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Incontri, partenze, paure, pensieri, dubbi, terrore, insicurezze ma tanta voglia di mettersi in gioco, fare esperienza, raggiungere obiettivi e sogno sfidanti ma non impossibili.

La voglia di mettersi in gioco, di uscire allo scoperto, di confrontarsi con se stessi, con avversari, con percorso e clima avverso per apprendere dall’esperienza, per valutare quanto sì vale, a che punto si è, come procedere. Dietro una gara c’è tanta preparazione fisica, mentale, nutrizionale, strategica. Tanti pensieri, dubbi, incontri, confronti, ansie, tensioni, confronti.

Questa è la vita che non bisogna evitare ma accettarla e imparare sempre scoprendo su se stessi e gli altri anche attraverso lo sport che fa incontrare fatica e avversità ma che non sono per sempre e non sono insuperabile, sì imparare a saper accettare, pazientare, aver fiducia, affrontare e superare tutto.

L’atleta non è solo, c’è sempre qualcuno che supporta, sostiene, accompagna, consiglia. Ci sono familiari, amici, tecnici, squadre che seguono, si occupano, si preoccupano, aspettano, aiutano.

Un fiume di pensieri, sensazioni, emozioni, allenamenti, preparazione, incertezze. Un obiettivo, una sfida, una pianificazione minuziosa, un’attenzione al minimo dettaglio.

Incontri, confronti, tensioni, pressioni. Una parte importante di vita, esperienze uniche, dense, forti, intense. Paure, insicurezze, consapevolezze.

La prima sfida è iniziare il processo di cambiamento, in particolare attraverso lo sport, poi la sfida diventa il continuare nel percorso di attività fisica con allenamenti sempre più mirati, altra sfida è la convinzione di poter sperimentarsi in gara e poi arriva la gara regina, la maratona.

Partecipare a una gara diventa un progetto, uno studio del territorio, della difficoltà, delle risorse personali possedute che ti possano permettere di portare a termine la gara.

È indispensabile fare progetti credibili a se stessi, un ottimo punto di partenza è credere di essere in grado di fare qualcosa, perché ci si sente di esserlo, perché si è sperimentato gradualmente dei miglioramenti.

Bisogna capire come impiegare le proprie risorse, su chi si può puntare, su chi si può fare affidamento. Bisogna sapersi monitorare nel corso del tempo, sapersi testare o farsi testare.

E’ importante considerare la preparazione fisica, la preparazione nutrizionale, la preparazione mentale. Sapere gli esercizi fisici da fare per rinforzare i distretti muscolari carenti o importanti per un determinato gesto atletico.

La preparazione va programmata con la massima accuratezza considerando il proprio potenziale atletico relativo alle precedenti competizioni e ai precedenti programmi di allenamento.

E’ auspicabile stilare un programma di massima di allenamento che comprenda alcuni test importanti di allenamento o di gara, per valutare il grado di preparazione e in modo da capire i ritmi da poter sostenere nella competizione-obiettivo.

La preparazione mentale può curare diversi aspetti che contribuiscono alla migliore riuscita della prestazione. E’ importante partire dalla consapevolezza dell’atleta nell’impegno che si appresta a prendere.

Una volta fissato l’obiettivo, è importante per l’atleta prestare attenzione ai suoi allenamenti, alle sue sensazioni, è importante sapersi ascoltare, capire quando e quanto fatica, come fatica, come è la sua respirazione, come sente le sue gambe, è importante accorgersi di ogni minimo fastidio e capire a cosa possa essere dovuto, in modo da poter intervenire in tempo e rimediare per evitare di perdere importanti sedute di allenamento e compromettere la prestazione-obiettivo.

È importante porre tanta attenzione nelle cose che si fanno e sviluppare consapevolezza di sé e fiducia in se stessi. La motivazione deve essere solida. È necessario attingere alle risorse interne per perseguire le mete desiderate e cavalcare l’onda del cambiamento per seguire la direzione che porta a trasformare sogni in realtà e raggiungere obiettivi sfidanti ma non impossibili.

La self efficacy è la convinzione di possedere le capacità per raggiungere i risultati prefissati. Le fonti delle convinzioni di efficacia: esperienze di successo, modelli di riferimento, persuasione verbale, sensazioni sperimentate in esperienze di successo. Le persone con un alto senso di autoefficacia percepiscono le difficoltà come sfide.

L’autoefficacia è la convinzione della propria capacità di fare una certa cosa o di raggiungere un certo livello di prestazione. L’esperienza diretta di successo in compiti di crescente difficoltà è la fonte principale delle convinzioni di autoefficacia. Fissare obiettivi limitati, raggiungibili e progressivamente più ambiziosi è uno dei modi migliori per aumentare l’autoefficacia.

Come rafforzare le convinzioni di autoefficacia ricorda un evento, episodio, prestazione dove sei riuscito e rispondi alle seguenti domande: quali erano le sensazioni? Cosa ha contribuito alla tua riuscita? Quali tue caratteristiche sono state determinanti? Chi ha contribuito al tuo successo?

Tenacia, determinazione, resilienza accrescono la forza mentale per andare avanti, per raggiungere un obiettivo prefissato, per superare eventuali crisi lungo il percorso. La persona resiliente ricerca strategie creative di fronte alle difficoltà, possiede autostima, attitudine ad apprendere dall’esperienza, importanti relazioni familiari e amicali.

Raggiungere traguardi, mete e obiettivi difficili, sfidanti ma non impossibili superando eventuali imprevisti lungo il percorso con fiducia in sé, con impegno, motivazione, passione e determinazione.

Lo sport permette di incrementare consapevolezza, sviluppare autoefficacia consolidando la fiducia in se stessi di riuscire in qualcosa. È importante valutare momento per momento se quello che si sta facendo è in linea con il proprio desiderio e il proprio bisogno. Bisogna essere resilienti e pronti al cambiamento, rimodulare gli obiettivi in base alle proprie condizioni fisiche attuali.

Si può fare tutto gradualmente e progressivamente con cautela e attenzione, fidandosi e affidandosi, apprendendo dai più esperti e dall’esperienza, iniziando a piccoli passi lenti con minimi obiettivi e poi ognuno prende la sua strada più o meno lunga, più o meno difficile.

La fatica, i tunnel, le crisi diventano amici dell’atleta; più è grande la fatica, più è lungo e buio il tunnel, più è grande la crisi e più si è riconoscenti quando tutto è finito per aver superato tutto. Tutto passa, tutto cambia; passa la fatica, passa la crisi; rimane la consapevolezza che anche questa volta si è riusciti incrementando la forza interiore che aiuta non solo nello sport ma anche nella vita quotidiana lavorativa, familiare, relazionale.

Si porta a casa sempre qualcosa, fatica condivisa, sorrisi, nuove consapevolezze delle proprie capacità e propri limiti. Non restare immobile, prova ad abbandonare la tua zona di comfort, è sempre il momento giusto per iniziare, non aspettare il momento migliore, scegli il tuo sport, il tuo allenamento, la tua gara, il tuo evento, partecipa con i tuoi tempi e modalità.

Unitevi a noi correndo o donando, insieme è molto meglio.

https://www.retedeldono.it/iniziativa/lloydsolustri/corro-ravenna-i-ragazzi-di-ssf

Dott. Matteo Simone 380-4337230 – 21163@tiscali.it

Psicologo e Psicoterapeuta Gestalt, AEDP ed EMDR

Blogger: https://ilsentieroalternativo.blogspot.com/

Libri pubblicati: http://www.unilibro.it/libri/f/autore/simone_matteo

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