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Conoscerete la verità. E la verità vi farà liberi (Giovanni 8.32).Ogni persona, consapevolmente o meno, spende il suo tempo cercando di dargli un senso. E allora, proviamo a pensare a quanto siamo, veramente, liberi, dal momento che, per trovare il bandolo di una maledetta matassa (complicata da una miriade di fattori), ci arrabattiamo volendo, in realtà, occuparci d’altro… Quanti di noi si trovano nella condizione di chi ha la possibilità di agire senza essere soggetto all’autorità o al dominio altrui, riuscendo a trarne godimento? E inoltre, siamo in grado di discernere il vero dal falso, riuscendo a dare conformità alla realtà delle cose e dei fatti? Da osservatore del Sociale, riflettendo su tutto ciò che accade (dentro e fuori di noi) e che la lingua italiana qualifica come “nefandezze”, concludo che molti comportamenti auto ed etero lesivi, somigliano molto alle azioni dei bambini che, per assetto egocentrico, arrivano, metaforicamente, a tagliare il ramo dell’albero su cui sono seduti, pur di fare un dispetto ad un compagnuccio di giochi “antipatico”. Da medico, tutto ciò lo chiamo cancro. Si cari lettori, non meravigliatevi. La Scienza ci spiega che la cellula cancerosa, somiglia incredibilmente ai componenti della Morula, cioè quella sorta di pallina da golf, che diventiamo… PER LEGGERE TUTTO IL TESTO, CLICCARE SUL TITOLO.



…dopo pochissimo tempo dall’unione fra ovulo e spermatozoo. Infatti, la neoplasia, sarebbe più corretto definirla “archeoplasia”, una sorta, cioè, di riproposizione dell’antico che, però, in un organismo non più embrionario, consuma terribilmente e sporca altrettanto.

Che c’entra, questo, coi nostri comportamenti?

A ben guardarci, non è difficile rendersi conto del fatto che, un po’ tutti (chi più, chi meno), ci si porta dietro (accanto a forti spinte evoluzionistiche), una considerevole zavorra di immaturità che ci spinge ad agire, spesso, come se regredissimo, anziché evolvere.

Come si cura un tumore?

Con i farmaci, con la chirurgia ma, soprattutto, con una buona riattivazione immunitaria che è l’unica “vera” via, in grado di scongiurare metastasi e recidive. Una sorta di chiamata alle armi che parte da una rivoluzione costruttiva, insomma!

E, tornando per un attimo alle valutazioni sociali, se non cambiamo qualcosa del nostro modo di essere e di pensare, qualsiasi proposito, resterebbe sostanzialmente inespresso.

Con la parola alla gente non gli si fa nulla. Sul piano divino ci vuole la grazia e sul piano umano ci vuole l’esempio. L’educazione, quindi, va intesa come l’aver cura di offrire ai giovani quelle esperienze che muovono il desiderio di apprendere le pratiche necessarie alla ricerca di ciò che è irrinunciabile per autenticare il proprio tempo. (Luigina Mortari)

Cari lettori, ma vi siete mai chiesti cosa, realmente, vedreste nel momento in cui andreste a scoprire, liberamente, la realtà delle cose?

Permettetemi di ricordare che a Roma, nel 1825, due carbonari (Leonida Montanari, modenese vissuto a Cesena e Angelo Targhini, romano nato a Brescia), dopo un processo farsa e alquanto sommario vengono condannati a morte e, conseguentemente, ghigliottinati in Piazza del Popolo.

La loro storia viene raccontata da Luigi Magni, in uno splendido film del 1969, “Nell’anno del Signore”, in cui si sbircia anche nelle vicende sentimentali e politiche di un ciabattino da tutti ritenuto analfabeta e che si rivela invece essere il famoso Pasquino, autore di quelle satire anonime in cui si riassumeva da anni il malcontento del popolo romano.

In questo affresco, viene raffigurata una Roma, in realtà, sottomessa e assuefatta al potere temporale della Chiesa, in un graffiante alternarsi di situazioni farsesche e drammatiche, che smascherano le ipocrisie del potere.


A distanza di 189 anni, nell’anno del Signore 2014, lo sfondo, liberamente tratto dalla realtà delle cose, narra sceneggiature non dissimili.

Si condanna, si contesta, si governa, si complotta all’ombra del potere. Ma non ci si rende migliori. Alzi la mano chi, in verità, possa affermare di non aver paura di studiare per arricchire la propria coscienza! Si faccia avanti chi non teme di faticare per levarsi di dosso il giogo e la puzza dell’ignoranza!

Si pretende di risolvere i problemi cercando il potere nell’agire senza considerare, però, nella giusta misura, la forza delle idee che scaturiscono dall’acquisizione di nuove e più corrette informazioni. La mediocrità accompagna da sempre la gente umana.

Nel passato, però, si guardava al sapiente, magari con invidia ma, certamente, con la consapevolezza di trovarsi al cospetto di un uomo migliore, anche se a volte pericoloso (e Socrate avrebbe molto da dire, in proposito).

Oggigiorno, invece, sempre più spesso, “liberamente” e “sinceramente” intendiamo la nostra condizione di incompiuti, come una situazione di massima espressione del genio contemporaneo.

Cari lettori, come sosteneva un umorista francese, “Provate a complimentarvi con qualcuno per la sua capacità di pensare… e ve lo farete amico. Cercate, invece, di indurlo a pensare sul serio… e avrete un nemico per la vita!” A queste condizioni, il termine “ignoranza” non fa certo rima con pudicizia quanto, piuttosto, con immondizia!


Lo stesso Robert Hossein ( alias Robert Hosseinhoff) che ne “La meravigliosa Angelica” veste i panni di Joffrè de Peyrac e del Rescator, in grado di rivaleggiare e vincere tanto contro il Re Sole (Luigi XIV) quanto contro i più agguerriti pirati, nel ruolo del dott. Targhini, non può far altro che offrire la propria testa al patibolo e all’oblio. La verità rende l’uomo libero. Si… ma di soffrire, però, osservando il baratro nel quale si sporge ogniqualvolta cerca qualcuno con cui confrontarsi e trova, invece, quella marmellata cerebrale che i più, improvvidamente, osano chiamare “pensiero”!


La sofferenza umana ha una natura duplice. Può essere causa di infelicità o incentivo per un’ulteriore crescita. Se ci disperiamo di fronte alla sofferenza, siamo persi, ma se la consideriamo un’occasione per svilupparci e migliorarci, scopriamo che la nostra esperienza ci rende in grado di portare felicità agli altri. (Daisaku Ikeda.)

Se non ci è chiaro il significato di quanto così saggiamente espresso,,, beh, allora, buona notte, Popolo!

 



Giorgio Marchese (Medico Psicoterapeuta, Counselor) – Direttore “La Strad@”

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