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Pubblicato su Lo Sciacqualingua

Chi cura Venezia sotto i nostri piedi? Passeggiando per le calli o i calli (sic!) ci lasciamo incantare dai riflessi sull’acqua, dai balconi fioriti, dai silenzi interrotti solo dal passo lento dei residenti. Ma raramente ci chiediamo chi si occupi della pavimentazione che sostiene tutto questo. Chi ripara le masegne, quei blocchi di trachite che compongono il selciato veneziano? Chi le riallinea quando cedono, chi le sostituisce quando si spezzano?

La risposta è sorprendente: non esiste un nome preciso per questa figura. Non un titolo, non un mestiere codificato. E allora, perché non colmare questo vuoto lessicale con un neologismo ben formato, evocativo e funzionale?

Proponiamo masegnatore. Il termine nasce dall’unione di masegna – la pietra squadrata tipica della pavimentazione veneziana – e il suffisso -tore, che indica chi esercita un mestiere o compie un’azione: come muratorecostruttoreintonacatore. Il masegnatore è dunque colui che si occupa della manutenzione, posa, riparazione e cura delle masegne. Un artigiano urbano, custode silenzioso della stabilità della Serenissima.

Usare questo nome significa dare dignità a un mestiere invisibile. Senza un nome, il ruolo resta nell’ombra. Con masegnatore, lo si riconosce, lo si può raccontare, tramandare, formare. Significa arricchire il lessico urbano: le città vivono anche nei nomi dei loro mestieri. Il gondoliere è iconico, il masegnatore può diventarlo. E significa scegliere una parola linguisticamente solida: il neologismo rispetta la morfologia italiana, è trasparente nel significato, e si pronuncia con naturalezza.

Le masegne sono parte integrante dell’identità veneziana. Posati a mano, resistenti all’acqua e al tempo, compongono un mosaico urbano che ha bisogno di cura costante. I tecnici comunali, gli operai specializzati, gli artigiani che intervengono su queste pietre meritano un nome che li rappresenti. Masegnatore è una parola che restituisce loro visibilità e valore.

Usiamolo. Scriviamolo nei regolamenti, nei bandi, nei racconti. Chiediamo ai masegnatori di raccontarci il loro lavoro. Facciamo entrare il vocabolo nei dizionari, non solo come lemma, ma come riconoscimento.

A cura di Fausto Raso

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