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…il numero perfetto


 

Pensieri degli anni difficili – 9

Tre. Ho raggiunto l’equilibrio, anzi l’ho trovato. Ho faticato tanto in questo ultimo anno e invece era lì. A portata di mano. Tutto in un numero. Mai rinnegare la propria formazione. È fortemente scientifica. Mi piace scrivere e lasciarmi andare, ma devo confidare nella matematica. Seguire l’istinto, quello che mi suggerisce ciò che ho imparato in tanti anni di studio. Non è una contraddizione, l’istinto e la matematica.

La vita è una corsa ad ostacoli. Di corsa insegui il mattino cercando il gusto della novità. La fretta di crescere, di imparare, di rendersi indipendente in tutto e per tutto. In un batter d’occhio, e non appena ti sei svegliato come volevi, ti ritrovi con il corpo in preda ad uno scombussolamento, dentro e fuori. Ti confonde a tal punto che non riesci ad avere chiaro il senso… delle cose, anche le più banali. Arriva quindi il momento delle grandi scelte, ciò che accompagnerà quello che nessuno riuscirà mai a toglierti, quello che è solo tuo, che costruisci con l’impegno, con la passione. Ancora una volta se segui l’istinto e la voce della tua anima ti accomoderai facilmente fra la tue propensioni. Altrimenti ti ritroverai a vivere un momento di sbandamento. E poi tutto ciò che prevede il corso “normale” delle cose della vita, le convenzioni, le sicurezze, le garanzie.

Ho dato troppa importanza alle parole e poco ai numeri!

Spesso siamo portati a concentrare le nostre energie sull’unità, intesa non nel senso dell’unione fisica fra le cose e le parole, ma unità come 1, unità numerica. Studiamo per raggiungere “un” traguardo professionale, molto spesso ci specializziamo ed appassioniamo in “una” disciplina sportiva, lavoriamo per costruire “una” casa che ci accolga alla sera quando rientriamo dalle fatiche della realtà del mondo esterno. E andando avanti anche con le persone, gli amici, gli affetti. Già da piccoli abbiamo la nostra “unica” amica preferita, la nostra bambola preferita, la nostra favola preferita.

Credo sia nella natura dell’uomo condensare le attenzioni su “un” qualcosa che consenta di non disperdere la propria vitalità, bensì racchiuderle e conservarle all’interno di “un” singolo elemento. Forse è un meccanismo di difesa che sorge spontaneamente dentro di noi, che dà sicurezza permettendoci di esporsi al minimo delle nostre capacità.

Ma a volte cosa succede nella mente delle persone comuni?

Può accadere che i percorsi mentali, i pensieri cavalchino al di là dei normali desideri e bisogni che rendono piena e viva l’esistenza, quelli che arricchiscono le tue ore, che alimentano la folla di idee che vive dentro la tua testa. Andando oltre…gli orizzonti delineati, che spesso con tanta fatica hai conquistato, sopraggiunge la necessità di soddisfare un’esigenza che pervade prepotentemente il tuo comune e rispettoso modo di essere.

Ed è qui che nascono i conflitti!

Incomincia una lotta contro la regola che ti sei prefissato inconsciamente e che coinvolge qualsiasi attività della tua giornata. A cominciare dalla mattina, quando appena sveglio ti ritrovi con la tazzina del caffè in mano, non ti accorgi nemmeno di aver messo la macchinetta sul fuoco. È un gesto talmente spontaneo, anzi quotidiano che non lo ricordi assolutamente. Vivi la tua giornata fra atteggiamenti e comportamenti che non riesci a tralasciare e per i quali non provi nemmeno a cambiare l’ordine. Si, è perché a volte modificando anche solo la sequenza delle cose il significato assume un valore tutto diverso.

Un suggerimento questa volta può venire dal codice genetico!

Il DNA è depositario dell’informazione genetica che, molto semplicisticamente, è scritta in un linguaggio fondato dalle combinazioni delle 4 basi azotate (A, T, C, G). Un codone è costituito dalla combinazione di “tre” nucleotidi (deossiribosio, gruppo fosfato e una delle 4 basi azotate) ed è specifico per “un” determinato aminoacido, unità di base per la costruzione delle proteine.

Se penso che la soluzione è all’interno del DNA…! Tre nucleotidi = un aminoacido

Il concetto è molto semplice. Per non cadere nella monotonia della routine e della quotidianità, e soprattutto per non investire gran parte delle proprie energie alla ricerca dell’unicità, è necessario aumentare la variabilità. Per cui al mattino è bene darsi più possibilità e quindi scegliere tra “un caffè”, “un tè”, “un qualcos’altro” che si deciderà al momento. Non leggere più “un” solo libro bensì “tre”, non proprio nello stesso istante ma, può capitare, nella stessa serata. E così via, concedendosi tante più eventualità di quante la vita ne possa offrire, o meglio sfruttando tutte le occasioni che ti si presentano senza dover rinunciare. Chiaramente nel pieno rispetto degli altri.

È strano che questa riflessione venga però fuori nel pieno dell’estate, magari in un caldo pomeriggio trascorso a passeggiare fra i boschi, quando ci si guarda poco intorno e molto dentro. E quando hai speso gran parte delle tue ferie a far in modo che ogni giorno sia completamente diverso dall’altro. Quando sei abbastanza soddisfatto delle tue corse e di come hai vissuto ogni attimo del tuo tempo, quando hai sfuggito la regolarità, aumentato le probabilità e tirato un sospiro di sollievo, perché hai la consapevolezza di vivere fuori dagli schemi e dalle monotonie.

Il segreto?… Tutto in un numero!

Fernanda

 

 

 

 

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