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Qualcuno si chiede se un ricordo, sia qualcosa “che si ha” o “che si è perduto”. A torto o a ragione, io rispondo che “una persona invecchia, quando i rimpianti superano i sogni e le aspettative”. Quando ci si domanda come mai si debbano subire cure mediche sempre più tecnologizzate e lontano dal paziente,a torto o a ragione, io faccio notare che, in fondo, in ogni persona esiste una luogo segreto dove si nasconde la ricetta della propria salute: basterebbe imparare a cercarla per non perderla più. E nel momento in cui viene da rimpiangere i momenti in cui potevamo dire e non abbiamo parlato, potevamo tacere ed abbiamo fatto, invece, soffrire… beh, a torto o a ragione, conviene senz’altro imparare a saper chiedere scusa per dimostrare di essere migliori di quando si è commesso l’errore. A proposito, vi è mai capitato di sentirvi condannare per aver proposto un’idea innovativa? A torto o a ragione, si deve andare per la propria strada, comunque: non è che si chieda la luna, ma ci si vuole proiettare, piuttosto, verso una dimensione stellare, per seguirne il tragitto di espansione, fino al culmine e, poi, “sorseggiarne” la lunga parabola discendente… il ché, in fondo, ricalca la fantastica storia delle possibilità che la vita ci offre. Insomma, non so cosa ne pensiate, ma bisogna imparare a saper decidere di sé e per sé, perché comunque, come disse Sartre, “non facciamo ciò che vogliamo ma diventiamo responsabili di ciò che siamo”a torto o a ragione!



Questo editoriale l’ho scritto in una notte di giugno del lontano 2003, in un periodo molto particolare e duro della mia vita. L’ho riscoperto, spolverato e riproposto. Mi sembra, veramente, molto attuale.


Giorgio Marchese – Direttore La Strad@