati. La prima volta che ho visto tua nonna mi sono innamorato di lei. Le scrivevo lettere d’amore, ma in quell’epoca i genitori di tua nonna erano severi. Per mandarle le lettere di nascosto le scrivevo con il limone. È un metodo per scrivere messaggi segreti utilizzando il succo di limone come inchiostro invisibile; così e in tanti altri modi le dimostravo amore e rispetto.
R-Nonna: Ovviamente non ci vuole solo amore, ma ci vuole pazienza per coltivare una relazione; è difficile in molte situazioni, ma, in un modo o nell’altro, siamo ancora qui dopo 80 anni di matrimonio.
D: Nonna, se fossi ancora qui ti chiederei: “Com’era per te vivere l’infanzia e l’adolescenza nel 1948/1950?
R: Non era semplice come oggi: molti problemi che avevamo noi ragazze e ragazzi erano ignorati, non si poteva parlare con tanta libertà. Le giornate, però, si trascorrevano in modo diverso da oggi. Si stava molto più tempo fuori, le bambine giocavano con le bambole di pezza e i ragazzi con il pallone.
D: Com’è stato diventare genitori di mia mamma, delle due mie zie e di mio zio?
R: È stata un’ emozione immensa per entrambi, eravamo un po’ spaventati, ma rimarrà comunque un’ emozione grandissima.
D: Nonno, che cosa hai provato quando è morta Nonna?
R: Ho pianto tanto, è stato brutto ed è stata la prima volta che ho pianto davanti ai miei figli. Mi manca, tengo sempre la sua foto davanti al camino, dove le piaceva stare, e la guardo spesso. Ho provato solitudine i primi mesi; poi mi sono un po’ ripreso. Ogni tanto vado a trovarla al cimitero, per stare un po’ con lei.
D: Per te, nonno, qual è la cosa più importante che hai imparato nella vita?
R: La cosa più importante è imparare! Ti dico sempre che imparare è la cosa più bella e, soprattutto, non si finisce mai di imparare.
D: Avete qualche consiglio da dare ai giovani?
R: Vivete, siate gentili, sbagliate e imparate e non smettete mai di credere in voi stessi. Noi abbiamo vissuto tanti momenti difficili e sappiamo quanto la vita sia dura, ma non bisogna mai arrendersi. Non abbiate paura di provare… buttatevi in quello che vi piace di più!!!
Nicola (16 anni)
A cura di Maria Felicita Blasi


