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Per un dialogo “leale”, conciliando le esigenze di due opposti estremismi.


Partendo dal presupposto che il primo nucleo organizzato di aggregazione sociale, è quello composto da genitori e figli, possiamo concludere che:

la famiglia rappresenta il pilastro fondamentale su cui poggia l’intera organizzazione umana.

Infatti, una famiglia composta da genitori maturi, è in grado di offrire opportunità liberanti e coraggio nell’affrontare situazioni difficili, per evitare l’instaurarsi di comportamenti caratterizzati da dipendenza psicologica negativa.

Per capire la psicologia di genitori e figli, è necessario “collocarli” nel tempo storico e nell’ambiente sociale in cui si trovano a vivere.

Il ruolo del genitore è in relazione ad uno stato giuridico, la sua competenza consiste nel saper assolvere, in maniera corretta, il ruolo ricoperto.

Molti genitori hanno difficoltà a trasmettere adeguatamente il contenuto delle proprie emozioni affettive, con parole o gesti, ai propri figli.

Questa situazione risente del vecchio concetto di famiglia in cui, il rapporto fra genitori e figli era rappresentato dallo “scontro” fra due monologhi: uno, fatto di rimproveri col dito puntato (ricatti, punizioni, divieti esagerati, etc.); l’altro, costituito da bugie e difese pseudoprotettive. Il seguente ordine costituito, esprimeva il fallimento del genitore “educatore”.

Nella Società contemporanea, diventa sempre più evidente la necessità di imparare a far fronte, in maniera autorevole, alle esigenze pressanti dei propri figli, in termini di solidità interiore:

questo implica la necessità di modificare i modelli genitoriali.

La famiglia, oramai, tende ad avviarsi verso un processo di evoluzione che è pari alla modificazione maturativa dei singoli componenti.

Il raggiungimento dello sviluppo dell’identità del figlio, è in diretto rapporto allo sviluppo dell’identità dei genitori.

La famiglia è una rete comunicativa, fatta di relazioni ed interazioni.

Il comportamento umano si apprende e si sviluppa nel contesto familiare perché, come ci insegna la cibernetica, “ogni essere umano è compreso in sistema che lo comprende”.

All’analisi di quest’ottica “circolare”, l’ambiente può determinare i cambiamenti nella famiglia.

La famiglia, in quanto unità organizzata, si migliora in maniera direttamente proporzionale all’evoluzione dei suoi componenti ed in funzione di quanto si abbandonano le distorte strategie utilizzate per la soluzione dei problemi.

A queste condizioni, il “gruppo famiglia” può crescere e funzionare in modo nuovo, con la creazione di proficue sinergie operative, evitando disfunzioni determinate dal perpetrare comportamenti umilianti, incoerenti e contrastanti.

Sara Rosaria Russo – Psicologa Psicoterapeuta (Direttore Scuola di Specializzazione in Psicoterapia ad Indirizzo Dinamico)


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