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Non hai alcun nome, porterai il Domani…

Mi piacerebbe giocare sulle righe di questo futuro, trovare il coraggio di affrontare le ombre, vincere l’indifferenza di chi sa e non vuol capire, dissolvere il “buio” che si cela in chi tenta di spegnere il sorriso di un bambino…

So che è pesante dover dire: “Ti ho cercato nel mio cuore, eri colei che avrei voluto accanto, l’amico più sincero… mio fratello; avrei avrei voluto ma, forse, non ho saputo…”

Mi osservo allo specchio e provo a riconoscermi. A ritrovare il mio Io “profondo”.

Ma tu che vieni da una generazione prossima ventura, rischiara la valle di quanti preferiscono non vedere la durezza che c’è, alla luce di questo cielo malato… di questi aliti che si “sciolgono” al calore dei conflitti di un crepuscolo che ha un retrogusto amaro perché, come sempre, l’esperienza prima mette alla prova e, poi, spiega la lezione!

Agli affamati di luce che si rialzano dopo ogni caduta, a chi ha deciso di arrendersi e china la testa, agli anni da riempire…

Cosa potrai regalare di “vero”?

Forse, la speranza di essere amati, affinché, quando il sipario sembrerà calare… un uscio si schiuderà per lasciare entrare l’avvenire e, ciascuno di noi, guardando dritto e restando tetragono ad ogni colpo di ventura, potrà provare a diventare non tanto un uomo di successo quanto, piuttosto, una persona di valore.

Grazie. Comunque vada.

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