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Non sempre è sinonimo di distrazione!


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Gli insegnanti che durante le lezioni richiamano gli studenti con lo sguardo perso nel vuoto qualche volta potrebbero essere in torto. Distogliere la vista mentre qualcuno sta parlando, infatti, non è sempre sinonimo di disinteresse o indifferenza.

Al contrario, potrebbe essere un segno di concentrazione, e migliorare le capacità di ragionamento. Ad affermarlo è uno studio dell’università di Stirling, pubblicato sul “British Journal of developmental Psychology”.


I ricercatori hanno sottoposto un gruppo di studenti di 25 anni a test aritmetici, chiedono loro di fissare un punto indefinito dello spazio durante la formulazione delle domande. Ne è risultato che non guardare il volto dell’interlocutore aumenta in modo significativo le risposte esatte.

Lo stesso riscontro si è avuto in un gruppo di adulti , alle prese con un conto alla rovescia. Secondo gli autori, per il cervello è molto impegnativo pensare lucidamente ed elaborare allo stesso tempo le risposte emotive che un viso può suscitare.

La combinazione dei due fattori, oltre a generare uno stato di confusione, può talvolta sfociare in una reazione fisiologica. Sia negli adulti sia nei ragazzi, la difficoltà nell’eseguire il test senza volgere lo sguardo altrove provocava un aumento della sudorazione, particolarmente accentuato nei maschi se a porre le domande era una ricercatrice donna.

Si spiega così anche il movimento spontaneo di volgere gli occhi verso l’alto quando ci si arrovella su un rompicapo: è uno stratagemma del cervello per non farsi distrarre.

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