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Il prezzo del petrolio va giù ma quello della benzina va su. Come mai? Nuova legge che obbliga i venditori a ritirare i rifiuti elettronici; Tariffa bioraria poco chiara; Azione inibitoria contro Equitalia per le ipoteche sulle case.


 

“Come mai oggi che il petrolio e’ quotato 76 dollari al barile (pari a 86 considerato il nuovo cambio euro/dollaro) la benzina e’ venduta allo stesso prezzo di quando il petrolio costava 100 dollari al barile, ovvero a 1,42 euro al litro?”. E’ quanto si chiedono le associazioni dei consumatori.” Anche oggi, alla luce dei nuovi rialzi della benzina, si configura uno scenario che potremmo definire speculativo”. Le associazioni tornano dunque a denunciare che “gli automobilisti continuano a pagare 7-8 centesimi di troppo al litro, che comportano, tra costi diretti e indiretti, ricadute di ben 176 euro annui per ogni automobilista. A fine marzo 2010 il prezzo industriale della benzina in Italia è stato tra i più alti d’Europa, secondo solo alla Danimarca: 58,4 centesimo al litro. La scusa ufficiale continua ancora oggi ad essere l’aumento del prezzo al barile, ma è una scusa debole, visto che in Europa i prezzi del carburante non risente dell’andamento del prezzo del petrolio. In Italia il prezzo della benzina è determinato da comportamenti speculativi, consentiti dall’assenza di regole forti a difesa della concorrenza.Il problema che dall’alto costo della benzina dipende l’aumento di tutti i beni di consumo, quindi l’inflazione torna ad aumentare. Cosa si aspetta, quindi, ad applicare le misure sottoscritte nel protocollo con i petrolieri? Quanto devono aspettare ancora gli automobilisti per tornare a pagare dei prezzi ‘giusti’ sui carburanti? Al governo e ai petrolieri si chiedono risposte concrete.

Finalmente è entrata in vigore il 18 giugno scorso l’attesa legge che obbliga i venditori a ritirare i rifiuti elettrici ed elettronici. Quando si acquista un nuovo apparecchio (elettrodomestico, computer, telefonino etc.) si può consegnare gratuitamente quello vecchio. Il negoziante (anche per le vendite online) è obbligato a provvedere al ritiro senza alcun onere per l’acquirente, informandolo che il servizio è gratuito. I negozianti o un operatore qualificato dovranno provvedere al corretto stoccaggio e smaltimento di questi apparecchi. Questa è un’importante opportunità, anche per evitare che si alimentino i canali illeciti dei rifiuti elettronici nel Sud del mondo.

In questi giorni sono numerosi gli interventi sulla stampa che informano riguardo l’imminente rivoluzione nel calcolo delle tariffe elettriche, che dovrebbe partire dal primo luglio prossimo. Ma a meno di due settimane dalla ‘migrazione’ e malgrado qualche buon proposito, la confusione regna sovrana: e’ quanto sostengono le associazioni dei consumatori che lamentano la “poca chiarezza con cui il passaggio alla bioraria viene presentato dalla stessa Autorita’ di settore, l’Aeeg. La bioraria prevede un nuovo sistema di tariffe con le quali l’energia elettrica costera’ di meno dalle 19 alle 8 dei giorni feriali e il sabato, la domenica e le giornate festive, mentre i prezzi saranno piu’ elevati durante la giornata. Per trarre vantaggio dal nuovo sistema di prezzi sara’ necessario concentrare piu’ del 66% dei consumi nelle fasce orarie piu’ economiche. Riuscire ad avere un quadro chiaro della situazione che si verra’ a creare e’ praticamente impossibile. Quasi nessuno e’ al corrente che dal primo luglio vi saranno addirittura due opzioni di ‘bioraria’ dell’Autorita’, quella cd. ‘transitoria’ e quella ‘a richiesta’. Quali i valori dell’una e dell’altra, per fasce di consumo, non e’ dato chiaramente sapere, ne’ dal sito dell’Aeeg, ne’ da quello dell’Acquirente unico, ne’ altrove. Una situazione davvero inaccettabile e mal gestita, che creera’ solo confusione fra i consumatori. Si annuncia, pertanto, che a breve sarà pubblicato un piccolo opuscolo guida bilingue, per cercare di chiarire i passaggi dei cambiamenti in bolletta.

Le associazioni dei consumatori, ed in particolare il Movimento Consumatori, hanno annunciato un’azione inibitoria nei confronti di Equitalia Gerit Spa, che continua ad avere comportamenti scorretti nella riscossione dei tributi, non tenendo conto della richiesta, avanzata dall’Associazione, di cancellare le ipoteche iscritte sulle case degli italiani per debiti inferiori agli 8mila euro. Al fine di evitare tanti singoli contenziosi, il Movimento Consumatori aveva anche proposto ad Equitalia la via della concertazione. Tentativo fallito: ha spiegato il legale impegnato da tempo a portare avanti battaglie individuali sul tema. Ricordando che l’ipoteca al di sotto degli 8mila euro e’ stata ritenuta illegittima dalla Corte di cassazione con la sentenza n. 4077 del 22 febbraio 2010.

 

Maria Cipparrone


[
->http://www.studiolegalecounselingcipparrone.it/]

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