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Vento di uragano senza meta…


pozzo di fermento senza fine…

Nella tua antica dimora

voglio tingermi le membra del tuo sangue….

Nell’anelito supremo del mio istinto,

lascio fluire libero il mio fiume,

incontenibile,

fra le rapide fresche del mio corpo anismante.

Vento di uragano senza meta…

Nel tuo soffio di tempesta

voglio innalzare i rami del mio salice piangente

e nel tuo bosco impenetrabile di bruma

mi lascerò cadere e perdere.

Desiderio…

campo di frumento in faccia al sole…

Tra le tue spighe dorate

permettimi di cogliere le rose che hai nascoste.

Voglio buttare via le spine

e contare i petali odorosi.

Valle di tristezza e di sospiri,

lascia che dimentichi i confini

sui quali, per amore, tu nascesti

e fa che io non ti consumi

lasciando scivolarmi dal dirupo.

Assopisci la tua natura

e costringiti a un insolito letargo,

dammi il tempo di guadagnare fiato

e spegnere il tuo fuoco nel mio petto.

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