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Che differenza c’è fra l’acqua minerale e quella che esce dal rubinetto di casa?


COME NASCE L’ACQUA MlNERALE

L’acqua è la sostanza più diffusa nel nostro pianeta. Essa occupa circa i 7/10 della superficie terrestre (acque dolci superficiali e sotterranee, oceani e mari).

Per effetto della radiazione solare l’acqua evapora dal mare, dai laghi, dai fiumi, ecc. e si raccoglie nell’atmosfera sotto forma di vapore acqueo. Quest’ultimo, condensandosi, forma le nubi, dalle quali l’acqua ricade sulla superficie terrestre sotto forma di pioggia, neve o grandine.

Una parte dell’acqua precipitata rimane in superficie, alimentando torrenti e fiumi che la riconducono al mare, una seconda porzione si infiltra nel sottosuolo, mentre la parte restante, per evaporazione, torna nell’atmosfera, completando così il suo ciclo naturale.

L’acqua, la cui formula chimica è “H2O”, da sola non esiste in natura perché interagisce molto facilmente con l’ambiente che la circonda.

L’H2O è uno dei più importanti solventi chimici naturali e proprio per questa sua caratteristica, sin dalla sua condensazione nell’atmosfera, riesce a sciogliere i gas in essa contenuti, acquisendo un certo grado di acidità.

Ricadendo sul terreno, per gravità, l’acqua penetra nel sottosuolo e scende lentamente attraverso gli strati permeabili (rocce porose, fessure o fratture) arrestandosi laddove incontra uno strato impermeabile di terreno.

Durante questo percorso sotterraneo che può durare più decenni, l’acqua è capace, in ragione del suo livello di acidità, di sciogliere in modo minore o maggiore i minerali che compongono le rocce attraversate. La natura di queste rocce, e quindi dei minerali in esse contenuti, così come la conformazione degli strati del sottosuolo, variano molto da un bacino idrogeologico all’altro e determinano, insieme al tempo di permanenza nel sottosuolo stesso, la diversa mineralizzazione dell’acqua.

Per un’acqua “effervescente naturale” esiste un “ingrediente” in più: l’anidride carbonica (CO2) presente di solito nelle aree vulcaniche. La CO2 prende origine dal magma (massa fluida fusa che si forma nella crosta o nella parte superiore del mantello della terra) e risale, attraverso le fratture delle rocce, verso la falda sotterranea dove incontra l’acqua e in essa si discioglie, sospingendola poi verso l’alto.

Ogni acqua minerale ha quindi una sua composizione, in sostanze minerali, originale e specifica: una composizione che la contraddistingue e la “personalizza” quasi come un’impronta digitale.



CHE COS’E’ L’ACQUA MINERALE ?

Il 15 luglio 1980, la Comunità Economica Europea ha emanato due direttive:

  • la 777/80 sulle acque minerali (a cui l’Italia ha dato attuazione con il Decreto legislativo n. 105 del 25 gennaio 1992);
  • la 778/80 sulle acque “potabili” in generale.

Come mai esistono due diverse normative per disciplinare questo settore?

La necessità di distinguere l’acqua “potabile” dall’acqua minerale naturale nasce dal diverso uso a cui queste acque sono destinate.

L’acqua “potabile” viene adoperata dall’uomo per mille scopi: cucinare, bere, fare il bucato, lavare le stoviglie, ecc.

L’acqua che esce dal rubinetto deve quindi poter soddisfare tutte queste diverse esigenze: da un lato risultare innocua e gradevole (avere cioè caratteristiche chimico-fisiche e caratteri organolettici precisi: limpidezza, freschezza, assenza di sapore, odore e colore) e dall’altro essere compatibile con gli altri usi a cui è destinata. Ad esempio, non dovrà essere troppo “dura”, cioè troppo ricca di calcio e magnesio, dato che le acque dure formano incrostazioni sulle pentole, otturano le tubature, producono bucati meno candidi, ecc.

Il ruolo di un’acqua minerale è diverso: essa è utilizzata esclusivamente come bevanda; la legge non prevede infatti, ad esempio, per queste acque, alcun limite al tenore di calcio. Questo perché, dal punto di vista fisiologico e nutrizionale, le acque dure sono in linea di massima benefiche alla salute.

Il riconoscimento della qualifica di “acqua minerale” da parte del Ministero della Sanità (basato su accurate indagini geologiche ed idrogeologiche e su precisi esami farmacologici, clinici e fisiologici che ne dimostrano la purezza originaria, la costanza della composizione ed i benefici effetti) è riservato a quelle acque che, avendo origine da falda o giacimento sotterraneo ben protetto e (provenendo da una o più sorgenti naturali o perforate) contengono determinati sali minerali e oligoelementi che conferiscono ad esse caratteristiche igieniche particolari e proprietà favorevoli alla salute.

Se l’acqua “potabile” diventa generalmente tale dopo essere stata sottoposta a vari trattamenti risananti e depuranti (come la filtrazione, la clorazione, I’ozonizzazione, ecc.), l’acqua minerale è invece già “sana” e pura alla sorgente, e viene imbottigliata così come sgorga alla fonte.

Regolari controlli microbiologici ed analisi chimico-fisiche, da parte degli istituti di igiene e delle Aziende Sanitarie, permettono di garantire la permanenza di queste qualità.

Inoltre, le società di imbottigliamento si impongono, autonomamente, numerosi controlli, effettuati quotidianamente a tutte le diverse fasi della produzione.

Anche il consumatore può “giocare” la sua parte, nel mantenere intatte le qualità di un’acqua minerale: basta semplicemente rammentare ed adottare alcuni piccoli accorgimenti pratici come quello di conservare le bottiglie d’acqua al riparo dal sole o comunque lontano da possibili emanazioni di sostanze volatili che potrebbero alterarne il gusto (quindi, ad esempio, è preferibile non conservarle in garage).

Quindi il piacere e la salute che troviamo nella bottiglia sulla nostra tavola sono il frutto del “lavoro” della natura e degli accorgimenti umani.

Dipartimento Scientifico Terme di Boario

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