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…e tutti possono!


 

Pensieri degli anni difficili – 14

Ora vedo di fronte a me un miscuglio di colori tempera, forti ma non sgargianti. Prevale il rosso, non quello della vitalità del sangue acceso, và verso una tonalità più cupa, un po’ scura, come i colori di un tramonto che spicca al termine di una giornata di luce brillante, che volge alla sera. È esattamente il momento in cui si incontrano la notte e il giorno, l’allegria e la malinconia, la vita e la morte.

Non c’è ombra di tristezza in quello che scrivo vedendo. È solo un modo per dare una forma ad un’idea, anzi ad una immagine che già esiste nella mente. Anche solo pensando ai colori. Delle striature di giallo pastoso si sovrappongono al rosso fuoco. Si, è perché ricorda la fiamma intensa e vibrante di un camino che diventa gialla là dove l’ossigeno si consuma. Come il respiro che inganna, non arriva in profondità, ti fa credere di aver inspirato l’aria giusta, ma in realtà costringe il petto e fa svenire.

La paura. Di quello che non conosci, spendi il tempo ad arricchire i momenti dell’ignoto per regalarti un tocco di stupore ed invece ti ritrovi a fare i conti con l’angoscia del non so, del vorrei capire.

Ancora non mi do una spiegazione, è come se non mi arrendessi all’idea dell’imperfezione. Vorrei poter pensare in libertà, anche quella della leggerezza, ma spesso mi ritrovo fra le dita la rigidità che rende curvi i movimenti. Non armonici né ondeggianti, al contrario spigolosi e pungenti.

Il verde scuro si vede di sfondo, ma solo se guardi bene. È quello che vive naturalmente nei ricordi e che non ha una collocazione fissa. Cambia di significato insieme al trascorrere del tempo e all’umore che si sveglia ogni mattino insieme a te, che non riesci a capire cos’è che lo alimenta. A volte incominci la giornata e il tuo primo desiderio è poter rientrare presto, senza voler vivere la novità della scoperta, il sorriso di chi aspetta. Anche solo per un tè caldo fra le parole della vita, quella semplice e senza pretese, che faresti meglio a non sfuggire.

Mi avvolge un po’ la nostalgia quando i rapporti si intrecciano sempre più, quando cadono le barriere dell’imbarazzo e quando la profondità delle sensazioni si condivide. Ogni passo ha un caro prezzo da pagare. Si conquista la complicità è vero, la sintonia dello sguardo, ma si perdono gli attimi che hanno costruito i legami, quel percorso di conoscenza che è fatto di piccole cose ed emozioni. Ti fermi un momento, ti volgi indietro e non trovi più gli occhi dentro gli occhi, un modo di fare l’amore che va al di là del contatto fra due corpi.

È molto di più.

Vivo con la fretta di poter fare e dare, non so se agli altri o a me stessa e mi piace la vivacità delle idee, la rincorsa nella raccolta degli istanti, vivere e rivivere il sentimento.

Vedo dentro di me una nuova via, le emozioni mi accompagnano, fanno luce sulla strada. Quel miscuglio di colori dipinge una nuova immagine, ricorda l’interno di una bocca che si apre ad inghiottire avidamente il bello nelle cose.

Ora provo a spegnere l’istante, a concentrare il mio pensiero sulla musica, entrare nelle melodie dei suoni per assaporarle, magari ricordando il giorno in cui le hai ascoltate per la prima volta e le hai fatte tue. Quando l’intensità della sensazione provata era talmente tanta che ti sei commossa e la magia di quella serata è entrata a far parte della tua vita. Di quello che vuoi si componga la tua vita.

Qualcuno mi ha fatto riflettere sul superfluo, su tutto ciò che si può evitare, che non ha un significato. Gli istanti vanno trattati con rispetto, non si devono sprecare, la paura va affrontata e non subita, anche se permane e insiste il senso della solitudine. È molto meglio riaprire gli occhi e sentire di aver donato al tuo corpo e al tuo spirito la giusta dimensione, di aver donato.

Arricchire gli attimi che legano i pensieri agli istanti, magari con un po’ di fantasia rinforzando quel filo che conduce, che dall’alto scende a congiungerla alla realtà.

Basta guardare bene dentro, annusare e tirare fuori abbandonandosi.

E tutti possono!

 

Fernanda

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