Pensieri, emozioni, stati d’animo di adolescenti (gli alunni dell’IIS “Lucrezia della Valle” di Cosenza) dedicati ai propri nonni, “testimoni del passato, garanzia del presente ed eredi del futuro” attraverso una intervista immaginata: “Cosa avresti voluto chiedere e cosa ti saresti voluto sentire rispondere?“
Cari nonni, anche se non siamo legati da consanguineità, per me siete come una vera famiglia. Ogni vostra parola gentile e ogni sorriso che mi donate ha un grande valore. Vi ringrazio per tutto il tempo che mi dedicate e per l’affetto che mi fate sentire ogni giorno.
D:
Com’era la vostra vita quando avevate la mia età?
R:
Eh, era molto diversa! Non c’erano telefoni, internet o le tante cose di oggi. Si giocava per strada e si ci aiutava tra famiglie. Si viveva con poco, ma c’era tanta unione.
D:
Qual è il ricordo più bello della vostra giovinezza?
R:
Uno dei ricordi più belli è quando si andava a ballare alle feste di paese. Tutti si conoscevano e c’era un’atmosfera di allegria, semplice ma sincera.
D:
Com’era la scuola quando eravate piccoli?
R:
Era molto più severa di oggi. I maestri facevano paura, ma io lì facevo impazzire tutti. Si scriveva tutto a mano e si studiava sui libri consumati; a me piaceva tantissimo la storia… forse era l’unica materia che studiavo, infatti ancora oggi ho i miei libri di storia di quando andavo a scuola.
D:
Nonno, come eri da adolescente?
R:
Stavo per ore fuori casa a fare peripezie con i miei amici, ma soprattutto con mio cugino; ero molto vivace e non mi piacevano proprio le regole; infatti non le rispettavo mai. Mia madre non era d’accordo su questo e ogni volta che tornavo tardi, mi aspettava con la “cucchiara” (mestolo di legno)
D:
Qual è il ricordo più brutto della tua adolescenza?
R:
Quando, a 17 anni, ebbi un brutto incidente con la moto nella galleria di Paola e mi ingessarono dalla testa ai piedi e dovetti stare così per tre mesi.
D:
C’è un consiglio che vorresti darmi per la vita?
R:
Sii sempre gentile, ascolta chi ha più esperienza e non avere fretta. Le cose belle arrivano con il tempo e con il cuore.
Antonio (17 anni)
A cura di Maria Felicita Blasi


