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Cara Mamma, il termine Epifania identifica l’astro che indicò ai Re Magi, 2022 anni fa, la via per giungere da colui che avrebbe redento l’Umanità dai propri peccati.

La figura di una persona capace di generare la Vita costituisce, per ognuno, fonte di speranza e fiducia

Vedi, mamma, ho letto che Don Carlo Gnocchi invitava a concentrare l’attenzione dello spirito per stabilire in ogni giornata, una zona di silenzio in cui affinare la sensibilità dell’anima.

Eppure, vorrei ascoltare i tuoi sussurri…

Perché ho capito che la vita non è altro che una fune tesa fra le parole che corrono, come acqua di un fiume verso il mare e il bisogno di un abbraccio, prima che il buio faccia troppa paura

L’epifania dei miei pensieri è per te

che mi hai insegnato il miglior modo di sorridere a chi fa finta di batterti le mani e come si evita di inchinarsi ai potenti.

per te

che hai sempre tenuto aperta la cesta dei tuoi doni trasmettendomi il piacere dell’attesa e la capacità di godermi la notte per salutare, col fazzoletto dei miei ricordi più belli, chi sarebbe rimasto a contare le stelle.

Qualcuno mi ha scritto: “Ti auguro il tempo per i sorrisi, il tempo per te stesso e quello per gli altri; il tempo per le piccole e le grandi cose; il tempo per la noia, perché tu possa riscoprire il gioco; il tempo autentico, dove tu possa sentirti felice”.

Cara mamma, mi hai dimostrato che, a volte si vince e, altre, si perde ma che,  

l’importante è capire cosa ne abbiamo ricavato perché, alla fine, la corsa è solo con noi stessi.

Mi hai ripetuto di non preoccuparmi di nulla se non di seguire percorsi di realizzazione personale dal momento che, crescere senza scorciatoie in una Società corrotta come la nostra, non può che rendere forti

E, io, ho imparato che verrà il tempo in cui godremo del potere di scegliere e ottenere e che accadrà, quando avremo la certezza di averlo meritato.

Ecco, mamma, quel tempo è arrivato

Seguirò la scia della tua stella e, come i Re Magi sotto un cielo d’aurora, senza incertezze ma con qualche apprensione, attenderò che tu mi dica…

“Va bene, guardami… che t’insegno a volare!”

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