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Continuano ad aumentare le vendite dei farmaci automedicali nei supermercati e nelle parafarmacie con effetti positivi sui loro prezzi.


 

La liberalizzazione della vendita dei farmaci da banco, iniziata nel 2006 con il decreto Bersani, a distanza di 4 anni, sta dando ottimi risultati con evidenti vantaggi per i consumatori. La possibilità di acquistare alcuni farmaci anche negli ipermercati e nelle parafarmacie ha decisamente rallentato la corsa dei loro prezzi. Il vantaggio per i consumatori è doppio: procurarsi alcuni farmaci quando si va a fare la spesa e spendere di meno.

Ciò che è importante evidenziare, oltre al dato fondamentale che riguarda il risparmio per le famiglie italiane come principale effetto di questa liberalizzazione, è che il rapporto umano resta comunque essenziale nella cura della salute, anche al supermercato o in parafarmacia.

Il 78% degli italiani, infatti, non rinuncia al dialogo e ai consigli dello specialista dietro il bancone, soprattutto gli over 50 ed al sud, dove la percentuale sale all’80%. Come si ricorderà, oggetto della liberalizzazione Bersani sono i medicinali di automedicazione, vendibili senza ricetta ed i medicinali dello stesso tipo che, a differenza degli otc, non possono essere oggetto di pubblicità in pubblico.

I risultati potrebbero essere anche più eclatanti, secondo il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti, se le parafarmacie, per esempio, non avessero dovuto subire boicottaggi di ogni tipo: da quelli burocratici a quelli economici. Le parafarmacie continuano ad essere competitive rispetto alle farmacie malgrado sin dal 2006 abbiano operato in un mercato sostanzialmente “ostile” che concede farmaci a prezzi nettamente superiori a quelli di farmacie e supermercati ed applica condizioni di pagamento al limite dell’offesa.

 A dispetto di tutto ciò, la professionalità dei farmacisti che operano in questi esercizi continua ad essere vincente, a fronte del risparmio economico non è diminuita la sicurezza per i consumatori, grazie all’obbligatorietà della presenza del farmacista, sicurezza che rimarrebbe tale anche in caso di ulteriori liberalizzazioni. Ciò in controtendenza rispetto alla volontà della maggioranza che con il ddl 863 metterebbe i farmaci sugli scaffali dei supermercati senza la presenza del farmacista.

Pieno accordo, dunque, da parte del MNLF, con la necessità di continuare anche in questo settore nel processo di apertura del mercato permettendo la vendita dei farmaci di fascia C, quelli che necessitano di ricetta medica ma che non sono concessi in S.S.N. Se oggi fosse permesso agli esercizi autorizzati dal decreto Bersani di vendere anche questo tipo di farmaci, i risparmi per i cittadini sarebbero raddoppiati.

Nonostante questi risultati, c’è da dire che da più parti si sta cercando di smantellare questa liberalizzazione che, oltre al risparmio produce lavoro, con l’intento di tornare indietro.

Oltre alle associazioni dei consumatori, il grido d’allarme è stato lanciato lo scorso settembre dallo stesso Antitrust in una segnalazione a Governo e Parlamento, a seguito della sottoscrizione di disegni di legge che, nella sostanza, puntano a far chiudere le parafarmacie o comunque mettono molti limiti all’apertura di nuove.

Naturalmente, se tutto ciò passasse, a farne le conseguenze sarebbero solo i consumatori, cioè tutti noi.

Maria Cipparrone.

 


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->http://www.studiolegalecounselingcipparrone.it/]

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