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Allo specchio della vita: quella tua e di nessun altro.


Pensieri degli anni difficili – 91

Riflessione che nasce nella sera più profonda, fra la riga bianca che suddivide una strada ripercorsa un milione di volte e sempre nuova. In lontananza uno spicchio bianco accompagnato da un luccichio che esplode nel buio del cielo pronto, a decollare!

Sempre più spesso mi ritrovo a non voler più ascoltare, e questo a volte fa un po’ paura, come se non volessi più prestare, accompagnare, solo seguire l’onda del pensiero e addormentarmi con esso. E qui si corre il rischio di rinchiudersi in se stessi, non voler più interagire e trovare nuovi orizzonti al di là dei propri desideri, che, forse è giunto il momento di accettare, vanno rinnovati.

Alcune cose della vita non penso si esauriscano, hanno bisogno solo di essere ripurificate. Quando senti di aver donato tanto e quanto più possibile e se nulla più ti riesce a gratificare, vorrà dire che non era quella la strada buona da percorrere. Accetto l’idea che ho preso quanto di meglio era possibile, ora lo restituisco sicuramente più ricco e agevole per coloro che ne avranno a beneficiare.

Inizia un nuovo giorno. Sorridendo guardo dentro gli occhi di chi mi si presenta e invitandolo a provare trasmetto sicurezza, densa di vitalità ed entusiasmo. La voglia di fare e partecipare di certo non mi manca. Povero colui che piange quotidianamente, senza rendersi conto di quanto ha nelle sue mani.

Quest’oggi voglio essere sincera e dirla tutta!

Ho imparato a fare i conti con me stessa, a camminare senza aspettare e soprattutto porgendo la mia mano a chi a volte si è trovato a zoppicare. Quello che fa gli esseri, umani, potrebbe essere il sentimento che si prova quando non si vorrebbe, che rende meno belli dentro l’animo e che ti fa arrossire quando ti ritrovi faccia a faccia con te stesso. Allo specchio della vita, quella tua e di nessun altro.

Parlo facendo in modo che la voce giunga dentro me, non posso non provare sensazioni che mi rendono un po’ meno. Accettando, rifletto mettendo da parte l’impulso che mi spinge e anche se ciò che riemerge non mi piace lo prendo per quello che è.

Un angolo di verde in un luogo dove poca è la vitalità che accompagna l’entusiasmo. Sorrido senza pentimenti, ma purtroppo con una marcia in meno, è come possedere la capacità di raggiungere la velocità giusta in linea con i tuoi progetti ma, per un contrattempo tecnico, meccanico ti ritrovi a dover viaggiare a marce basse. Pur non intendendomi di macchine, penso che forse si corre il rischio di tenere il motore sotto sforzo e con l’andare del tempo si rovinerà.

La solitudine o il peso della solitudine?

Mi fermo stampando sul mio viso la domanda. Qual è la differenza, non stiamo forse parlando della stessa cosa? Quella ventata fredda che ti raggiunge anche se corri alla velocità della luce, ti agguanta senza chiedere e paralizza. Forse la distinzione riguarda il sentirsi soli o l’esserlo veramente. E come è possibile che vivendo nella gente, dovendo interagire per i motivi più svariati si è veramente soli. Riguardo indietro nella vita già passata e, provando smarrimento e la paura, rivivo i momenti pieni di respiro ma in compagnia di solo me stessa.

Elenco e “cristallizzo” nella mia mente una serie di fallimenti, ma è dentro l’anima che graffiano e fanno male. Chissà dove ho sbagliato!

Fernanda

Sometimes You Can’t Make It On Your Own
(A Volte Non Ce La Puoi Fare Da Solo)

U2

forte, pensi di avere stoffa
lo stai dicendo a me e a chiunque altro
sei duro abbastanza
non devi metter su un litigio
non devi sempre essere dalla ragione
lasciami prendere qualche pugno
per te stanotte

adesso ascoltami
ho bisogno di farti sapere
non devi fare tutto da solo
e sei tu quando guardo lo specchio
e sei tu quando non alzo il telefono
a volte non ce la puoi fare da solo

ci scontriamo tutto il tempo
tu e io…va bene
siamo la stessa anima
non ho bisogno…non ho bisogno di sentirti dire
che se non fossimo stati così uguali
ti sarei piaciuto parecchio di più

adesso ascoltami
ho bisogno di farti sapere
non devi fare tutto da solo
e sei tu quando guardo lo specchio
e sei tu quando non alzo il telefono
a volte non ce la puoi fare da solo

lo so che non parliamo
sono stufo di tutto questo
puoi sentirmi quando
canto, tu sei la ragione per cui io canto
tu sei la ragione per cui ho l’opera dentro di me…
dove siamo ora??
devo farti sapere che
una casa non fa una famiglia
non lasciarmi qui da solo….

e sei tu quando guardo allo specchio
e sei tu fai difficile lasciar stare tutto
a volte non ce la puoi fare da solo
a volte non ce la puoi fare
a volte non puoi farcela
il meglio che puoi fare è fingere
a volte non ce la puoi fare da solo

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