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La fantasia, che bella invenzione!



BASTA UNA RIGA E SEI GIÀ COLORATA!!!


La fantasia, che bella invenzione!

Sorrido anche se non vorrei, ma la spontaneità che caratterizza questa serata è trascinante a tal punto da farti dimenticare il solito pensiero.

Lei si lascia attendere, ho intuito che prima di presentarsi ha voglia di spazzolare i suoi capelli, sistemare un po’ l’abito, guardarsi nello specchio e controllare che sia tutto a posto. Entra nella grande stanza accompagnata da un sorriso dolce ma nello stesso tempo pieno di quella espressività che denota chi la sa lunga e lascia intendere. La guardo mentre, un po’ emozionata, si volge porgendomi le mani e le sue guance. Mi piace abbracciarla e farle sentire che sono lì anche per lei.

Non ho mai saputo disegnare bene e un po’ me ne dispiace! Periodicamente ci provo, mi riempio di colori, fogli e pennelli, impiastriccio quanto più posso e alla fine quello che si presenta è sempre un po’ deludente. Quindi abbandono il mio progetto e penso ad altro.

Sono affascinata dai disegni dei bambini, un modo per trasmettere e comunicare che non ha eguali, soprattutto con gli alberi, il sole e le montagne. Il sole quasi sempre circondato da raggi lunghi che arrivano fin quasi a terra, a volte di lunghezze diverse, così per dare il senso della brillantezza. Giallo intenso, poche volte l’ho visto arancio, pur essendo un colore simpatico, caldo e che invita all’estate. E poi le case, piene di mille finestre, porte e quanto altro possa comunicare le aperture verso l’esterno, a lasciar entrare l’aria frizzante e fresca che accompagna i giochi dei bambini.

Ci si ritaglia i momenti di fantasia nei posti più impensati. Può essere sotto un grande tavolo, bellissimo completamente stesi a terra con le braccia allungate ad occupare tutto il pavimento coi propri giochi, in un angolo di terrazza al riparo dal sole magari d’estate, magari con l’acqua. I pomeriggi di luce diventano infiniti di fiabe e paesaggi incantati, storie da inventare e da vivere insieme. Ricordo da piccola il mio compagno di giochi, mio cugino e coetaneo, anzi solo un po’ più piccolo, ma quella differenza a quell’età si sentiva. Le giornate in due senza mai annoiarsi, quasi sempre sul tavolo di legno bianco in cucina, ogni tanto entrava qualcuno per dell’acqua o qualcos’altro. Sbirciava e, rapidamente, ci lasciava, noi, alle nostre fantasie, alle cento parole raccontate e che vivevano, ai mille modi divertenti di volare con la mente. Uno dei giochi che preferivo di più era il plastico. Era come costruire una grande città e farla vivere, con le case sistemate là dove preferivi, le strade con le auto, gli alberi ai lati, il bus della scuola e immancabile la macchina dei pompieri. Si costruivano storie coi pupazzi, di famiglie, amici, ladri e poliziotti, di bambini liberi di muoversi senza alcun permesso. Le ore passavano troppo rapidamente, il volgere alla sera arrivava in un batter d’occhio e rimaneva il ricordo, nella notte, di quel grande pomeriggio fatto di favole e dolci sapori.

Nasceva un legame profondo e pieno di complicità, dove piccolo era lo spazio per gli adulti, ma anche per i fratelli, quelli più grandi che spesso, un po’ annoiati, erano costretti a portarsi dietro noi, quelli più piccoli, sennò non si usciva. E così tutti i fratelli “ultimi arrivati” venivamo sballottati qua e là, spesso anche “minacciati” se al ritorno raccontavamo quello che non si poteva e si era invece trasgredito…

Ancora oggi adoro intrufolarmi fra i bambini, entro senza far rumore e al momento opportuno, ma senza darci troppo peso, mi faccio conoscere, magari con un “Virgandium leviosa” accompagnato dal tocco di una bacchetta magica che invita all’incantesimo. Ecco in quell’istante hai catturato la loro simpatia, sei entrato nel loro mondo, possiamo condividere. In fondo i nostri interessi sono comuni! Mi entusiasmo alla proiezione dei film di Harry Potter e tutta la produzione Disney. Preferisco andare al cinema per vedere questi film negli orari in cui massima è la probabilità di trovare i più piccoli. Partecipo talmente tanto ed in spontaneità che alla fine immancabilmente mi lascio andare senza freni né inibizioni all’applauso che conclude, quando il bene vince sul male, quando l’amore trionfa sull’odio e quando tutti vissero felici e contenti…Il film così vissuto lo si può solo con loro, non c’è nessuna reticenza nel bloccare gli stupori, i gridolini, insomma le emozioni, le più belle.

I suoi grandi occhi dispensano simpatia, la voglia di inventare uno spettacolo travolge, riprendiamo ogni momento e lo gustiamo fino in fondo. Fra un boccone di pizza e un sorso di coca-cola i discorsi sono infiniti, ci lasciamo anche andare a qualche chiacchiera fra donne, sugli uomini e i morosi, i vestiti ed i gioielli. La linea da mantenere viene dipinta con poche parole, semplici ma piene di significato come possono essere quelle della spontaneità.

“Basta una riga e sei già colorata!”

Arrossisco un po’ e rimango a bocca aperta, per lo stupore.

È tardi ormai, domani c’è scuola, ci promettiamo il nostro prossimo incontro, un bacio forte ed un abbraccio. A presto.

Rifletto e questa volta imparo da loro…

A Chiara, che è saggia della sua piccola età

Fernanda

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