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Offerte promozionali; concorsi pubblici; spray al peperoncino; Apple condannata; furto all’autolavaggio.


 

Offerte promozionali: illegittime se non applicate a tutti i punti vendita.

La catena commerciale che non assicuri la “piena e corretta” applicazione, in tutti i suoi punti vendita, delle promozioni pubblicizzate è responsabile per pratica commerciale scorretta . Lo ha stabilito una recente decisione dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm) Il caso deciso dall’Agcm riguardava una consumatrice che, recatasi in uno dei punti vendita di una nota catena di profumeria, ha acquistato un prodotto Chanel. Una volta alla cassa, però, la cliente non si è vista applicare l’offerta pubblicizzata alcuni giorni perché, a dire del gestore, dalla promozione era escluso il prodotto da lei prescelto. L’Antitrust ha avviato un procedimento per verificare se tale condotta fosse contraria all’art. 20 del Codice del Consumo, dovendo quindi considerarsi pratica commerciale scorretta. Al termine dell’indagine, il Garante ha accertato che, in tutti gli altri punti vendita della stessa catena, l’offerta era stata applicata anche sui prodotti “Chanel”. Il comportamento tenuto dal venditore, dunque, è stato qualificato come contrario alla diligenza professionale per non aver scrupolosamente controllato l’operato di tutti i punti vendita, evitando ingiustificate diversità di trattamento fra i consumatori. La catena di profumeria è stata così condannata al pagamento di una sanzione pecuniaria-amministrativa di euro 5.000.

Concorsi pubblici: da oggi a pagamento. 

Una disposizione contenuta nell’ultima legge di stabilità che forse è sfuggita a molti, ha inventato un nuovo ennesimo balzello, rendendo di fatto “a pagamento” tutti i concorsi pubblici. Il comma 45 dell’art. 2 stabilisce che, per la partecipazione ai concorsi per il reclutamento del personale dirigenziale delle amministrazioni pubbliche è dovuto un diritto di segreteria, quale contributo per la copertura delle spese della procedura. Insomma, quello che normalmente viene chiamato, per renderne più soft l’accettazione, “diritto di segreteria“. L’importo verrà fissato, di volta in volta, con il bando ed potrà essere compreso tra 10 e 15 euro. Restano escluse le Regioni, le Province autonome, gli enti locali e quelli del Servizio sanitario nazionale. Ci sono, però, alcuni dubbi sulla costituzionalità di tale disposizione. Infatti, solo nel caso in cui la Pubblica Amministrazione renda al cittadino un “servizio” questa può pretendere un “corrispettivo”. Invece il concorso pubblico è un metodo previsto dalla Costituzione per reperire le migliori risorse umane a cui affidare i pubblici poteri (la gara, infatti, almeno in astratto, serve per selezionare “i migliori”). Esso quindi non è un servizio nel senso stretto e i relativi oneri non potrebbero essere a carico del candidato. Peraltro la Costituzione consente la tassazione solo per quei “fatti” che siano espressione di una capacità contributiva del cittadino. Al contrario, la partecipazione a un concorso è piuttosto indice della necessità di un lavoro e, quindi, di una povertà.

Spray al peperoncino per l’autodifesa: da gennaio 2012 nei negozi.

Dal prossimo gennaio 2012 basterà aver compiuto 16 anni per poter acquistare e utilizzare bombolette spray antiaggressione al peperoncino. In dotazione delle forze di polizia italiane fin dal 1991, le bombole spray antiaggressione sono state sino ad oggi utilizzate per controllare manifestazioni di violenza collettiva o per reprimere quelle di protesta non autorizzate. Da gennaio, invece, tutti potranno legalmente commercializzare e detenere le bombolette antiaggressione al peperoncino. Un regolamento del Ministero degli Interni ha appena determinato le caratteristiche tecniche di questi strumenti di autodifesa. Essi dovranno essere venduti solo in piccole confezioni, non potranno essere venduti ai minori di sedici anni e nebulizzeranno un principio attivo naturale a base di Oleoresin Capsicum che non procurerà offesa alla persona contro cui è utilizzato. Ogni bomboletta, inoltre, dovrà essere regolarmente etichettata, munita di sistema di sicurezza contro le attivazioni incidentali e avere una gittata non superiore a tre metri; diversamente, sarà ritenuta illegale e considerata arma. La novità vuole offrire una maggiore tranquillità a quanti quotidianamente vedono minacciata la propria sicurezza, in primis i lavoratori notturni (come i taxisti), le categorie più deboli (donne e anziani), nonché i commercianti presi di mira da ladri ed estorsori.

Apple: condannata dell’Antitrust. 

Apple si è resa colpevole di pratica commerciale scorretta in quanto per iPad e iPhone fornisce un solo anno di garanzia mentre la normativa europea prevede che, per difetti di conformità, il venditore debba fornire almeno due anni di garanzia legale. L’obbligo dei due anni di garanzia legale di conformità è previsto dal Codice del consumo. Esso prevede che il consumatore abbia diritto a 24 mesi di tutela nel caso di difetti o di funzionamento non conforme a quello dichiarato dal venditore. Si tratta di un obbligo da parte del venditore e non del produttore il quale, invece, per una sua scelta aziendale, può anche decidere di fornire una garanzia di un solo anno. Il problema si pone quando il dispositivo è prodotto e venduto dallo stesso soggetto. L’iPhone e l’iPad, difatti, oltre ad essere acquistabili nelle varie catene d’informatica, lo sono anche direttamente negli Apple Store e sul sito www.apple.it, dove opzionalmente, si può acquistare, al prezzo di 69 euro per l’iPhone e di 79 euro per l’iPad, l’AppleCare Protection Plan che estende la copertura sino a due anni dalla data di acquisto. Si tratta, quindi, di un comportamento contrario alla normativa europea ed anche se Apple è un’azienda americana o se vende attraverso Internet, se decide di vendere in Italia, deve rispettare le leggi in vigore nel nostro Paese. Quindi, a seguito di una denuncia partita da alcuni consumatori del Trentino, l’Antitrust ha condannato il gruppo Apple a pagare 900mila euro, perché responsabile di pratiche commerciali scorrette a danno dei consumatori. L’Antitrust, al termine di un’istruttoria, ha verificato sia “la non piena applicazione ai consumatori, da parte delle società del gruppo Apple operanti in Italia, della garanzia legale biennale a carico del venditore”, sia “le informazioni poco chiare sugli ambiti di copertura dei servizi di assistenza aggiuntiva a pagamento offerti da Apple ai consumatori”.. Qualora il venditore, in generale, rifiuti di rispettare i due anni di garanzia legale, il consumatore può segnalare l’abuso all’Antitrust, chiamando il numero verde 800 166661 o inviando per fax, al numero 06/85821256, il modulo disponibile sul sito www.agcm.it.

Furto in autolavaggio: risponde il gestore dell’impresa. 

L’impresa di autolavaggio deve risarcire il danno per il furto dell’autovettura di un cliente avvenuto a causa del proprio comportamento negligente (sia pure se tenuto dal personale dipendente). In un recente caso deciso dalla Cassazione, è stato ritenuto negligente il comportamento dell’autolavaggio che, dopo aver lavato e asciugato l’auto del cliente, l’ha parcheggiata con le chiavi inserite all’interno, alla mercé di chiunque, facilitandone così il furto.  Un comportamento ormai spesso in uso da parte di tali ditte, che tuttavia non le esime dal risarcire in denaro il valore della macchina. Non rileva quindi che il furto sia avvenuto dopo il lavaggio, quando l’auto era già stata parcheggiata nel piazzale antistante le spazzole, in attesa che il proprietario la ritirasse. Per la Corte il gestore è in ogni caso responsabile quando tenga un comportamento negligente: anche se il caso del furto sia stato “fortuito” e non prevedibile.

Consumi: per Natale al di sotto delle previsioni.

 

Morde la crisi sulle spese natalizie degli italiani, al di là delle stesse previsioni già in calo fatte quest’anno dalle associazioni di consumatori. E anche i saldi “saranno un disastro”. Secondo l’Osservatorio Nazionale di Federconsumatori, che ha elaborato i dati sui consumi relativi alle festività natalizie, si è verificata una forte contrazione rispetto ai consumi natalizi dello scorso anno. La spesa totale si è attestata a 4 miliardi di Euro, rispetto ai 4,4 stimati dall’organizzazione. La spesa media a famiglia è stata di 166 Euro. Stabili invece i consumi nell’editoria, sia nell’acquisto di libri che di cd, anche grazie alle forti promozioni in questo campo. Unico settore in controtendenza, in crescita dell’1%, è quello dell’elettronica di consumo, trainata in alcune regioni dal passaggio al digitale terrestre e dalla vendita di smartphone. Gli italiani hanno risparmiato su tutto tranne che nel gioco. Il gioco ha superato i settanta miliardi di spesa, si tenta la fortuna per uscire da una situazione molto negativa. Il turismo è toccato fortemente tranne quelle poche famiglie che detengono il 50% della ricchezza italiana. La stagione dei saldi coinvolgerà le famiglie che non hanno comprato nulla a Natale, ma la previsione è semplice: saranno un disastro totale.


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