Mente e dintorni è una rubrica (nata da una fortunata serie televisiva) che ci porta a curiosare nei meandri della nostra personalità, per scoprirne i segreti e capire i motivi per cui compaiono i disturbi e, ovviamente, prendere rimedio.
Perché, conoscersi, comprendersi e (soprattutto) accettarsi per potere (infine) cambiare, aiuta senz’altro a vivere meglio.
Luca è un ragazzo di 22 anni e si ricovera, oggi, dopo l’ennesima lite con il padre finita a cazzotti. Lo accompagna la madre, in lacrime, il ragazzo indossa una sciarpa avvolta fin sopra al naso, che non toglie nemmeno una volta entrato nella stanza dove facciamo il colloquio. Ha gli occhi diffidenti e sprezzanti: “il mio naso è enorme e deforme e non ve lo farò vedere! (Dal Manuale di Psichiatria di Matteo Balestrieri, Andrea Fagiolini, Luigi Grassi, Alessandro Rossi)
La caratteristica principale del disturbo da disregolazione dell’umore dirompente, Consiste in una cronica, grave e persistente irritabilità, con scoppi di collera frequenti che avvengono in risposta a frustrazioni (anche di lieve entità) e possono essere verbali o comportamentali.
La rabbia è un sintomo, un modo di incanalare ed esprimere sentimenti troppo spaventosi perché siano sperimentati direttamente – sofferenza, amarezza, dolore e, più di tutto, paura. (Joan Rivers)
Questa affermazione dell’attrice americana Joan Rivers, ci aiuta a capire il motivo per cui un quadro di rabbia estrema, possa rientrare all’interno del mondo della depressione.
Studi specifici, infatti, hanno mostrato che un’interazione di eventuali fattori genetici predisponenti con uno stile genitoriale caratterizzato, ad esempio, da atteggiamenti aggressivi e di rifiuto emotivo diventa predittiva per un successivo comportamento aggressivo dirompente.
Questo mix (predisposizione genetica e stile genitoriale aggressivo e rifiutante), determinerebbe una compromissione drastica della possibilità di un modello di attaccamento sicuro (indispensabile per un prosieguo di vita “tranquillo”)
Il bambino percepisce il genitore come estraneo e cattivo, cui non è possibile concedere fiducia e, quindi (per necessità di sopravvivenza emotiva), inconsciamente chiede aiuto attraverso la creazione di un Sé grandioso che sia in grado di consentirgli una certa autosufficienza.
Come dire, sentendosi rifiutato, il bambino è come se arrivasse a concludere: “Non siete voi che non mi volete, sono io che non ho bisogno di nessuno grazie alla mia onnipotenza!”
All’interno di questo mondo di disregolazione dell’umore dirompente, troviamo:
- Il disturbo oppositivo provocatorio
- il disturbo esplosivo intermittente
- il disturbo della condotta
- il disturbo della condotta calloso – anemozionale
- il disturbo di personalità antisociale
- il disturbo da comportamento dirompente non altrimenti specificato
Il disturbo oppositivo provocatorio
Riguarda bambini e adolescenti che presentano una compromissione delle loro capacità di adattamento e del loro funzionamento globale. Costituisce un’importante fattore di rischio per lo sviluppo di patologie psichiatriche in età adulta come, per esempio il disturbo antisociale di personalità e le dipendenze da sostanze.
Questo disturbo si caratterizza per la presenza di un insieme di fattori persistenti che riguardano un umore estremamente aggressivo e irritabile e manifestazioni di comportamenti polemici, sfidanti e vendicativi che durano per un periodo di tempo di almeno sei mesi in quasi tutti i contesti della vita, causando problemi significativi nel funzionamento sociale e scolastico del bambino e/o dell’adolescente.
Nello specifico, tali comportamenti comprendono il litigare con le autorità, lo sfidare o il rifiutare di seguire le regole, l’irritare deliberatamente gli altri anche incolpandoli per i propri errori.
il disturbo esplosivo intermittente
È un disturbo comportamentale caratterizzato da esplosioni di rabbia incontrollabile, sia verbali che fisiche, sproporzionati rispetto alla situazione che li scatena. Questi episodi si manifestano come impulsi improvvisi, spesso seguiti da una condizione di sollievo emotivo dopo il culmine della tensione.
Il disturbo della condotta
È una condizione psicologica dell’infanzia e dell’adolescenza, caratterizzata da un comportamento persistente e ripetitivo e che viola i diritti altrui e le norme sociali, che si manifesta attraverso l’aggressività (prepotenza, minacce, bullismo e aggressioni fisiche verso persone o animali), il furto o la distruzione di proprietà (anche con incendi dolosi), ed è spesso accompagnato da una scarsa empatia verso i sentimenti altrui.
il disturbo della condotta calloso – anemozionale
E’ un disturbo molto simile al precedente con, in più, condotte aggressive di tipo predatorio tese a ottenere vantaggi personali e motivate da una volontà vendicativa e di sopraffazione dell’altro senza manifestazioni empatiche o sensi di colpa.
Il disturbo antisociale
Lo abbiamo ampiamente già trattato in tre articoli specifici
Il disturbo antisociale di personalità
Come e perché, si diventa antisociali
Il trattamento dell’antisociale
Il Disturbo da Comportamento Dirompente Non Altrimenti Specificato (NAS)
È una categoria diagnostica utilizzata quando, il bambino o l’adolescente manifesta comportamenti problematici e oppositivi che compromettono significativamente il suo funzionamento sociale, familiare e scolastico ma che non soddisfano i criteri diagnostici completi per il Disturbo Oppositivo-Provocatorio o per il Disturbo della Condotta.
Questi comportamenti sono caratterizzati da rabbia, irritabilità, comportamento provocatorio o disobbedienza ma non raggiungono la gravità e la complessità necessarie per una diagnosi chiare, che riporti ad uno dei punti precedentemente esposti.
Le cause
Come già premesso, alla stregua dei Disturbi di Personalità del “Gruppo B” (Antisociale, Borderline, Istrionico e Narcisistico), i disturbi del comportamento dirompente hanno una genesi multifattoriale che potrebbe riguardare aspetti genetici ma che hanno solide basi all’interno di un ambiente familiare sociale particolarmente problematico.
Le cause psicologiche dei disturbi del comportamento dirompente includono l’esposizione a traumi, abuso o trascuratezza, una storia familiare di problemi di salute mentale e un ambiente familiare conflittuale o instabile.
Durante il colloquio l’attenzione sul volto di Luca diventa evidente, improvvisamente si alza e lascia la stanza sbattendo la porta per rientrare pochi istanti dopo. Con aria di sfida si toglie la sciarpa e grida ecco siete contenti? Era quello che volevate! Adesso anche a voi l’avete visto il mio naso mostruoso!
Ma l’unica cosa che però notiamo è un ragazzo dall’aria sfrontata e dal naso perfettamente Normale; nessuna stranezza nessuna deformità, solo tanta paura nascosta dietro una maschera da bullo (Dal Manuale di Psichiatria di Matteo Balestrieri, Andrea Fagiolini, Luigi Grassi, Alessandro Rossi)
Con la speranza e l’obiettivo di essere stato utile per conoscere sempre meglio chi incontriamo (soprattutto quando ci guardiamo allo specchio), vi do appuntamento alla prossima puntata, nella quale affronteremo la Depressione Maggiore
Questo video riassume, semplificandoli, i contenuti finora espressi
Buona “degustazione”

Direttore Responsabile “La Strad@” – Medico Psicoterapeuta – Vicedirettore e Docente di Psicologia Fisiologica, PNEI & Epigenetica c/o la Scuola di Formazione in Psicoterapia ad Indirizzo Dinamico SFPID (Roma/ Bologna) – Presidente NEVERLANDSCARL e NEVERLAND “CAPELLI D’ARGENTO” ETS (a favore di un invecchiamento attivo e a sostegno dei caregiver per la Resilienza nel Dolore Sociale) – Responsabile Progetto SOS Alzheimer realizzato da NEVERLAND “CAPELLI D’ARGENTO” ETS – Responsabile area psicosociale dell’Ambulatorio Popolare (a sostegno dei meno abbienti) nel Centro Storico di Cosenza – Componente “Rete Centro Storico” Cosenza – Giornalista Pubblicista – CTU Tribunale di Cosenza.
Pagina personale
Canale youtube:

