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A scriverlo ci vogliono 12 zeri, una quantità di denaro che non è facile da immaginare. Ma la novità è che siamo vicinissimi alla doppia stella: un bel 2, davanti. E’ il “nostro” (nel senso che, ciascuno ne ha oltre 30.000 Euro sulla spalle) debito pubblico, che ha registrato un nuovo record, avvicinandosi sempre più al vertiginoso tetto di 2mila miliardi. Questa notizia riporta alla possibilità che, un giorno o l’altro, potremmo non essere più in grado di onorare quanto dobbiamo a chi (soprattutto stranieri) ci presta il denaro per tirare avanti, comprando i nostri Buoni del Tesoro. Si, perché anche un paese può fallire, come un’impresa. Questo succede quando lo Stato non è più in grado di far fronte ai suoi debiti (e ai relativi interessi) che lo porta, di conseguenza, a non poter sostenere la spesa pubblica (pensioni, sanità, scuola, stipendi dei dipendenti pubblici e tutto quello che serve a “muovere” la macchina comune). Ma come nascono i presupposti per un simile disastro? “Volere bene” è una frase che più si sente dire in Calabria (ma anche nel resto del “Bel Paese” n.d.r.). Anche mia madre, quando mi ha riveduto, mi ha detto soltanto: “Credevo che non mi volessi più bene.” E coi capelli bianchi, i vecchi si domandano del figlio o della nuora: “E vi vuole bene?” E di qualunque rapporto, la prima domanda è… PER LEGGERE TUTTO IL TESTO, CLICCARE SUL TITOLO.
….”Vi vuole bene?” – “Gli volete bene?” Non è l’amore. È la benevolenza, “il pensiero”, come dicono qui. E in caso di necessità, l’aiuto, la protezione. (Corrado Alvaro – Ultimo diario, 1948- 1956).Cari lettori, per quanto strano possa sembrare, è l’assenza di Amore, la principale responsabile. Senza quel sentimento, che nasce dall’accensione di una o più idee e che ci spinge, con vivo interesse, a protenderci verso qualcuno o qualcosa, ogni nostra azione (malguidata da spinte “naturalmente egoistiche”) tenderà a collocare l’impegno complessivo in ambito di minimo consumo mentale. Da qui, ovviamente, l’appiattimento, nella speranza di un “deus ex machina” di greca memoria, in grado di intervenire a risolvere. Nonostante noi. Quando accade ciò intervengono, di solito, gli avvoltoi… deputati allo smaltimento di ciò che non è più conforme agli standard di efficienza: animali moribondi, popoli dal cervello spento, e così via.“Sono certo che le attività speculative hanno avuto delle conseguenze negative. Ma questo fatto non entra nel mio pensiero. Non può. Se io mi astenessi da determinate azioni a causa di dubbi morali, allora cesserei di essere un efficace speculatore. Non ho neanche l’ombra di un rimorso perché traggo profitto dai miei pesanti interventi in Borsa. Io non ho speculato contro qualcuno per aiutare altri. Questo è un problema di chi non è all’altezza della situazione. Io, l’ho fatto semplicemente per far soldi” (George Soros – Imprenditore, Economista, Speculatore)Cari lettori, come voi, spesso mi domando perché mai, ad esempio, un amministratore della cosa pubblica (quindi, di tutti) debba essere così dotato di rara e spiccata ignoranza… la risposta la possiamo trovare, osservando chi manipola e gestisce (alla meno peggio) i fatti del mondo. Esistono Multinazionali che sfruttano e affamano i paesi dell’Africa, i quali, grazie alle loro immense risorse minerarie e petrolifere, potrebbero diventare come la Svizzera; ci sono affaristi senza scrupoli che, per vendere mezzo chilo di gas nervino, o un po’ di uranio impoverito, organizzano guerre, ovunque sia possibile “forzare un po’ la mano”.E che dire di quelle super(pre)potenze militari che entrano nei confini geografici altrui, allo stregua del miliziano di regime che ti piomba in casa e ti stupra la moglie (o la figlia), magari colpevole di attività cospirativa? E poi, in ultimo, vogliamo non considerare i famosi “pezzotti” (alias capomafia) che, da una parte riescono a costringere lo Stato a scendere a patti (vedi l’eliminazione di Falcone e Borsellino, e le tante stragi senza un colpevole) e, dall’altro affogano, sommersi dai rifiuti tossici che provvedono ad interrare in casa loro? Costoro, non rappresentano, certo, la Società intera ma, sicuramente, il suo zoccolo duro posizionato, stabilmente, nella mota deiettiva degli encefali atrofici contemporanei.Come si migliora la Società?Sembra ovvio ma, a distanza di millenni da quando si è arrivati a capirlo, ancora non si è trovata una risposta più adeguata… e cioè: “costruendo ciò che manca, cominciando dal singolo”… attraverso lo sviluppo della MENTE. Cultura: l’urlo degli uomini in faccia al loro destino. (Albert Camus)I neonati sono intelligenti in ogni momento.Il cervello dei neonati è un sofisticato laboratorio cerebrale grazie al quale niente avviene in modo casuale. Sono, in un certo senso, molto più intelligenti degli adulti. Un complesso esperimento condotto negli Stati Uniti ha mostrato, infatti, che i bambini scelgono sempre la cosa giusta, quella dove c’è il miglior punto di equilibrio tra sorpresa e complessità. Dovendo scegliere tra un giocattolo nuovo e uno a loro familiare, analizzano la scelta basandosi sulla loro esperienza. Come ha detto uno dei ricercatori: “I bimbi piccoli, già a 6-8 mesi, contrariamente agli adulti (che chiudono le loro finestre intellettive), sono curiosi, attivi e intelligenti, in ogni istante”.Proprio l’altro giorno, nel mio studio, durante un colloquio di analisi personale, una professoressa in pensione che si dichiarava atterrita dalla brutalità delle azioni umane, di fronte alla mia disarmante risposta (in base alla quale non dobbiamo meravigliarci di ciò, perché rispecchia quello che la Natura prevede, per costringere alla selezione del migliore, anche su piccola scala, nel momento in cui, ad esempio, i batteri cercano di colonizzarci e le nostre difese immunitarie ne fanno carne da macello, attuando una tale pulizia etnica da far impallidire il più feroce dei tiranni) non ha potuto fare a meno di concludere che, la cultura, quella (bontà sua) con la “C” maiuscola, riesce a creare i presupposti per capire il perché delle cose: da qui, la possibilità di riannodare i fili di una matassa ingarbugliata.Quando porto aventi un progetto impegnativo, che mi porta a confrontarmi con un gruppo di lavoro, provo ad immaginarmi seduto allo stesso loro tavolo, con un mazzo di carte in mano. Il mio impulso è, sempre, quello di scoprire tutte le carte sul tavolo e dire: “Ok, decidiamo assieme, cosa farne, di questa mano?” (Randy Pausch – La vita spiegata da un uomo che muore- BUR 2009)Cari lettori, così non deve essere andata, nel momento in cui si è deciso di mettere mano alla razionalizzazione della spesa pubblica, nei confronti della Scuola.Tanti sono gli esempi di azioni disgreganti e demolitive messe in atto in nome del risparmio. Come se si potesse risparmiare sullo sviluppo e sugli unici investimenti che garantirebbero l’affrancamento dalla schiavitù della questua o dell’emigrazione!Ed ecco che si smantellano anche Istituti scolastici di Frontiera (che brillano per efficienza) come quelli di un paese “ad alto rischio di densità mafiosa” come Cassano allo Ionio, realtà di cui ci eravamo già, occupati nel lontano 2004.Ma chi prende decisioni così sciagurate, conosce la realtà di simili paesi? Sa, per caso, che lì, ci sono ragazzi a rischio di devianza giovanile? Ha ben capito il significato del termine “dispersione scolastica”? basterebbe una fusione fra i vari Istituti ed ottenere la “dimensione” necessaria al mantenimento della realtà scolastica efficace sul territorio!Tutte le cose sono unite da legami invisibili: non puoi distruggere un fiore senza turbare una stella. (Galileo Galilei)
Comunque la pensino coloro che decidono in nome e per conto di chi non hanno nemmeno consultato, resta il fatto che, solo attraverso lo studio e l’acquisizione di una cultura adeguata, ci si rende liberi dalla paura degli insuccessi, si è in grado di programmare il futuro dando un senso al presente e si arriva a concludere che, nel mondo, c’è chi cerca e chi offre: basta mettersi nella posizione più corretta.Cari insegnanti, anche se l’Italia spende meno del 4,5% del PIL (prodotto interno lordo) nelle istituzioni scolastiche, contro una media Ocse di oltre il 5,7% e, nel suo insieme, la spesa pubblica nella scuola (inclusi sussidi alle famiglie e prestiti agli studenti) è pari a meno del 9% di quella pubblica totale (il livello più basso tra i paesi industrializzati), non dimenticate di avere nelle mani (e nel cervello) opportunità e responsabilità pari, se non superiori, a quelle di chi opera nel mondo della sanità.Prevenire, infatti, è meglio che curare.Cari docenti che, nonostante tutto, lottate sulle barricate per condividere con i vostri allievi speranze e delusioni, provate ad immaginare cosa sarebbe stato, della mia vita, se non avessi incontrato “maestri” in grado di trasformarmi da venditore di fumo, in artigiano della mente proteso verso un’ottica di evoluzione e condivisione! Quanti si salvano dall’oblio, potendo contare sulle certezza delle proprie qualità? Cari professori, buon lavoro, nonostante tutto!“Chi ha paura di pensare ha paura di imparare, chi ha paura del buio non fa che sentir rumori, chi ha paura di sognare è destinato a morire” (Sofocle)
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