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Pensieri, emozioni, stati d’animo di adolescenti (gli alunni dell’IIS “Lucrezia della Valle” di Cosenza) dedicati ai propri nonni, “testimoni del passato, garanzia del presente ed eredi del futuro”

I nonni sono un punto di riferimento per i nipoti; mi piace parlare con mia nonna perché, nonostante la sua età, è una donna piena di vita, ma soprattutto di esperienza, che l’ha resa la donna che è adesso. Ci troviamo spesso a parlare del suo passato, delle marachelle che combinava da bambina e dei suoi fratelli. Ogni volta che mi racconta qualcosa io rimango affascinata dalla sincerità con cui le racconta.

D: “NONNA, COM’ERI ALLA MIA ETÀ?”

R: “Combinavo di tutto, mi piaceva andare in piazza con le mie amiche, cercavo di divertirmi come potevo perché mia mamma era severa, ma non morivo mai di noia!”

D: “ANDAVI D’ACCORDO CON I TUOI FRATELLI? CON CHI PREFERIVI PASSARE IL TEMPO?”

R: “Eravamo cinque fratelli: io, zio Renato, Zia Adele, Zia Maria e Zio Enzo. Ci volevamo tutti bene; zio Enzo era il più piccolo della famiglia, ma io sono sempre stata con zia Maria, anche perché siamo quasi coetanee”

D: “TI PIACEVA QUALCUNO ALLA MIA ETÀ?”

R: “A me non piaceva nessuno, c’erano tanti ragazzi che mi corteggiavano, ma io non ne volevo sapere, fino a quando non ho incontrato nonno Mario”

D: “COM’ERA TUO PAPÀ?”

R: “Era un tipo coraggioso, un uomo tutto d’un pezzo, ci voleva bene ma si faceva condizionare da mia nonna, cioè sua mamma; è partito in America per andare da suo fratello e ha lasciato nonna Sofia con cinque figli da crescere. Lo odio per questo; ci siamo rimasti tutti male, specialmente zia Maria, che quel giorno si era aggrappata alla sua gamba per non farlo partire.”

D: “NONNA, MI RACCONTI QUALCHE MARACHELLA CHE HAI COMBINATO DA PICCOLA?”

R: “A scuola c’era una mia compagna seduta davanti a me, non ce la facevo più a sopportarla e quando si è girata le ho tirato un pugno; lei lo ha detto a nonna Sofia e quel pomeriggio mi ha chiamata in caserma, ma io non capivo perché; quando sono arrivata, mi hanno chiesto cosa fosse successo con quella compagna e io ho semplicemente risposto che mi dava fastidio; non mi hanno fatto nulla.”

D: “NONNA, QUALI ERANO I TUOI SOGNI DA GIOVANE?”

R:  “Io sognavo di sposarmi, di avere una casa tutta mia, dei figli, ho sempre seguìto quello che mi dettava il mio cuore e mi sono sempre trovata bene, alzavo castelli in aria.”

D: “NONNA, COME HAI PRESO LA MORTE DI TUO FRATELLO?”

R: “Zio Enzo è morto quando aveva 22 anni, in un incidente. Quel giorno nevicava, era venuto a casa mia e gli avevo chiesto se voleva fermarsi a pranzo; è rimasto, dicendomi, però, che doveva andarsene presto; dopo un po’ è arrivata la brutta notizia. Era giovane, bello e pieno di talento, aveva una vita davanti. Ancora oggi, torno a pensarci spesso.”

D: “CHE RAPPORTO AVEVI CON TUA MAMMA?”

R: “Nonostante fosse una mamma severa, le volevo tanto bene; tu l’hai conosciuta, sai com’era fatta: una donna che non si faceva prendere in giro da nessuno, forte, ha cresciuto da sola cinque figli e le sarò per sempre riconoscente.

D: “SEI FELICE DI AVERE QUESTA FAMIGLIA?”

R: “Sono contenta di aver messo su questa famiglia, amo i miei figli, ma ancora di più i miei nipoti, per i quali darei la mia vita, se fosse necessario.”

D: “SE POTESSI CAMBIARE QUALCOSA DELLA TUA VITA, COSA CAMBIERESTI?”

R: “Se potessi, cambierei la mia infanzia perché, nonostante mi sia divertita, è stata difficile senza un padre; per fortuna ho avuto una mamma che ha svolto entrambi i ruoli e sono felice così.”

Sono fiera di avere lei come nonna; è una donna con un gran passato alle spalle e, nonostante tanta sofferenza, non si è mai arresa. Sin da piccola mi ha insegnato quali sono i valori della vita e, grazie a lei, ho capito come gira il mondo, perché mi ha sempre aperto gli occhi sulla realtà che ci circonda. Il giorno in cui non ci sarà più, continuerà a vivere dentro di me, perché se oggi sono quella che sono è anche grazie a lei!

Nicoletta (16 anni)

A cura di Maria Felicita Blasi

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