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Mente e dintorni è una rubrica (nata da una fortunata serie televisiva) che ci porta a curiosare nei meandri della nostra personalità, per scoprirne i segreti e capire i motivi per cui compaiono i disturbi e, ovviamente, prendere rimedio.

Perché, conoscersi, comprendersi e (soprattutto) accettarsi per potere (infine) cambiare, aiuta senz’altro a vivere meglio.

La depressione è un male di vivere talmente penetrante che il pensiero della morte diventa un balsamo, una consolazione. (Vittorino Andreoli – I segreti della mente)

Nelle puntate precedenti abbiamo analizzato le cause e i sintomi delle varie forme di depressione.

Ma, esattamente, cos’è la così tanto temuta Depressione Maggiore?

Leggevo e rileggevo lo stesso passaggio e mi rendevo conto di non ricordare nulla di quello che avevo appena letto: niente aveva più senso; mi ritrovavo a fissare fuori dalla finestra senza un’idea di cosa stesse accadendo intorno a me; la vita era priva di significato. Ero esausta e, al mattino, quasi non riuscivo ad alzarmi dal letto: indossavo sempre gli stessi vestiti (perché decidere cosa mettermi sarebbe stato uno sforzo troppo grande) e avevo il terrore di dover parlare con gli altri. Il mio umore costante?  Noia e indifferenza per la vita. E, poi, una fissazione grigia e desolante per la morte: tutto era nato per morire. Meglio, quindi, morire subito e risparmiarsi la sofferenza dell’attesa, sentendomi già vecchia e distante da qualsiasi rifugio” (Kay Redfield Jamison – Una mente inquieta)

La Depressione Maggiore, detta anche Depressione endogena o Depressione Unipolare, viene inquadrata come un disturbo dell’umore che crea profonda tristezza, calo della spinta vitale, perdita di interesse verso le normali attività, pensieri negativi (o, comunque, pessimistici) disturbi nelle funzioni cognitive (come la ruminazione, ossia la tendenza a pensare continuamente ai propri sintomi, alla propria condizione, e a contenuti negativi verso il proprio futuro fino alle ideazioni deliranti) e sintomi neuro vegetativi come, ad esempio, grave alterazione del sonno e dell’appetito.

Vittorino Andreoli ha spiegato che l’intelligenza, da sola, non ci protegge dalla sofferenza ma, anzi, “è una dote che complica tremendamente l’esistenza perché, pone fuori dal coro all’interno di una Società dell’homo stupidus nella quale, solo gli imbecilli riescono ad essere felici”

La Depressione Maggiore quindi, è diventata un disturbo più frequente di quanto ci si possa immaginare, la  cui incidenza è doppia nel sesso femminile (forse anche perché, come sostiene sempre il  Prof. Vittorino Andreoli, “la donna si è evoluta mentre, gli uomini, sono rimasti omuncoli”).

L’OMS definisce la depressione maggiore come uno dei disturbi più invalidanti al mondo con un costo sociale elevatissimo. Oltre alle problematiche psichiatriche, infatti, il disturbo depressivo maggiore, anche per via delle alterazioni comportamentali, è associato ad un aumentato rischio di sviluppare diabete, disturbi cardiaci e ictus.

Diagnosi di Depressione Maggiore

Secondo il DSM-5 per poter fare diagnosi di depressione maggiore sono necessari almeno 5 dei seguenti sintomi:

  • Umore depresso (es. sentirsi triste, vuoto, senza speranza).
  • Perdita di interesse e piacere nel fare qualsiasi cosa.
  • Significativa perdita di peso o aumento di peso.
  • Agitazione psicomotoria o rallentamento psicomotorio.
  • Stanchezza cronica e perdita delle energie.
  • Sentimenti di indegnità o sensi di colpa eccessivi o inappropriati.
  • Maggior difficoltà nel pensare e restare concentrati, oppure patologica indecisione.
  • Ricorrenti pensieri di morte, ricorrenti ideazioni suicidarie oppure tentativi di suicidio.

L’età media di insorgenza del disturbo è intorno ai 25 anni di età e il picco di incidenza si assesta tra la tarda adolescenza e dopo i 40 anni.

Andamento del disturbo

L’andamento sintomatologico della depressione maggiore differisce significativamente da caso a caso. Si passa, infatti, da una remissione completa a situazioni croniche. Questo dipende, sostanzialmente, dal profilo di personalità all’interno della quale la Depressione si instaura.

Infatti, se è vero che, potenzialmente, tutte le situazioni stressanti possono portare a depressione è anche vero che non tutti coloro che vivono situazioni stressanti sviluppano questo disturbo e, chi lo manifesta, avrà intensità e caratteristiche differenti.  

Tra le vulnerabilità psicologiche troviamo: scarsa autostima e scarsa autoefficacia, tendenza all’autocritica demolitiva, incapacità di soddisfare i propri bisogni, assenza di aspirazioni, e scarsa adattabilità ai cambiamenti di vita.

Il dolore fa più rumore di qualsiasi rumore (Vittorino Andreoli – L’uomo di vetro)

Con la speranza e l’obiettivo di essere stato utile per conoscere sempre meglio chi incontriamo (soprattutto quando ci guardiamo allo specchio), vi do appuntamento alla prossima puntata, nella quale ci occuperemo della Depressione con caratteristiche melanconiche

Questo video riassume, semplificandoli, i contenuti finora espressi

Buona “degustazione”

2 Replies to “La Depressione Maggiore”

  1. Buonasera, sono Domenico Monterosso ho 53 anni e vivo in provincia di Reggio Calabria.
    Il mio problema è che dal lontano 1987 soffro di neurosi ansioso depressiva.
    Nonostante le numerose cure farmacologiche visite specialistiche il problema sussiste ancora, con Depressione maggiore distimia, e non riesco a muovermi di casa se non accompagnato da un famigliare.
    Per questo motivo mi rivolgo a voi alla vostra professionalità e in attesa di un vostro riscontro vi invio tanti saluti.

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