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Nelle varie fasi della vita…


Pensieri degli anni difficili

Pochi passi mi separano. Ferma, fra l’impulso di percorrere e quello di non andare. Una scala inesistente si apre avanti a me, lasciando intravedere un istante di cielo blu, inframezzato dal volo degli uccelli.

Mi guardo intorno. Vedo me stessa nelle varie fasi della vita, percorse fino ad ora. E ne cerco i riferimenti.

Sfoglio lentamente ogni pagina. Sembrano poche, invece sono tante, dense di parole e particolari a descrivere il momento. Non è come avviarsi nella lettura di una storia sconosciuta, mi ritrovo in ogni espressione che descrive e, sempre più, mi convinco non essere solo mia.

Pochi giorni ad assaporare la libertà della compagnia di me stessa. Spesso il pensiero raggiunge il dolore vivo che si è acceso in questo inizio di stagione. E ripenso a quanto è stato.

Sommersa da tutto quello che mi dà la sicurezza. Mi piace vedere ogni cosa occupare prepotentemente gli spazi della mia vita. Li lascio liberi e senza collocazione, riesco così meglio a succhiarne il significato fino a tradurlo nella conoscenza. E mi arricchisco.

Ripenso e smonto nei particolari una scomoda situazione che mi ha “caricato”, prendendo la parte vitale, quella che riesce solitamente, ad alleggerire.

Mi ritrovo così su me stessa.

Mi appartiene la sincerità, anche quando non riesco bene a vedere, quando l’ombra si sistema davanti, oscurando la possibilità di aprire il cuore senza alcun timore.

Cerco fra le pagine dei miei trascorsi una voce che possa placare questa smania di volersi sentire appartenere. Incontro, senza alcuna casualità, ma cercando.

C’è qualcosa fra di noi! Non visibile e si sente. Forte.

Dritta, innanzi a me una strada percorsa migliaia di volte. Non ho però occhi per l’asfalto. Al massimo della concentrazione, ma col pensiero nascosto in un posto dell’anima. Ogni cosa, ogni luogo dove lo sguardo si posa, mi emoziona. E mi si riempiono gli occhi di lacrime. Non so perché quest’oggi ha preso in tale modo. Una struggente malinconia viene fuori dalla consapevolezza della realtà che ho intorno. Una felicità che non vuole mostrarsi, che si traduce nell’immenso piacere di avere la certezza della capacità di amare. Per me…

Un incontro veloce e cercato. Veramente non so se per il piacere di rivedere o perché la soglia si è abbassata troppo e alla porta bussa sempre con maggiore insistenza il desiderio di sentirsi capiti, accolti. Proviamo la stessa identica cosa in questo istante. Lo si vede dalle mani che debolmente tremano cercando la sicurezza nella gestualità dei movimenti. Negli occhi che si sfuggono incontrandosi. Nelle promesse scambiate sinceramente e che difficilmente si concretizzeranno.

Ancora una volta prendo la via più difficile! Quella che anche se mi alleggerisce, è piena di dossi e curve, che rallenteranno la mia corsa.

Un fiume in piena mi pervade. Non bastano più le ali per volare, le mani per comporre, gli occhi per placare alla visione dei paesaggi che si conserveranno nei più bei ricordi. Troppi sono i pensieri nella mente, i sentimenti dentro l’anima, il calore da donare.

Vedo da lontano quello che sarà, lo pregusto con dolcezza e ne assaporo l’amaro che alla fine resterà. Ne sono quasi certa. Non va però confuso con la perdita ancor prima di partire, è semmai il coraggio di scattare fin dall’inizio, prontamente e senza titubanze, avanzando durante e anche dopo. In fondo basta conoscere anche solo un po’ quello di cui si è capaci, quello che si vuole e dove si vorrebbe approdare. In questo mare della vita che, alle volte, è dominato dalle onde dei disagi, dalle pietre dei malesseri che ti ancorano sul fondo impedendoti di risalire.

Sfoglio rapidamente, ma sono troppe per poterle fare mie in sole poche ore.

Fernanda

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