Posted on

Al momento opportuno, fa la differenza.


 

Pensieri degli anni difficili – 34

 

Una preposizione semplice al posto di una articolata.

Ma ci si può arrabbiare solo per questo?

Sempre più spesso rimango sorpresa.

Ma come? Perseguo la strada della comprensione, della collaborazione fra gli esseri umani e poi scatto senza possibilità di bloccarmi davanti ad una virgola che non c’è più! Questo mi conduce non poco a riflettere sui comportamenti, sulle relazioni fra le persone e, volendo essere molto severa con me stessa, anche sull’impulsività senza limiti.

Ma questa trasmissione di pensieri stasera vuole essere leggera, breve e senza indurre troppo alla riflessione. Vorrei, partendo proprio dalla virgola che non c’è più, provare a strappare il sorriso ironizzando sugli atteggiamenti…delle donne.

Eh si, perché è inutile girarci troppo intorno. Sarà pur vero che gli uomini avranno i loro difetti, ma noi siamo fortemente dominate dagli sbalzi di umore.

Ripenso a quando ero piccola. Forse il fatto di aver frequentato soprattutto compagnie maschili, il cugino coetaneo, il vicino di casa compagno di giochi e di avventure, ho sempre pensato di assomigliare ben poco alle donne e di avere interessi più che altro simili a quelli dell’altro sesso. E con questo mi riferisco alle macchinine al posto delle bambole, le piste, il pallone inteso come calcio e tanta vita di quartiere che ben poco si addice ad una signorina in ghingheri e di buone maniere.

Si era una compagnia di piccoli delinquenti di strada, sempre pronti a mettere zizzanie e infilarsi nei guai. Non ho mai provato un piacere particolare nell’indossare un vestitino coi fiorellini e le scarpette da ballerina, ma ricordo bene i miei primi jeans pieni di tasche e ottimi per le escursioni fra le strade dell’infanzia.

I posti dell’infanzia.

Nella mente ho impressa una ripida salita, o almeno così sembrava allora, fatta di allegria e di corse affannate, a volte per sfuggire altre per rientrare. Fra gli odori della casa, i colori dei silenzi e le voci del passato.

E così nell’adolescenza. Una tendenza naturale alla libertà, cercando di non aver nulla da temere nelle situazioni che forse talvolta richiedevano una mano. Un po’ di sana ribellione al sistema familiare e tanto gusto per la vita.

In tutto ciò sempre ad aspettare che in me nascesse il desiderio per i trucchi, per la gonna, per le scarpe raffinate.

I primi amori e gli attesi baci innescarono però una serie di reazioni lente ma di trasformazione integrale. Cominciò ad abbandonarmi la praticità di cui tanto andavo fiera, intesa come semplicità di pensieri, azioni e non solo. Pur continuando a preferire la comodità negli abiti mi allontanavo sempre più dal modello maschile a cui ero ispirata come modo di vivere. E questo solo per quel che riguardava la forma. Incominciavo a combattere con i repentini cambi di umore, le piccole indecisioni, degli strani capricci che mi lasciavano impreparata. Come se addosso mi stesse passando un camion di rinnovamento senza chiedere il parere. In tutto ciò chi mi stava intorno e che in me vedeva “l’amico fidato”, rimaneva a bocca aperta, barcollava nel buio senza capire molto e soprattutto inevitabilmente diventava l’oggetto delle mie complicazioni.

Non ho un buon rapporto con la punteggiatura.

Non credo di sistemarla bene all’interno di un testo, per cui cerco di evitarla quando posso. Forse il punto mi crea una situazione di disagio perché dà l’idea del dovermi separare da qualcosa. La virgola mi è un po’ più simpatica e la schiaffo spesso di qua e di là. Ma i due punti proprio non li sopporto! Per non parlare del punto e virgola, una combinazione nata da una pausa e un distacco definitivo, fatta per complicare ulteriormente le idee, per nulla chiara.

Sembro distratta e un po’ sbadata, poco attenta a quel che mi sta intorno e invece… Quello che è fra le grazie dei miei interessi spadroneggia senza che io nemmeno me ne accorga e non sfugge niente. E così non sono sfuggiti i due punti al posto della virgola e senza alcun ritegno sono scoppiata come se mi avessero derubato della cosa più preziosa!

La relazione fra l’essere lunatica e la punteggiatura è una cosa un po’ difficile da spiegare. Questa voleva solo essere una pausa, magari accompagnata da una virgola, per spezzare un po’ la tensione che in queste ultime settimane caratterizza i miei scritti. Ho poi in mente e da un po’ di tempo un qualcosa sui puntini sospensivi, ma questo riguarda interamente gli uomini.

Per fortuna conservo ancora la lucidità, pur sempre accompagnata dalla lunaticità, di chiedere… Sorry, forse ho esagerato!

 

Fernanda

Print Friendly, PDF & Email