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Il battito. Un po’ più forte.


Pensieri degli anni difficili

Filtra alle prime luci dell’alba, arriva dritta su di me, accarezzandomi, accompagnata dal cinguettio…degli uccelli.

Per quest’oggi ho deciso di non combattere. Mi lascio andare senza impegnarmi in imprese assurde, che alla fine mi condurranno in un groviglio di pensieri accartocciati e dai quali è difficile uscirne rilassati.

Qualche minuto a riassaporare e ristabilire il contatto con il resto del mondo. Ho passato le ultime ore in quella dimensione dove, se riesci ad apprezzare, puoi volare trascinata dalle ali della più bella fantasia, dove i desideri irraggiungibili si tramutano in realtà, dove si possono toccare pizzicando le più dolci corde.

All’interno luce arancio, il calore avvolge le nostre voci. Un silenzio surreale in un luogo dove lo schiamazzo regna in ogni istante. Un fruscio all’esterno anticipa un bel suono e, sorprendendoci, parte una musica che toglie il fiato. Sembra mandata apposta là per noi, ad esplodere nell’aria a dispetto di tutto il resto, a ricordarci che stiamo vivendo un’altra cosa. Senza dimenticare.

Mi emoziono. Lo si vede dalle mani debolmente tremolanti, dal sorriso che sfugge, dalle palpebre che si abbassano a non voler vedere.

L’emozione. Un insieme di colori, i più vivaci a riempire le forme, a volte i più tenui ad incidere sulla debolezza del momento.

Prendo posto, cercando di evitare di sistemare il pensiero sull’accento che riesce a far stonare anche quella musica armoniosa, che fa da sottofondo alle giornate della vita.

Vengo immediatamente catturata dalle parole di una vocina flebile ma decisa nel suo intento. Entra prepotentemente senza chiedere permesso e, cominciando da un passato veramente lontano, si presenta ai miei occhi raccontandosi con orgoglio.

In due parole scorre tutta la sua vita intensamente vissuta: le passioni, gli affetti, le speranze. La vivacità mi colpisce fin dentro l’animo, strappandomi un sorriso di stupore. Ancora una volta e sempre di più. Poco è lo spazio per me e i miei desideri, lei non ha più molto tempo, è giusto sia così. Un fiume di parole, che scorrono a riempirlo, a renderlo più ricco per scivolare fino a valle. La giovinezza dei tempi andati, le ambizioni e tanto orgoglio.

Ascolto compiaciuta, nonostante le distrazioni dell’ambiente.

Il suo sorriso, accompagnato dall’ardore del racconto, si spegne per un istante, quando la sua mente raggiunge quel pensiero soffocato poco tempo fa. E là si intuisce dov’è tutta la forza che la lega alla vita.

Come se da sempre mi avesse avuta al suo fianco esprime nei dettagli il dolore del momento, la crudeltà delle leggi di Natura che non risparmiano nessuno e la sua incredulità nel voler comunque andare avanti.

Sembra ancora più piccola di quello che realmente è, le sue palpebre si abbassano con dispiacere su di un velo di lacrime, che ormai non scende più.

Il battito un po’ più forte…, l’emozione.

Torno velocemente a casa, ma a fatica riesco a sintonizzarmi sulla quotidianità delle cose che mi aspettano. Un po’ programmate dalla routine degli eventi e che servono, comunque, ad arricchire, a perfezionare quello che poi farà un insieme delicato.

Un pomeriggio di silenzio che sfuma nella notte, un quadro dipinto dall’emozione di uno sguardo, un sole che lentamente scende ad adagiarsi. Due lacrime sporgono sulla rima a non voler uscire.

Vorrei liberarmi da tutto quello che opprime, indossato come un vestito troppo pesante, alleggerirmi e raggiungere la riva. La luce è al tramonto, nel silenzio dell’immensità del cielo riesco a vedere fino in fondo, fin l’orizzonte. Immagino di immergermi nel mare che questa sera appare come un lago, lentamente mi muovo allungando le braccia, una sensazione di freschezza mi avvolge lungo tutto il corpo. Sorrido…

La sento di nuovo.

“Wish You Were Here” Pink Floyd

So, so you think you can tell Heaven from Hell,

blue skies from pain.

Can you tell a green field from a cold steel rail? A smile from a veil?

Do you think you can tell?

And did they get you trade your heroes for ghosts?

Hot ashes for trees? Hot air for a cool breeze?

Cold comfort for change? And did you exchange

a walk on part in the war for a lead role in a cage?

How I wish, how I wish you were here.

We’re just two lost souls swimming in a fish bowl,

year after year,

running over the same old ground. What have we found?

The same old fears,

wish you were here.

Fernanda

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