Posted on


La “volontà di potenza” nietzscheana ripresa da Adler, come spinta energetica per autoaffermarsi e per caratterizzare la propria personalità.


Adler: il contestatore freudiano.

Alfred Adler è stato il primo dissidente della psicoanalisi, egli, infatti, rifiuta la concezione freudiana della vita psichica ritenendola troppo sessualistica e sostiene che la libido sessuale è solo una parte di quel più vasto fenomeno esistenziale che egli definisce, con Nietzsche, “volontà di potenza” (47)

Secondo Adler  : ” la nevrosi, si colloca in questo contesto, e va ricercata in un sentimento di insicurezza o inferiorità, dovuto spesso a deficienze organiche. Tale “complesso d’inferiorità” spinge l’individuo a impiegare tutti i mezzi per camuffare e compensare i propri svantaggi iniziali. Talvolta tale compensazione ” riesce” e si traduce persino in successo. Ad esempio, il balbuziente Demostene divenne un grande oratore, il piccolo Napoleone un grande condottiero, lo zoppo Byron un formidabile nuotatore.”(48) Nel tentativo di superare i sentimenti di inferiorità l’individuo può invece ritirarsi nella malattia.

Teorie adleriane sulla rilevanza dei fattori sociali e culturali responsabili dei problemi della personalità.

Adler, insiste sulla rilevanza dei fattori sociali e culturali nella struttura della vita psichica, egli tende a scorgere nell’educazione, più che nell’ereditarietà, la causa principale dei problemi della personalità.”(49)

“Ad esempio il bambino troppo vezzeggiato è un tipico caso di soggetto psichicamente fragile ed antisociale, poiché in lui vengono meno il senso della cooperazione e del rispetto degli altri. Poiché il futuro “stile di vita” dell’adulto si gioca soprattutto nei primi cinque anni di vita, un autoritarismo esagerato o una condiscendenza estrema possono fabbricare dei nevrotici ribelli ed egoisti che elaborano delle “strategie” esistenziali inevitabilmente asociali.”(50)

Secondo Adler, “psicologia e pedagogia debbono far fronte comune, per impedire che il bimbo mal allevato di oggi si trasformi nel nevrotico di domani, e per far sì che l’uomo in generale, anziché ” imbozzolirsi” nei suoi disturbi psichici, si apra agli altri ed alla dimensione comunitaria.”(51)

Il concetto di Volontà di potenza, inteso in senso soggettivo cioè volontà che appartiene alla potenza espresso da Nietzsche, è ripreso da Adler e inteso come la tendenza alla propria auto-affermazione che si concretizza in uno stile di vita.

46) Ibidem pp. 487 – 488.

47) N.Abbagnano – G. Fornero, Filosofi e filosofia nella storia, Paravia, Torino, 1995, V.3° pp.466-467.

48) Ibidem.

  1. Ibidem.
  2. Ibidem.

51) Ibidem.

Print Friendly, PDF & Email