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Partiamo dalla relazione che intercorre fra la vita e il tempo, definendo col termine “vita”, tutto quello che ci riguarda (vicende, esperienze e vicissitudini) dal momento del concepimento fino alla morte e con “tempo”, quell’unità di misura che ci consente di scandire i vari momenti della nostra esistenza.

Il renderci conto che la vita è limitata nel tempo, ci porta ad accelerare le nostre azioni, quasi per prendere il tempo dalla coda, man mano che l’età procede sul quadrante anagrafico e biologico. La presunzione di pensare che riusciremo in una simile impresa, determina quadri di stress che tendono a cronicizzarsi.

Quello di cui siamo maggiormente affetti, è lo scorretto rapporto fra tempo, problemi ed energia a disposizione. Molto spesso, ciò deriva da una cattiva programmazione e un’organizzazione non adeguata. Aggiungiamo, poi, la superficialità che “accompagna” il modo di pensare di molti di noi e la presunzione di ottenere tutto, “a basso costo”… ed ecco che la convinzione di dovere portare a termine gli impegni, nel più breve tempo possibile ci appare di fronte, come la nostra immagine allo specchio, ogni mattina.

Ma, siccome ogni giorno della vita, ci pone di fronte problematiche da risolvere e, inoltre, se non avessimo nulla da svolgere, durante una giornata, finiremmo con l’annoiarci e cadere in depressione, ecco che diventa fondamentale imparare bene il concetto relativo al sapersi godere i risultati raggiunti apprezzando, soprattutto, il sentiero percorso: questo consente di dare uno scopo alla vita, anche quando sembra che, come in canzone di Vasco Rossi, uno scopo non ce l’abbia!

In conclusione, sono importanti i progetti a breve, medio e lungo termine, in quanto ci evitano di perdere il filo conduttore delle nostre giornate. È più importante, comunque, ricordarsi che non si vive nel “prima” o nel “dopo”… si è vivi, nel “durante”!

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