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Quanta è bella l’attesa di qualcosa che si compia. L’emozione di aspettare, il sognare cosa fare, l’organizzare, l’impressione che il tempo non passi mai oppure che non sia sufficiente. Poi, d’un tratto ti giri e l’ora è già arrivata. E, da quel momento, l’attesa finisce, e prende il suo posto, la durata del tempo che vivrai. Ed è sempre troppo poco: minuscolo.

Ti scordi, anche di ciò di cui vorresti parlare, ascoltare e bere i racconti che ti vengono regalati.

Vola il tempo, vola!

Vi ricordate da piccoli? Il tempo non passava mai, era come se si dilatasse. Poi si supera la soglia dei fatidici “18” anni e tutto cambia. E’ solo un accelerarsi di eventi, che quasi ti sfuggono dalle mani: quelle braccine che prima ti cercavano trovano, giustamente, altre braccia più adatte a loro.

Avrei un desiderio… impossibile da realizzare: vorrei la vita di Benjamin Button: vivere la vita a ritroso. Almeno, alla fine non ti attende la morte ma una specie di rinascita.

Maria Graziella Tenuta (21 febbraio 2017)

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