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Pubblicato su Lo Sciacqualingua

Quando si scrive uno degli aspetti più delicati riguarda l’uso della punteggiatura in presenza delle virgolette. In particolare, capita spesso di avere dubbi su cosa accada quando una frase termina con un punto esclamativo o interrogativo racchiuso nelle virgolette. La “regola” è chiara: se la frase si chiude con un segno forte come “!” o “?” all’interno delle virgolette, non si aggiunge un ulteriore punto fermo dopo. La frase successiva inizierà direttamente con la maiuscola, senza bisogno di un segno di interpunzione aggiuntivo.

Facciamo un esempio pratico. Immaginiamo di scrivere: Mario gridò: «Attento al treno!» La gente si voltò di colpo. In questo caso, il punto esclamativo dentro le virgolette è sufficiente a chiudere la frase. Non si scrive: «Attento al treno!». La gente si voltò di colpo. Quel punto fermo dopo il segno esclamativo sarebbe ridondante e scorretto.

Lo stesso vale per il punto interrogativo. Consideriamo: Lucia chiese: «Vuoi venire con me?» Tutti rimasero in silenzio. Il “?” chiude già la frase, quindi non serve aggiungere un punto fermo dopo le virgolette. Scrivere: «Vuoi venire con me?». Tutti rimasero in silenzio sarebbe un errore, perché il segno interrogativo ha già la funzione di chiusura.

È interessante notare che le grammatiche tradizionali spesso tacciono sull’argomento: non sempre forniscono indicazioni esplicite su come comportarsi in questi casi, lasciando che sia l’uso e la prassi editoriale a guidare lo scrittore. Questo silenzio normativo ha portato a una certa oscillazione negli stili (potremmo dire “una anarchia stilistica“), ma la soluzione più elegante e coerente resta quella di evitare il punto fermo dopo i segni forti.

Un altro esempio utile: «Che sorpresa!» esclamò Anna. Qui il punto esclamativo chiude la frase dentro le virgolette e introduce senza problemi la frase successiva. Non è necessario scrivere «Che sorpresa!». Esclamò Anna. Sarebbe un errore che spezzerebbe il ritmo della lettura (in casi del genere si può mettere una virgola: “Che sorpresa!”, esclamò Anna).

In sintesi – e chiudiamo queste noterelle – quando una citazione o un discorso diretto termina con un punto esclamativo o interrogativo, quel segno è già conclusivo. Le virgolette si chiudono subito dopo e la frase successiva può cominciare senza ulteriori segni. Anche se le grammatiche – come abbiamo visto – non sempre lo chiariscono, la prassi letteraria mostra che questa è la soluzione più corretta ed elegante, capace di rendere il testo scorrevole e armonioso. Insomma, quando la citazione termina con un punto esclamativo o interrogativo, il segno espressivo interno è sufficiente e finale per l’intero periodo.

A cura di Fausto Raso

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