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Il precursore della psicoanalisi e della psicoterapia.


Friedrich Nietzsche, filosofo tedesco, nacque nel 1844 e morì nel 1900. Nietzsche visse a cavallo tra il tardo romanticismo e il positivismo, rimanendo coinvolto nei disagi e nei conflitti di quel tempo, soprattutto per una mente avanzata come la sua e ciò, lo portò, per necessità, a diventare analista di sé stesso.

CHI ANTICIPO’?

Nietzsche fu il precursore di Freud, intuendo che le azioni umane spesso sono causate da impulsi o istinti bestiali, conclusioni a cui giunse il “padre” della psicoanalisi attraverso gli studi sull’inconscio. La vita e la produzione letteraria di Nietzsche sono intimamente legate, infatti, il contenuto delle sue opere rispecchia sicuramente la sua personalità e l’epoca storico – filosofico – culturale in egli cui visse e si formò.

IL FILOSOFO E L’ANALISTA

Nietzsche fu un filosofo umorista, ma al contempo serioso, arrogante, pretenzioso, sfrontato, sicuro di sé, ben consapevole di produrre opere destinate a durare nella storia. Ma la su esistenza fu accompagnata da un profondo senso di inquietudine dovuto al convincimento di vivere il presente senza essere attuale. In Nietzsche era evidente l’uso poliedrico della parola a cui attribuiva anche una funzione catartica. Con la sua capacità di scendere nelle profondità dell’animo umano, egli anticipò le teorie psicoanalitiche e psicoterapiche, analizzando l’intreccio del suo inconscio e di quello altrui.

SIMILITUDINI CON FREUD.

Nel parallelismo Nietzsche – Freud emergono elementi in comune: l’individuazione di due forze perennemente in conflitto tra loro a cui Freud dette il nome di Es o istinto e Super-io. Nietzsche, infatti, identificava nelle due divinità greche Apollo e Dioniso i simboli delle forze energetiche che caratterizzano gli Esseri Umani. Apollo è il Dio della forma, dell’ordine, della ragione, è la modalità di comportamento più comune ai canoni del buon vivere civile. Dioniso è il Dio del vino, dell’energia libera, è il Dio dell’ebbrezza che abolisce le distanze tra i ceti sociali. L’Es è il polo pulsionale della personalità. L’Es non conosce né il bene, né il male, né la morale, ma obbedisce unicamente al principio del piacere. Il Super-io è il polo opposto ovvero le leggi morali, sociali e religiose che regolano i comportamenti umani. L’Io, invece, è la parte organizzata della personalità, è l’istanza che si trova a dover equilibrare tramite opportuni compromessi le pressioni delle due forze in contrasto fra loro. Nietzsche era convinto che l’essere umano fosse controllato da forze che non conosceva realmente, ma tuttavia presenti nel corpo, nel linguaggio, nella storia.

SUOI APPROFONDIMENTI E PARALLELISMI CON GRODDECK

In Ecce Homo, il filosofo tedesco dice che nulla fa bruciare tanto rapidamente quanto le passioni del risentimento, la furia, la sete impotente di vendetta, da ciò ne consegue un rapido consumo di energia nervosa, aumento anormale di secrezioni nocive, per esempio come il versamento di bile nello stomaco. “Anche il male agli occhi, che a tratti mi porta pericolosamente vicino alla cecità, è una conseguenza non una causa, infatti ogni incremento della forza vitale mi fa migliorare”. Anche Groddeck, altro importante filosofo, partendo dagli stessi assunti di Nietzsche, affermava che l’uomo è vissuto da forze che non controlla e che il corpo e l’anima costituiscono un tutt’uno. Groddeck, antesignano delle moderne conoscenza, approdò alla psicosomatica.

LE SUE RIVOLUZIONARIE TEORIE

Nietzsche elaborò due concetti, sviluppati ulteriormente da Adler: il super-uomo e la volontà di potenza. Il super-uomo per Nietzsche è l’uomo come superamento di sé, inteso non come super-eroe, ma come uomo che non crede più alle sovraterrene speranze, che sceglie la vita, crede in se stesso e coglie l’attimo, sapendo “afferrare il giorno” (Carpe – diem). L’uomo di Nietzsche è l’uomo di questa terra, che sa guardare in faccia la realtà con consapevolezza e, di conseguenza, sa autosuperarsi attraverso il concetto di volontà di potenza, inteso in senso soggettivo, cioè volontà che appartiene alla potenza. Per Nietzsche, il super-uomo è il punto di arrivo di una corda che sta tra l’animale (l’ignoranza) e il super-uomo stesso (la conoscenza).

COMMENTI

Ancora una volta un grande personaggio, moderno, attuale, che, con le sue riflessioni, ha aperto un varco nelle conoscenze sull’essere umano, ponendo le basi, insieme ai posteri, della ricerca scientifica in campo psicologico.

Dr. Oretta Lanternari

Adattamento del testo a cura dell’avv. Maria Cipparrone.

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