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Ed incomincio ad amare.
Pensieri degli anni difficiliLa sensazione di trovarsi nel posto sbagliato, dopo aver assaporato, per un tempo relativamente breve, il piacere della libertà.Perplessa, delusa, stanca, ferita. Apro le mani e, a malincuore, mi ritrovo ben poco. Giorni e giorni di riflessione, sull’essere umano e le sue azioni, su quello che c’è dietro e quello che non si ha.Cattiveria o follia?Beh, il limite è molto netto, si trovano agli estremi e non sfumano l’uno nell’altro.Non si può pretendere quello che non si ha.Ma con l’andare del tempo, il tutto non doveva ammorbidirsi, le scelte sempre più dirette e senza ripensamenti, le ansie veloci da metabolizzare?Sempre più pensierosa sui comportamenti, miei prima, degli altri poi, a trovare un filo conduttore, qualcosa che lega l’agire, le azioni.Ferma a lungo nel freddo non troppo intenso del tardo pomeriggio in una città sconosciuta. Conto i passi della gente che si ferma accanto incurante del mio sguardo e provo ad immaginare. Gli eccessi della vita.Adesso, solo adesso ci si può pensare. E non in un altro momento.Una bella tormenta nel cuore della vita, arrivata all’improvviso e dopo un periodo lungo, assopito in realtà, in movimento all’apparenza.L’esclusività delle cose.Spazio, è importante dare sempre spazio a qualsiasi cosa, accoglierle cercando di non modificarle e lasciare che si incanalino naturalmente nella giusta strada.L’equilibrio. I miei pensieri. Tutti, come poterli trasmettere senza ferire?L’accettazione della propria fragilità. Sorrido incantata dalle parole che arrivano a me nell’ambiente freddo ma pieno di calore umano. Un po’ di malinconia che, viaggiando velocemente, sfiora la tristezza e culmina, accompagnata da un po’ di gelosia, dall’esplosione di un sentimento pungente.Di fronte, mi ritrovo davanti a quello che non ho più. Apro le mani e trovo cose nuove, veramente diverse da tutto quello che avevo immaginato.Rifletto sulla diversità.Un senso di paura incamerato all’interno di un gran bel desiderio che, a dispetto di ogni timore, si fa strada da solo, nutrendosi di sguardi ed incertezze.È bello ma non basta.Ed incomincio ad amare. Sempre nello stesso modo, con intensità e profondità, trovando parole nuove che esprimono, però, lo stesso concetto.Il più debole battito di ciglia, percepisco il più debole battito di ciglia e sento un graffio sottile sulla pelle, sottile e profondo difficile da ricucire. Una fitta di dolore mi trafigge, scuotendomi dal torpore che mi ha invasa e mi ritrovo ad analizzare freddamente.Il tempo, può essere, solo il tempo.Punta da tante spine, in più parti dell’anima. Con razionalità riesco sorprendentemente a tracciare una analisi lucida della situazione della realtà. Comunico quello che più mi appartiene sperando di catturare.Si scioglie piano piano, lentamente. Il passaggio fra due cose, fra due momenti. Mi sento quasi obbligata a dover fare una scelta e, perciò, guardo bene nelle tasche delle mie emozioni, nel bagaglio della mia esperienza. Il vissuto appena andato, stretto a me, con difficoltà lo lascio andare. Il futuro distillato goccia a goccia. Questa volta sarà per sempre…Le mani. Apro le mani e osservo attentamente ciò che dentro c’è.Ancora una volta senza pretendere.
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