Posted on

Quand’è che si aggiunge un pizzico di “sale”?


Sessualità ed erotismo – 10

Cosa dobbiamo intendere per trasgressione? Perché si trasgredisce? Esiste un rapporto corretto tra la trasgressione, l’erotismo e il sesso?

“Elizabeth, una gallerista d’arte molto alla moda e alquanto sofisticata, incontra John, un agente di borsa, per strada ed inizia con lui una strana e torrida storia d’amore. Lei non sa quasi nulla del suo passato eppure si lascia coinvolgere dalla passione e si abbandona ad una serie di giochi erotici. La personalità intrigante ed il distacco di John la fanno sprofondare in una relazione tanto sensuale quanto avventata … relazione che rapidamente si trasforma in un incubo erotico di fantasie e dominazione. Presto Elizabeth deve scegliere fra i suoi desideri o la sua salute mentale.

Queste è la trama di Nove settimane e mezzo, film simbolo di erotismo e trasgressione, del 1986, diretto negli Stati Uniti da Adrian Lyne e intrepretato da Kim Basinger e Mikey Rourke. S’ispira ad un racconto a spunto autobiografico di Elisabeth Mc Neill, dello stesso titolo. Inoltre è riconosciuto, universalmente, come il film che ha lanciato, appunto, gli attori Kim Basinger e Mikey Rourke.


SCENE CULT

  • SPOGLIARELLO di Kim Basinger sulle note della canzone di JOE COCKERYou can leave your hat on”. Che fece aumentare in modo vertiginoso le vendite di sottovesti in tutto il mondo;
  • GHIACCIO: Kim, bendata e sottomessa, subisce i giochi erotici di Mickey con un cubetto di ghiaccio;
    FOOD&SEX: Kim e Mickey si esibiscono in alcuni giochi erotici incentrati sul cibo;
  • TRAVESTITISMO: Kim, più sensuale che mai seduce Mickey travestita da uomo;
  • PIOGGIA: Sesso sotto la pioggia in un luogo pubblico.

“Mio marito ed alcuni amici mi avevano sconsigliato di girare quel film perché in quella storia c’era molto della mia personalità, del mio carattere. Ma io ero affascinata di affrontare il mio subconscio, di tirare fuori il mio lato oscuro. La lavorazione del film fu un vero trauma. Sul set c’era una tensione insopportabile e Mickey Rourke non faceva nulla per allentarla. Io ero stremata, non riuscivo ad avere più rapporti con mio marito, tornavo a casa e mi mettevo a piangere come una bambina. Credo di aver dato il massimo in quel personaggio, ma non lo rifarei mai più. Per fortuna don ha capito la mia situazione ed ha aiutato ad uscirne. Interpretando nove settimane e mezzo ho imparato a vincere la timidezza, non ci credete ma il fatto di essere considerato bella mi ha sempre messo in difficoltà. Mi sentivo spiata da persone pronte a cogliermi in fallo, ad approfittare di ogni mio momento di debolezza” (Kim Basinger).


Partendo dal principio che, non sempre quel che vogliono farci credere sia, in effetti, rispondente al vero, Trasgredire, dal latino trànsgredi (composto da trans – al di là, attraverso- e gredi – andare), si usa figurativamente per intendere il voler andare oltre i limiti dell’ordinario ma, soprattutto, per disobbedire a ciò che è stato comandato.


Trasgredire significa andare con i piedi all’interno di una zona di confine fra quello che è stabilito essere un comportamento determinato da regole (scritte o meno) e quello che, invece, consente di andare “oltre”. Ci sono valutazioni positive da fare sulle regole che condizionano il comportamento umano, e ci sono degli aspetti positivi e negativi sull’andare oltre perché poi, sulla base di tutto c’è l’essere umano con la sua capacità di acquisire, pensare e trasmettere in relativo equilibrio.

Tutto quello che annoia, tutto quello che limita, tutto quello che determina qualcosa che il sistema nervoso vive come una ripetizione, genera assuefazione. Una persona che abbia un’intelligenza normalmente sviluppata, non tollera la ripetitività di uno stesso messaggio, perché perde interesse nei confronti dello stesso e dell’ambiente da cui proviene e, infatti, di solito, quando non si riesce a costruire qualcosa di interessante con un partner, che porti le persone a camminare insieme in maniera soddisfacente (nel vero senso della parola) o si reprime la frustrazione o si cerca di pensare ad altro (compensando la frustrazione tuffandosi nel lavoro, o attraverso il praticare degli hobby o altro) o si cerca un’altra persona con cui condividere qualcosa.

Poi, però, anche con quest’altra persona si finisce, molte volte, col fare le stesse cose di sempre ma, sin quando non si crea una nuova abitudine, va bene… poi si dovrà cercare qualcun altro!

Ogni essere umano percepisce la necessità di essere creativo, non tutti gli esseri umani, poi, hanno acquisito dati a sufficienza per mettere in atto quella creatività in maniera completa e, soprattutto, corretta. Allora, trasgredire nasce dal bisogno di evitare di ripetere le stesse cose da cui non si trae soddisfazione. La pornostar americana Annie Spinkle, con tanto di dottorato in sessuologia, è stata una pioniera della pornografia pensata espressamente per i gusti di un pubblico femminile, attraverso la pubblicazione di materiale “tecnico” in grado di consentire la piena espressione in termini di soddisfazione e di corretta “trasgressione” intesa, più che altro, come caratteristica che eviti noia e ripetitività ma che, al contrario, aggiunga in un rapporto, fantasia e creatività.

La mente “orgasmica”

Il raggiungimento del piacere sessuale dipende da un complesso insieme di segnali sensoriali e psicologici e, per le donne, anche dal silenziamento di alcune aree cerebrali

“Marianna non provava quasi mai emozioni così, ma quella volta, al funerale di un familiare, ricorda di aver sentito il desiderio irrefrenabile di gettarsi tra le braccia del cugino. Pensò che, probabilmente, dovesse essere l’effetto di una cura sperimentale consistente in un cerotto in grado di rilasciare ormone testosterone, per curare il suo disturbo da desiderio sessuale ipoattivo, ossia il calo della libido. Il testosterone, un ormone prodotto dalle ovaie, è infatti collegato alle funzioni sessuali nella donna, e le pazienti che nel 2005 parteciparono a quello studio avevano tutte subito l’asportazione delle ovaie. Dopo 12 settimane di trattamento, Marianna aveva sentito tornare il desiderio. Toccandosi era di nuovo in grado di provare sensazioni erotiche intense, era riuscita a fare l’amore con suo marito e aveva provato un orgasmo per la prima volta dopo quasi tre anni. Ma questi miglioramenti non erano indotti dal testosterone: Marianna era infatti tra le pazienti che avevano ricevuto un cerotto placebo, totalmente privo dell’ormone” (Martin Portner – Neurologo – Mente e Cervello Ottobre 2008)


L’orgasmo è una intensa e piacevole risposta psicologica, neurologica e fisiologica ad un stimolo sessuale prolungato e adeguato che determina, nell’organismo, rispettivamente 4 fasi:

  1. Eccitamento;
  2. Plateau;
  3. Orgasmo;
  4. Periodo refrattario.

Sia sul piano psicologico che su quello neurologico, esistono elementi comuni, nell’uomo e nella donna con, ovviamente, delle differenziazioni legate all’anatomia ella fisiologia.


Nell’uomo, la reazione allo stimolo eccitatorio, segue questa “procedura” attuativa:

  • Comincia nelle zone corticali del cervello
  • Passa per il lobo limbico (dove si generano le emozioni);
  • Si propaga in tutto l’organismo seguendo due strade, quella bioumorale (mediante ormoni la cui secrezione è indotta dall’ipofisi e la cui azione si esplica, partendo dalle cellule del leydig, sugli organi genitali, sulle ghiandole surrenali e sugli apparati cardiocircolatorio, respiratorio, ostearticolare, etc.) e quella bioelettrica neurovegetativa (che, attraverso orto e parasimpatico “raggiungono” gli organi coinvolti);
  • In maniera predominante, stimolano gli organi genitali che rispondono con la produzione di una sostanza lubrificante (prodotta dalle ghiandole di Cowper e anche dalla prostata necessaria per consentire la penetrazione in vagina), un inturgidimento del pene (mediante riempimento idraulico dei suoi corpi cavernosi) e, nella fase finale, con l’emissione di liquido seminale (da due o cinque millilitri per ogni eiaculazione composto prevalentemente da succo prostatico, zucchero, vitamina C e spermatozoi)


Nella donna, i primi tre punti sono simili; per il resto, l’orgasmo è preceduto da una lubrificazione delle pareti vaginali e da una dilatazione del clitoride dovuta ad un aumento del flusso sanguigno che rimane nel tessuto spugnoso che lo compone. Alcune donne manifestano un arrossamento diffuso della pelle dovuto ad una aumento del flusso sanguigno. Man mano che la donna si avvicina all’orgasmo, il clitoride si ritrae un po’ all’interno e le piccole labbra assumono una colorazione più scura. Quando l’orgasmo diviene imminente, la vagina diminuisce di dimensioni di circa il 30% e viene irrorata di sangue e il clitoride si ritira sotto il cappuccio protettivo e riemerge solo quando la stimolazione ha termine. Durante l’orgasmo l’utero, la vagina e i muscoli pelvici hanno una serie di contrazioni ritmiche. Dopo che l’orgasmo è finito, il clitoride riemerge e recupera, in circa 10 minuti, le proprie normali dimensioni.


A differenza dell’uomo, la donna non ha un periodo refrattario e perciò può avere un secondo orgasmo subito dopo il primo (alcune donne possono averne anche più di 3 o 4): ciò è noto come orgasmo multiplo.

“Eiaculazione” femminile

Molte donne durante l’orgasmo espellono del fluido. L’origine di tale fluido è dovuto all’attivazione delle ghiandole di Skene localizzate attorno al meato uretrale, della dimensione di una testa di spillo. Questo fenomeno è direttamente proporzionale al coinvolgimento emotivo della donna, soprattutto in assenza di barriere psicologiche inibitorie e quando esiste la percezione di trovarsi coinvolte in una esperienza ad alta “densità” adrenalinica come, ad esempio qualcosa di trasgressivo.

Orgasmo vaginale e clitorideo

Contrariamente a quello che si crede, ricerche cliniche hanno portato alla conclusione che non ci sono due differenti tipi di orgasmo ma, semmai può cambiare il tipo di stimolazione per raggiungerlo e l’intensità in relazione al coinvolgimento, sul piano erotico – emotivo.

Il clitoride è molto sensibile alle stimolazioni. Può essere stimolato in vari modi, con stimoli manuali o attraverso una pressione e sfregamento con il corpo del partner. Le pareti interne della vagina hanno recettori sensoriali concentrati soprattutto nella zona anteriore e centrale (punto G)


Sigmund Freud sosteneva che le donne “mature” hanno un orgasmo solo vaginale, questo ovviamente conferiva un ruolo centrale al pene per la soddisfazione sessuale della donna. In realtà l’orgasmo è un’esperienza individuale e non c’è un percorso “univoco” o più corretto, per raggiungerlo.

Orgasmo e barriere psicologiche

Per molte donne, sensi di colpa, insicurezza, condizionamenti, pretesa di eccessivo autocontrollo, interferiscono con la possibilità di raggiungere l’orgasmo. Affrontare questa sorta di barriera psicologica, costituisce il primo passo per migliorare tale situazione.

Il desiderio sessuale e l’orgasmo non sono una semplice questione di ormoni, ma dipendono dagli stimoli che giungono al sistema nervoso (e vengono elaborati a livello psicologico) che, a loro volta, controllano le ghiandole sessuali e gli organi genitali. Studi recenti dimostrano che gli stimoli visivi provocano desiderio sessuale non solo negli uomini, ma anche nelle donne.

“Alcuni studi di brain imaging hanno dimostrato che il raggiungimento dell’orgasmo richiede qualcosa di più dell’eccitazione. Negli uomini, per far cadere le inibizioni, è necessario la disattivazione del centro di vigilanza del cervello; nelle donne occorre che vengano silenziate diverse aree cerebrali coinvolte nel controllo delle emozioni. Nelle scansioni, i centri del piacere del cervello di entrambi i sessi appaiono di un colore brillante, soprattutto nei maschi. Il sistema di gratificazione crea poi lo stimolo a ricercare altri incontri sessuali, con ovvi benefici per la sopravvivenza della specie. Quando il desiderio sessuale si affievolisce è possibile riaccenderlo grazie a strategie che coinvolgono la mente” (Martin Portner – Neurologo – Mente e Cervello Ottobre 2008).


Da questo si ricava che alcuni atteggiamenti mentali inclini alla ricerca di un eccessivo controllo delle proprie emozioni, interferiscono col meccanismo di “silenziamento” cerebro – emotivo, soprattutto nelle donne.

Negli anni settanta Helen Singer Kaplan, psichiatra impegnata nello Human Sexuality Program del Weill Medical College, presso la Cornell University, decise di anteporre alla sequenza “eccitamento, plateau, orgasmo e periodo refrattario”, un altro elemento: il desiderio. Poiché il desiderio è soprattutto psicologico, Kaplan enfatizzò l’importanza della mente nell’esperienza sessuale e il potere deleterio di fattori come l’ansia, l’atteggiamento difensivo, e l’eccessiva tendenza all’autocontrollo.

Alla fine degli anni ottanta Rosemary Basson, ginecologa dell’Università della British Columbia, in Canada, propose un ciclo sessuale di tipo circolare. Nonostante il nome, il ciclo era sempre stato descritto come una progressione lineare. La Basson ipotizzò che il desiderio potesse condurre alla stimolazione sessuale, ma anche che quest’ultima potesse intensificarlo. Contraddicendo l’idea che l’orgasmo fosse l’apice dell’esperienza sessuale, la ginecologa lo interpretò come un semplice punto sul cerchio, affermando che una persona poteva sentirsi soddisfatta in una qualunque delle fasi che conducevano a quel punto. L’orgasmo quindi non era più l’obiettivo finale dell’attività sessuale, pur restando un momento di scarico di tensioni.

Il desiderio sotto esame

“Secondo uno studio del 2007 gli stimoli visivi, anche se privi di connessioni emotive, possono eccitare sia gli uomini che le donne, sfatando il mito secondo cui, queste ultime, godrebbero solo se percepiscono un legame autentico con il partner! Il team di Meredith Chivers, psicologa del Center for Addiction and Mental Health di Toronto, ha misurato il grado di eccitazzione sessuale di circa 100 volontari, uomini e donne, sia omosessuali sia eterosessuali, mentre guardavano filmati erotici. I video mostravano rapporti omosessuali, masturbazione solitaria o esercizi ginnici svolti da modelli nudi, maschi e femmine, nonché rapporti eterosessuali e accoppiamenti tra bonobo (parenti stretti degli scimpanzè). I ricercatori hanno osservato che i volontari si eccitavano scarsamente a livello genitale vedendo gli esercizi di ginnastica, mentre l’eccitazione massima veniva raggiunta con le immagini di rapporti completi. L’attore presente nelle immagini era più importante per gli uomini che per le donne: il livello di eccitazione delle donne aumentava infatti con l’aumentare dell’attività sessuale, indipendentemente da chi vi fosse coinvolto. Le donne erano eccitate a livello genitale sia dagli attori sia dalle attrici, e rispondevano persino agli accoppiamenti dei bonobo. Le donne omosessuali erano invece più selettive, e non reagivano alla vista di uomini che si masturbavano o che facevano ginnastica nudi. Gli uomini si eccitavano di preferenza osservando la propria categoria preferita di partner sessuale (donna per gli etero e uomo per i gay) e non presentavano reazioni alla vista dei bonobo. Secondo i ricercatori, questo esperimento indica che le donne vengono eccitate da un’ampia varietà di immagini sessuali, e che sono più flessibili degli uomini nelle loro preferenze sessuali” (Martin Portner – Neurologo – Mente e Cervello Ottobre 2008).


Per quanto riguarda l’orgasmo, è probabile che in entrambi i sessi entrino in gioco sia le sensazioni semplici sia i processi mentali complessi. Barry R. Komisaruk, psicologo alla Rutgers University, nel New Jersey, ha fornito una definizione di piacere e di orgasmo, come eccitazione complessa risultante dalla progressiva somma delle risposte provenienti dai recettori sensoriali del corpo e di valutazioni inconsapevoli cognitive ed emotive. Kent Berridge, psicologo dell’Università del Michigan ad Ann Arbor, ha descritto il piacere sessuale come un filtro che il centro emotivo del cervello, il sistema limbico, applica sulle sensazioni primarie: una sorta di spin off (processo “creativo” che genera un “nuovo” prodotto).

L’interruttore del piacere

Durante l’eiaculazione diminuisce l’attività dell’amigdala, segno di un abbassamento del livello di guardia. Nell’orgasmo femminile invece varie regioni del cervello, tra cui l’amigdala, cessano quasi del tutto l’attività.

La scienza sta cercando di risolvere questo enigma osservando i cambiamenti dell’attività cerebrale durante l’orgasmo, sia negli uomini sia nelle donne. Il team di Gert Holstege, neuroscienziato dell’Università di Groningen, nei Paesi Bassi, ha provato a risolvere il lato maschile dell’equazione chiedendo a 11 donne di stimolare il pene del partner fino a falo eiaculare; nel frattempo, i ricercatori hanno effettuato alcune scansioni PET (tomografia a emissione di positroni) dell’attività cerebrale degli uomini. Durante l’eiaculazione gli studiosi hanno osservato una straordinaria attivazione dell’area tegmentale ventrale (VTA), uno dei principali centri cerebrali della gratificazione; l’intensità di questa risposta era paragonabile a quella indotta dall’eroina. Il gruppo notò anche un aumento dell’attività nelle regioni del cervello coinvolte con la memoria visiva stessa, forse perché i volontari si erano serviti dell’immaginazione per raggiungere l’orgasmo. L’aumento di attività coinvolgeva anche la parte anteriore del cervelletto, noto per il suo ruolo nella nella coordinazione dei comportamenti motori. Recentemente, però, si è scoperto che la sua azione riguarderebbe anche i processi emotivi, tanto che potrebbe essere la sede delle componenti emotive dell’orgasmo maschile. In particolare, il suo compito potrebbe essere quello di coordinare le emozioni. L’amigdala, il centro cerebrale dalla vigilanza, mostrò invece una diminuzione di attività durante l’eiaculazione.


Per scoprire se anche nel cervello femminile l’orgasmo producesse gli stessi cambiamenti, il team di Holstege ha chiesto a 12 uomini di stimolare il clitoride della compagna fino a farle avere un orgasmo, sempre all’interno di uno scanner PET. I risultati, pubblicati nel 2006, hanno evidenziato che la sola stimolazione del clitoride provocava l’attivazione di aree del cervello coinvolte nella ricezione e nella percezione di segnali sensoriali provenienti da quella parte del corpo, nonché di aree coinvolte nella descrizione delle sensazioni corporee. Ma quando una donna raggiungeva l’orgasmo accadeva qualcosa di inatteso: la maggior parte delle aree del suo cervello si spegneva. Tra le zone maggiormente silenziate c’era la corteccia orbitofrontale laterale sinistra, che potrebbe essere responsabile dell’autocontrollo sui desideri primari, come il sesso. Secondo i ricercatori, un calo dell’attività in questa zona potrebbe corrispondere a un rilascio della tensione e delle inibizioni. L’esperimento evidenziò che un calo dell’eccitazione della corteccia prefrontale e dorsomediale, che potrebbe essere coinvolta nel ragionamento morale e nel giudizio sociale. Il calo potrebbe quindi evidenziare una sospensione dell’attività, probabilmente a causa di una sospensione della vigilanza simile a quella degli uomini, che però mostrano cali di attività inferiori durante l’orgasmo rispetto alle donne” (Martin Portner – Neurologo – Mente e Cervello Ottobre 2008).


.

In pratica, se è vero che una donna, per avere un orgasmo deve eliminare paura e ansia, con gli esperimenti di Holstege, si arriva a concludere che, al momento dell’orgasmo, una donna non deve tentare di controllarsi attraverso la modulazione dei propri sentimenti emotivi ma, semmai, ha la “necessità” di “lasciarsi andare”!

In conclusione…

Esiste un rapporto fra il piacere che un essere umano può provare e la sua attivazione mentale: in pratica, si “costruisce” una sceneggiatura appagante e poi si lascia che la dinamica inconsapevole segua il proprio corso nella maniera più gratificante possibile. In questo, l’erotismo (come complesso delle manifestazioni dell’impulso sessuale sul piano comportamentale espresso in maniera “mediata”, cioè come risultato di un’attività di pensiero rivolta alla ricerca del piacere attraverso l’applicazione e l’utilizzo di arti raffinate che rispecchino creatività, evolutività mentale, rispetto, educazione e un minimo di trasgressione (intesa come caratteristica che eviti noia e ripetitività) e la trasgressione (intesa come quella zona di confine che consente di andare “oltre” la noia e la ripetitività), consentono di ottenere il meglio.

” Quando il corpo arriva ma l’anima è ancora per strada, il livello di piacere si limita allo scarico di tensioni parziali. Quando c’è sincronismo, il soddisfacimento è totale” (Proverbio indiano)

Bibliografia


  • Giovanni Russo: La Psiche Umana – Sovera Ed. – Roma 1994
  • Giovanni Russo: una psicoterapia ad Indirizzo dinamico – Eur Ed. Roma 2001
  • Neil R. Carlson: Fisiologia del comportamento; Piccin – Padova 2001
  • M. F. Bear / B. W. Connors / M. A. Paradiso: Neuroscienze – Masson S.p.A. – Milano 2003
  • Massimo Piattelli Palmarini – Inevitable illusions: How mistakes of reason rule our minds – Wiley, 1994;
  • E. R. Kandel: Principi di neuroscienze – CEA – Milano 1994
  • Fell J. – Human Memory Formation is accompanied by Rinal Hippocampal Coupling and Decoupling – “Nature Neuroscience” – 2001
  • Paller K. A. – Observing the Trasformation of Experience in Memory – “Trends in Cognitive Sciences” – 2002
  • Allport G. W. (1977), Psicologia della personalità, edizione italiana a cura di Antonio Ronco, LAS, Roma. .
  • Evans Dylan (2002), Emozioni, La scienza del sentimento. Proprietà letteraria riservata Gius. Laterza & Figli Spa, Roma-Bari.
  • Gallese V., Fadiga L., Fogassi L and Rizzolatti G., Action recognition in the premotor cortex, Brain, 119 (1996), 593-609.
  • BONAPARTE M., La sessualità della donna, Roma, Newton Compton Italiana 1972.
  • CALETTI G., Il comportamento sessuale degli italiani, Bologna, Calderoni 1976.
  • CHASSEGUET – SMIRGEL J., La sessualità femminile (1964), Bari, BibliotecaUniversale Laterza 1995.
  • DOLTO F., Il desiderio femminile (1987), Milano, Oscar Mondadori 1994.
  • FREUD S., La morale sessuale ”civile” e il nervosismo moderno (1908), Opere, trad. it., vol. IV, Torino, Boringhieri 1970.
  • KINSEY A. C., Il comportamento sessuale dell’uomo, Milano, Bompiani 1950.
  • Master & Johnson – Il sesso e i rapporti amorosi – Firenze Longanesi Ed. 1987
  • E. Nash & R. Fox – I piaceri dell’amore (viaggio nell’erotismo, attraverso i cinque sensi) – Roma Gremese Editore 1996
  • G.Lindzey – R.F. Thompson -B. Spring – Psicologia – Bologna Zanichelli Ed. 1991
  • G. Groddek- Il libro dell’ES – Newton Compton Ed.
  • Martin Portner – Mente & Cervello, Ottobre 2008, n. 46 – Le Scienze S.p.A. – Gruppo Editoriale l’Espresso
  • W. H. Masters – V. E. Johnson L’atto sessuale nell’uomo e nella donna Feltrinelli ed.
  • Carolina Cutolo – pornoromantica – Fazi ed.
  • Anais Nin – Il delta di Venere – Racconti erotici Bompiani
  • Olivia St. Claire – 200 e tre modi per farlo impazzire a letto – Sperling e Kupfer ed.
  • GEORGIADIS J.R. E altri, Regional Cerebral Blood Flow Changes Associated with Clitorally Induced Orgasm in Healthy Women, in “European Journal of Neuroscience”, Vol. 24, n. 11, pp. 3305-3316, dicembre 2006.
  • SIMON J. E altri, Testosterone Patch Increases Sexual Activity and Desire in Surgically Menopausal Women with Hypoactive Sexual Desire, in “Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism”, Vol. 90, n. 9, pp. 5226-5233, settembre 2005.
  • KOMISARUK B.R. E altri, Brain Activation during Vaginocervical Self-Stimulation and Orgasm in Women with Complete Spinal Cord Injury: FMRI Evidence of Mediation by the Vagus Nerves in “Brain Research”, Vol. 1024, nn. 1-2, pp. 77-88, ottobre 2004.
  • HOLSTEGE G. e altri, Brain Activation during Human Male Ejaculation, in “Journal of Neuroscience”, Vol. 23, n. 27, pp. 9185-9193, 8 ottobre 2003.
  • Hamann S. Sex Differences in the responses of the Human Amigdala – The Nneuroscientist vol. 11 agosto 2005
  • Kilgallon S. J. E Simmons L. W. – Image contentinfluences men’s semen quality – Biology Letters vol. 1settembre 2005
  • Mouras H, Bittoun J. E altri – Activation of mirror neuron system by erotic video clips predicts degree of induced erection -Neuroimages vol 1 settemre 2008

 

G. M. – Medico Psicoterapeuta

 

 

Si ringraziano Adelina Gentile e Francesca Miceli per la collaborazione offerta nella stesura del dattiloscritto