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La forza, anelo…


Con la mente annegando

in un esule cor,

veder puotesi, d’uno spirto,

la trista essenza

sì come guardando ver pure fonti

e terse

ove, di una ninfa solinga,

l’immago traspare.

La forza, anelo, del fugace respiro

che alle felici illusioni t’addusse.

Se tale, però, fu certezza

cotanta trestizia,

gli occhi già stanchi,

non avrebbero partorito.

Vaneggiar, sperando,

a nulla giova

se non a ingigantir,

del niente dell’etterno,

l’oscura faccia.

Lei che,

dai giardini del peccato,

nutre l’alma infelice

d’acceso foco e canoscenza,

onde d’Ulisse folle fu il volo,

desìo di un’antica superbia

e mortale

che, ahi, altro non avrà

se non misera tomba…

avverandosi, dunque,

il nefando sospetto.

 

 

settembre 2005

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