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La nostra legislazione prevede l’obbligo di contestazione immediata delle infrazioni alle norme del codice della strada – articolo 201 codice della strada – per la correttezza del procedimento sanzionatorio e per la piena esplicazione del diritto di difesa del trasgressore. La contestazione immediata può non essere effettuata solo in presenza di motivi che la rendano impossibile, che devono essere, pertanto, espressamente indicati nel verbale, risultando altrimenti illegittimi l’accertamento e gli atti successivi del procedimento.

Riguardo all’inottemperanza dell’obbligo di contestazione immediata, la Corte di Cassazione, con sentenza n.13118/09, ha affermato che i vigili possono elevare la contravvenzione anche senza la contestazione immediata nei confronti degli automobilisti colti a parlare al cellulare.

Nel caso esaminato il trasgressore si era difeso sostenendo che il fatto che il vigile non era riuscito a fermarlo significava che lo stesso si trovava ad una distanza tale da rendere possibile un errore di percezione sensoriale. Tuttavia, la Cassazione ha precisato che la mancata contestazione immediata, da sola, non dimostra che il vigile fosse troppo lontano dal luogo dove è stata commessa la violazione dell’articolo 173 codice della strada, e perciò potesse aver commesso un errore, considerato che l’accertamento puo’ essere effettuato anche a distanza che, per svariati motivi, non permette il fermo del veicolo. Stante la fede privilegiata del verbale, l’unico modo per difendersi è dimostrare “la posizione effettiva dell’agente rispetto a quella del veicolo, così da potere in concreto valutare se a tale distanza si potesse incorrere in errore”. Prova alquanto difficile all’arrivo della multa a casa, dopo mesi!

Erminia Acri-Avvocato

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