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Mente e dintorni è una rubrica (nata da una fortunata serie televisiva) che ci porta a curiosare nei meandri della nostra personalità, per scoprirne i segreti e capire i motivi per cui compaiono i disturbi e, ovviamente, prendere rimedio.

Perché, conoscersi, comprendersi e (soprattutto) accettarsi per potere (infine) cambiare, aiuta senz’altro a vivere meglio.

Salirai le scale, aprirai la mia porta e, senza dirmi nulla, mi prenderai tra le braccia e mi bacerai. Lo so che sembra sciocco. Ma mi piacerebbe succedesse davvero. È un bel modo di perdersi, perdersi uno nelle braccia dell’altro (Oceano mare Baricco)

Malinconico e romantico, questo passaggio di Alessandro Baricco: una specie di dolore interiore che ci accompagna a quel crepuscolo delle emozioni che si aggancia al mondo della Depressione, nota fin dall’antichità con il nome di “Melanconia”

Ma perché ci ammaliamo di depressione?

La strana intimità di quelle due rotaie. La certezza di non incontrarsi mai. L’ostinazione con cui continuano a corrersi di fianco ( Alessandro Baricco – Castelli di rabbia)

Nel suo Manuale di Psichiatria, il Professor Matteo Balestrieri inquadra la Depressione come fenomeno di non facile definizione, in quanto indissolubilmente legata al concetto di “umore” (inteso come risultato di aspetti emozionali, affettivo / sentimentali, cognitivi, temporali, motivazionali e motori) capace di colorare tutta la vita dell’individuo, costituendo una sorta di griglia percettiva ed elaborativa con cui si dà significato alla realtà, dal punto di vista soggettivo e oggettivo.

Sostanzialmente, anche in base a quanto si è scoperto in questi anni, il meccanismo della depressione (ci si riferisce a quella “endogena” e non a quella reattiva, fisiologica) si innesca quando ci ritroviamo all’interno di una personalità incapace di tollerare quell’angoscia che nasce dalla percezione di essere impotenti di fronte all’osservazione del proprio fallimento esistenziale.

A questa condizione, Tristezza, Dolore e Lutto diventano compagni sempre più opprimenti.

Le cause della Depressione

Psicosociali: ogni cambiamento improvviso nell’ambito socio relazionale dell’individuo (perdita di un genitore prima degli 11 anni di età; presenza di un ambiente familiare disturbato e caratterizzato da situazioni di conflitto e di abbandono come, per esempio, iperprotezione o scarsa cura; eccessivi stimoli competitivi; morte del coniuge; separazione o divorzio; perdita del posto di lavoro; insuccessi lavorativi; abbandono del luogo natio; traslochi).

Stress fisici (favoriscono l’insorgenza dei sintomi, in soggetti predisposti);Fattori psicologici (modelli di attaccamento insicuro; sentimento di non poter essere aiutati con conseguente convinzione di dover soccombere negli agonismi della vita; non superamento della fase schizoparanoide spiegata da Melanie Klein; super Io  rigidissimo e severo legato alla colpa di aver mostrato aggressività verso le persone amate nelle prime fasi della vita, che continua anche nell’età adulta) – Utile, per completezza, rileggere i seguenti articoli già pubblicati: La depressione e il lutto originario; la depressione e l’onda perfetta; la depressione e la rabbia repressa.

Teorie evoluzionistiche, nell’ottica  di quella che viene definita “Psichiatria darwiniana” (in base a cui, la depressione diventa un meccanismo di reazione adattativa, per risparmiare energie in momenti difficili, oppure segnala un disadattamento all’ambiente circostante);

Ipotesi neurobiologiche: deficit monoaminergico (soprattutto  di noradrenalina, serotonina e dopamina); eccesso di acetilcolina (per esempio per utilizzo di neurolettici colinergici); eccesso di Acido Gamma Ammino Butirrico (potente inibitore stimolato dagli ansiolitici benzodiazepinici); Acido Glutammico e sistema NMDA – N-Metil-D- Aspartato (un alterato funzionamento del recettore NMDA, legato al meccanismo dell’apprendimento,  causa alterazione della plasticità neuronale e neurotossicità);  alterazione nel rilascio di Neuropeptidi – “Molecole di emozioni” (Eccesso di “sostanza P”, riduzione di “vasopressina” causano effetti deprimenti); alterazione nel rilascio di BDNF – fattore neurotrofico (una riduzione di rilascio di questo fattore che stimola la riproduzione dei neuroni, genera depressione); Alterazione di assorbimento alcuni neurotrasmettitori verso lo specifico recettore; Alterazione di reti neuronali e plasticità sinaptica nell’interazione con l’ambiente (soprattutto per alterazioni funzionali a carico dell’ippocampo); incremento di Citochine e infiammazione (Stress non più fronteggiato genera infiammazioni  che alterano l’umore in senso depressivo); Alterazione dei sistemi enzimatici  (la riduzione dell’attività dell’enzima che trasforma la dopamina in serotonina, determina un effetto deprimente); Alterazione asse neuroendocrino ( aumento del CRF – ormone ipotalamico, con aumento della dimensione dell’ipofisi e del surrene; riduzione dell’ormone tiroideo “T3” in caso di ipotiroidismo; alterazione del rilascio dell’ormone della crescita -GH; riduzione o alterazione del rilascio di Estrogeni e Progesterone); Riduzione di melatonina per alterazione del ritmo sonno/veglia;

Fattori genetici: alterazione dei geni che servono a produrre, principalmente, il trasportatore della Serotonina e del BDNF (fattore neurotrofico)

Fattori epigenetici: L’epigenetica è lo studio dei cambiamenti ereditabili che modificano la funzione ma non la struttura dei singoli geni. Cioè, praticamente è il meccanismo che consente al DNA di esprimere i propri contenuti ed è influenzato dalla nostra capacità di adattarci allo stress: infatti, in condizioni particolari come, ad esempio, eventi traumatici, interazioni sociali e familiari complesse e difficili e stress cronico, questo sistema viene alterato attraverso meccanismi definiti “di acetilazione e di metilazione”. La conseguenza è quella di andare a contattare geni diversi da quelli che servirebbero per consentire la produzione di proteine necessarie al corretto funzionamento del cervello.

Da tutto ciò che abbiamo analizzato finora, diventa un po’ più chiaro il motivo per cui, la depressione, crea un insieme di sintomi più o meno complessi che alterano anche in maniera consistente il modo in cui una persona ragiona, pensa e raffigura sé stessa, gli altri e il mondo esterno.

Nell’attesa di scoprire altri orizzonti scrutando il panorama della Depressione, godiamoci questa bella poesia di Jacques Prèvert

Tre fiammiferi accesi, uno per uno, nella notte
Il primo per vederti tutto il viso
Il secondo per vederti gli occhi
L’ultimo per vedere la tua bocca
E tutto il buio per ricordarmi queste cose
Mentre immagino di stringerti fra le braccia.

Con la speranza e l’obiettivo di essere stato utile per conoscere sempre meglio chi incontriamo (soprattutto quando ci guardiamo allo specchio), vi do appuntamento alla prossima puntata, nella quale affronteremo le manifestazioni cliniche della Depressione

Questo video riassume, semplificandoli, i contenuti finora espressi

Buona “degustazione”

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